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Il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha dichiarato che non si può pensare ad un intervento militare in Libia, se prima non vengono vagliate tutte le altre possibili soluzioni alternative. Al-Sisi ha aggiunto che l'Egitto ha…
Il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha dichiarato che non si può pensare ad un intervento militare in Libia, se prima non vengono vagliate tutte le altre possibili soluzioni alternative. Al-Sisi ha aggiunto che l'Egitto ha agito attivamente al fine di ostacolare l'ingresso di militanti estremisti, provenienti dalla Siria e dall'Iraq in Libia, ricordando che la principale soluzione per combattere il terrorismo è cercare di prosciugare le fonti di finanziamento che sostengono questi gruppi terroristi. Il Presidente ha sottolineato che molti paesi che circondano l'Egitto sono vittime dell'estremismo e del terrorismo che si estende dal Mali alla Libia, e ha confermato che l'Egitto rafforzerà la sua cooperazione con gli Stati vicini per affrontare questo fenomeno estremista, consapevole del fatto che serva uno sforzo internazionale. Alla domanda se l'Egitto parteciperà all'intervento contro Daesh in Libia, Al-Sisi ha dichiarato che fino a quando persiste il caos in Libia, continueranno ad esserci ampi problemi e a sua volta le soluzioni alla crisi diventeranno più complesse. Il Presidente egiziano ha però espresso i suoi dubbi sulle motivazioni di ricorrere direttamente alla Nato senza tentare di avviare altre soluzioni, come ad esempio rendere l'esercito libico in grado di ristabilire la stabilità, revocando l'embargo sulle armi. Nel corso dell'intervista è stato esplicitamente chiesto al presidente egiziano, se parlando di "esercito libico" si riferisca o meno a quello guidato da Khalifa Haftar, e se riconosce il parlamento di Tobruk come unica istituzione legittima. A questa domanda Al-sisi ha risposto positivamente, sottolineando che la riconciliazione rimane una questione interna libica, ricordando che le forze della Nato non hanno concluso il loro compito, una volta caduto il regime di Gheddafi, hanno abbandonato il popolo libico, che è diventato un ostaggio dei gruppi armati ed estremisti. Secondo Al-Sisi occorre lavorare sul ripristino delle istituzioni, sulla fornitura delle armi e sul sostegno all'esercito.
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