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Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha detto lunedì 29 febbraio, in occasione della sessione del Consiglio di sicurezza sul Kosovo, che la Serbia è impegnata nel dialogo tra Belgrado e Pristina ed ha…
Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha detto lunedì 29 febbraio, in occasione della sessione del Consiglio di sicurezza sul Kosovo, che la Serbia è impegnata nel dialogo tra Belgrado e Pristina ed ha sottolineato l'importanza della Comunità dei comuni serbi (ZSO), la quale, nonostante l'Accordo di Bruxelles, non è stata ancora formata , aggiungendo che ciò rappresenta un messaggio negativo per la comunità serba e per l'Unione europea (UE). Il capo della Missione delle Nazioni Unite in Kosovo, Zahir Tanin, ha detto che l'UNMIK e l'UE sono dedicati al miglioramento del dialogo tra Belgrado e Pristina a tutti i livelli, dai governi centrali alla società civile. Dacic ha avvertito dell'aumento dell'estremismo religioso in Kosovo, il quale ha raggiunto il livello più alto nella regione, oltre al fatto che finora, dei 220.000 espulsi serbi, ne sono tornati solo l'1.9%. Dacic ha sottolineato che il popolo serbo in Kosovo vede la garanzia della propria sopravvivenza e lo sviluppo in quello che è viene garantito da parte dell'UE con l'Accordo di Bruxelles, cioè la formazione della Comunità dei comuni serbi in Kosovo. Secondo Dacic, includendo la Corte Costituzionale del Kosovo nella revisione e nel cambiamento de facto dell'Accordo di Bruxelles, sorge un messaggio negativo per la comunità serba, ma anche per l'UE. Un particolare motivo di preoccupazione, secondo Dacic, è la presenza di elementi terroristici e di estremisti radicali, che dalla guerra in Medio Oriente sono tornati in Kosovo. Egli ha esortato le Nazioni Unite e gli altri rappresentanti della comunità internazionale ad aiutare a superare i problemi che stanno ostacolando il ritorno degli espulsi. Citaku sulla riconciliazione L'ambasciatore del Kosovo negli Stati Uniti, Vljora Citaku, ha detto che la riconciliazione tra i popoli sarà possibile solo quando la Serbia riconosce i suoi crimini di guerra e quando chiede scusa. Secondo Citaku, la Corte Costituzionale del Kosovo ha dato direttive chiare sugli elementi di base su cui la Comunità dei comuni serbi deve essere stabilita, e il governo del Kosovo ha una chiara mappa del cammino da intraprendere che non minaccia la funzionalità del paese. Citaku ha sottolineato la necessità di dire sinceramente cosa prevede il dialogo, che non è la reintegrazione del Kosovo con la Serbia, né una trasformazione della storia. Churkin: L'UE cerca di costringere la Serbia a rinunciare al Kosovo L'ambasciatore della Russia nelle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha detto che dopo l'accordo tra Belgrado e Pristina sulla normalizzazione dei rapporti non è stato effettuato un particolare progresso, ed ha aggiunto che la maggior parte dell'UE cerca di costringere Belgrado a rinunciare al Kosovo.
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