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Zagabria - Il capo del sindacato Nuova solidarietà (Nova solidarnost), Predrag Sekulic, ha dichiarato, lunedì 8 febbraio, a Sisak, che il petrolio croato non può essere venduto in esportazione, ma deve essere trattato nelle…
Zagabria - Il capo del sindacato Nuova solidarietà (Nova solidarnost), Predrag Sekulic, ha dichiarato, lunedì 8 febbraio, a Sisak, che il petrolio croato non può essere venduto in esportazione, ma deve essere trattato nelle raffinerie croate, sottolineando la necessità di obbligare la società ungherese MOL a rispettare quanto firmato durante l'acquisto della società croata INA, riporta il quotidiano Vecernji list. Lo stesso ha inoltre ribadito che l'attuale modo della gestione dell'INA non è in conformità con la legge croata, aggiungendo che per tutto il tempo le raffinerie locali sono state distrutte a causa dell'esportazione del combustibile dalle raffinerie slovene ed ungheresi. Sekulic ha avvertito che la distruzione è anche l obiettivo di quegli esperti che sostengono più forte l'idea che lo Stato dovrebbe vendere la restante quota del 19% nell'INA. I membri del sindacato hanno inoltre avvertito la scarsa trasparenza dell'accordo sulla separazione della filiale Maloprodaja (Vendita al dettaglio) dall'INA, dicendo che i dipendenti non sono stati informati in merito ai negoziati tra i sindacati e la società in occasione di tale processo, annunciando che chiederanno la sua cancellazione. A tal proposito, Sekulic ha riferito che la conseguenza della separazione della Maloprodaja dall'INO è il licenziamento di 800 persone. Il lavoratore della raffineria di Sisak, Sabahudin Gasic, ha riferito che si stanno chiudendo i posti di lavoro nella raffineria di Sisak, aggiungendo che non ci sono investimenti negli impianti. Comunque, i lavoratori hanno avvisato l'ispezione sulla minoranza dei dipendenti in certi posti di lavoro, che infatti vuol dire la scarsa sicurezza al lavoro, ma l'ispezione ha creduto a coloro che hanno chiuso tali posti di lavoro, senza effettuare un controllo nella raffineria, ha concluso Gasic.[1]
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