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Tirana - Dopo la CEZ, il Governo potrà decidere di salvare un'altra società strategica, la cui privatizzazione è risultata, ancora una volta, un grande fallimento finanziario. Si tratta della ARMO, l'unica raffineria di…
Tirana - Dopo la CEZ, il Governo potrà decidere di salvare un'altra società strategica, la cui privatizzazione è risultata, ancora una volta, un grande fallimento finanziario. Si tratta della ARMO, l'unica raffineria di petrolio del Paese che si trova in profonda crisi finanziaria. Anche se gode dello status di settore strategico, ARMO è al collasso. La società ha sospeso l'attività e da 6 mesi non paga i propri dipendenti. Oltre a questo, ARMO si è trasformata in una patata bollente per gli enormi debiti contratti, pari a oltre 470 milioni di dollari, di cui 220 milioni verso la Direzione Tasse mentre i restanti verso terzi, nello specifico le banche. La grande esposizione delle banche rende la situazione ancora più delicata. Poche settimane fa, il Primo Ministro, Edi Rama, ha ordinato l'istituzione di un gruppo speciale di lavoro composto da rappresentanti di vari Ministeri e dall'Avvocatura dello Stato. Stando alle previsioni, entro due mesi, il gruppo presenterà al Governo un documento con le proposte per risolvere la crisi. Il canale mediatico "Top Channel" ha appreso che le varianti identificate sono solo tre, la ri-nazionalizzazione della società, la sua liquidazione o la vendita a un potenziale investitore. La soluzione per ARMO sarà una di queste tre opzioni. La prima, probabilmente, non avrà dei costi per il bilancio, visto che ARMO ha grandi debiti verso lo Stato. Tuttavia, questa opzione richiederebbe il raggiungimento di un accordo con i proprietari privati.<br /> Attualmente l'85% di ARMO è controllato da un gruppo azero chiamato "Heaney Assets Corporation" e il restante 15% dallo Stato albanese. Il gruppo proveniente dall'Azerbaijan acquistò la società da Rezart Taci, ma si arrese, andando via, una volta introdotto alla vera situazione finanziaria della società. Fonti dei media albanesi hanno fatto sapere che il gruppo di lavoro ha tentato di contattare la società azera, ma senza successo. Se i proprietari non dovessero rispondere, il Governo potrà rivolgersi alla Corte Internazionale chiedendo la convocazione forzata, così da continuare i negoziati e trovare una soluzione. La nazionalizzazione, consentirebbe la ristrutturazione della società e il suo funzionamento. Nel secondo caso, quello della liquidazione, la società sarà portata al fallimento e con la vendita dei beni saranno liquidati, e pagati per ordine, alcuni dei suoi obblighi. La terza opzione, quella della vendita a un investitore ottimale, sembra poco probabile dato il forte indebitamento. Ancora non vi è alcuna proposta o decisione ufficiale, ma certo è che, come la CEZ, il Governo ha un altra grana in mano, dovuta anche questa a una privatizzazione fallita. <br /> <br /> L'asta annunciata da EPSA<br /> Mentre il gruppo di lavoro nominato dall'esecutivo cerca di stabilire l'opzione più adatta, la società di esecuzione EPSA ha messo in vendita l'impianto di trasformazione della raffineria di ARMO, per conto della Raiffeisen Bank, per un prestito non liquidato di 2.8 miliardi di lek (circa 20 milioni di euro). L'annuncio per l'asta, che prevede la vendita dei beni immobili e delle linee tecnologiche della società delle raffinerie ARMO, è prevista per il 19 febbraio, alle ore 16:00 negli uffici della EPSA. La base d'asta iniziale è di 2.8 miliardi di lek, e l'elenco dei 26 beni comprende terreni ed edifici nel villaggio Drize di Fier e nella città di Fier, inoltre include anche le linee tecnologiche della società ARMO sh.a. Tutti i beni in vendita appartengono alla raffineria di Fier, una dalle due raffinerie di proprietà di ARMO, che ha interrotto l'attività lo scorso anno, dato l'accumulo delle ingenti perdite. Il gigante di petrolio ARMO è nell'elenco dei 35 più grandi debitori con circa il 65% del totale di debito nel Paese. La società venne privatizzata nel 2008, dopo che il Governo tolse dal pacchetto la raffineria Cerrik, che venne chiusa, lasciando la raffineria di Ballsh e quella di Fier. L' 85% delle azioni vennero acquistate dal consorzio controllato da Rezart Taçi, per l'importo di 128 milioni di euro. Durante la gestione privata, la situazione economica di ARMO peggiorò di anno in anno, così nel bilancio del 2013, la società registrò una perdita accumulata di 39 miliardi di lek. Il bilancio per il 2014 non è stato pubblicato sul Centro Nazionale di Registrazione, ma sull'estratto dei documenti della società sono state elencate diverse decine di richieste per il blocco della vendita delle azioni della società da parte di diversi soggetti in credito con ARMO. Verso le banche in Albania, ARMO ha un prestito di circa 37 milioni di euro, gran parte del quale è contratto con Raiffeisen Bank e Credins Bank, rispettivamente per 20 e 15.6 milioni di euro, sempre secondo i dati del bilancio 2013.
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