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NOTIZIE · OI-331042 · 08/02/2016 20:50:00 · 3785 g fa4 min lettura
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Kosovo ha identificato tutti coloro che sono entrati a far parte dell'ISIS

DiOsservatorio ItalianoSommario

Pristina - Il Ministro degli Interni del Kosovo, Skender Hyseni, ha affermato che le istituzioni kosovare sono riuscite a controllare con successo la tendenza di unione e partecipazione dei propri cittadini a gruppi terroristici come…

Pristina - Il Ministro degli Interni del Kosovo,&nbsp;Skender Hyseni, ha affermato che le istituzioni kosovare sono riuscite&nbsp;a controllare con successo la&nbsp;tendenza di unione e partecipazione dei propri cittadini a&nbsp;gruppi terroristici come l&#39;ISIS. Durante il suo discorso alla conferenza internazionale &quot;Germia Hill&quot;, il Ministro Hyseni ha confermato che il Kosovo &egrave; riuscito a&nbsp;identificare tutti coloro che hanno combattuto in Siria, sono rimasti uccisi o sono ritornati in patria.&nbsp;<br /> &quot;E&#39; un dato di fatto che il Kosovo ha generato un gran&nbsp;numero di partecipanti alle guerre all&#39;estero,&nbsp;in particolare individui che hanno cercato di unirsi a&nbsp;gruppi appartenenti all&#39;ISIS. Ma noi come Stato siamo riusciti a tener&nbsp;sotto controllo il problema del reclutamento&nbsp;di persone&nbsp;e del&nbsp;loro diretto coinvolgimento alle guerre straniere. Forse siamo gli unici, in mezzo ad altri Paesi, ad aver identificato ogni singola persona che ha combattuto in Siria, che &egrave; rimasta&nbsp;uccisa&nbsp;o che ha fatto ritorno&nbsp;in Kosovo. Dunque, abbiamo un chiaro quadro della situazione. Tuttavia dobbiamo&nbsp;fare&nbsp;di pi&ugrave; sul campo della prevenzione,cos&igrave; da ostacolare in modo efficace l&#39;ulteriore&nbsp;diffusione&nbsp;del radicalismo nella nostra societ&agrave;&quot;, ha dichiarato il Ministro degli Interni, Skender Hyseni.&nbsp;[1]<br /> A suo dire la crisi in Ucraina e Siria ha inciso&nbsp;sulla destabilizzazione dei Balcani occidentali. Hyseni ha commentato anche l&#39;incidente a Decan, smentendo le affermazioni del prete del Monastero, Sava Janjic, secondo cui le persone arrestate hanno tentato di eseguire atti terroristici&nbsp;contro il monastero di Decan.&nbsp;[2] [3] [4]<br /> Hanno preso parte&nbsp;a&nbsp;questa conferenza diversi rappresentanti di Stato&nbsp;che non hanno riconosciuto il Kosovo, oltre a&nbsp;giornalisti e vari pubblicisti. Durante la conferenza dedicata&nbsp;al tema&nbsp;&quot;Il Ripristino delle Geopolitiche, le implicazioni dei conflitti in Siria ed Ucraina e&nbsp;la sicurezza nell&#39;Europa sud-orientale e nell&#39;UE&quot;, Sergei Konoplyou, direttore del programma per la sicurezza regionale, intervenendo nella sezione dedicata alla Russia e agli Stati Uniti, ha sostenuto che la Russia non odia gli Stati Uniti, ma che, al contrario, la&nbsp;adora.&nbsp;<br /> &quot;Nostro nemico comune &egrave; l&#39;ISIS. Alcuni dicono che la Russia odia l&#39;America. No, la Russia adora l&#39;America. La Russia desidererebbe essere come l&#39;America, avere il potere di fare le cose che l&#39;America pu&ograve; fare e&nbsp;la Russia no. “La Russia ha perso molte cose come superpotenza, a&nbsp;eccezione delle armi nucleari. Finora la Russia &egrave; l&#39;unico Paese che pu&ograve; distruggere gli Stati Uniti. La Russia &egrave; stata sempre&nbsp;contro la NATO, perch&eacute; &egrave; stato un contro-bilancio al Patto di Varsavia. Ora abbiamo un nemico comune, l&#39;ISIS. Uniamoci dunque per lottare contro&nbsp;l&#39;ISIS, trattateci come pari&quot;, ha affermato&nbsp;Sergei Konoplyou, aggiungendo che la Russia non vuol far parte di nessuna alleanza,&nbsp;neanche della NATO, perch&eacute; desidera ricoprire il ruolo di partner chiave alla pari con gli Stati Uniti, non come una superpotenza sopra una superpotenza.&nbsp;<br /> Presenti alla&nbsp;conferenza,&nbsp;diversi Ministri e vice Ministri degli Affari Esteri e della Difesa. Nel suo discorso,&nbsp;Laszlo Szabo, vice Ministro degli Affari Esteri dell&#39;Ungheria, ha affermato che il Kosovo si &egrave; trasformato in un importante Stato dei Balcani occidentali, grazie alla sua capacit&agrave;&nbsp;di assicurare stabilit&agrave;&nbsp;nel vicinato. Intanto, il Ministro degli Affari Esteri della Turchia,&nbsp;Naci Koru, ha suggerito che il riconoscimento dall&#39;Occidente della Crimea potrebbe essere una mossa&nbsp;dei&nbsp;diplomatici,&nbsp;volta&nbsp;a preparare il terreno per&nbsp;il riconoscimento del Kosovo da parte della Russia.<br /> Invece il direttore esecutivo dell&#39;Istituto&nbsp;Aspen in Germania, il sig. Ruediger Lentz, ha denunciato che per il suo Paese la crisi dei rifugiati &egrave; il problema attualmente pi&ugrave; difficile da affrontare. A suo dire, tale crisi sta mostrando la vera faccia della Germania, aggiungendo che l&#39;Europa &egrave; a rischio come mai prima.&nbsp;&nbsp;[5] [6]<br /> Invece,&nbsp;Alexander Nikitin, professore presso l&#39;Istituto per le Relazioni Internazionali a Mosca, ha sostenuto&nbsp;che la Russia ha cambiato&nbsp;posizione nei confronti di diversi conflitti.<br /> &quot;Abbiamo sostenuto anche la separazione del Kosovo da Belgrado, ma la prospettiva di&nbsp;Mosca&nbsp;&egrave; che l&#39;occidente ha contestato Kiev e ha sostenuto coloro che volevano costruire un nuovo Stato anche qui in Kosovo. L&#39;idea per il sostegno di un nuovo Stato del Kosovo, &egrave; molto importante. In Iraq, &egrave; stata&nbsp;sostenuta&nbsp;l&#39;opposizione contro i&nbsp;dirigenti di Bagdad, il che sottintende che per l&#39;ennesima volta sono state coadiuvate alcune nuove forze. In Libia&nbsp;&egrave; stata sostenuta&nbsp;l&#39;opposizione e nuovamente l&#39;Occidentale ha sostenuto le convinzioni separatiste. Naturalmente a Mosca, noi abbiamo cambiato la nostra posizione in diversi conflitti, come ad&nbsp;esempio&nbsp;contro Milosevic durante le operazioni della NATO nel&nbsp;1999. Siamo pronti a sostenere la Siria, in modo da sconfiggere l&#39;ISIS e conservare l&#39;unit&agrave;&nbsp;dello Stato. La crisi nei rapporti della Russia con l&#39;Occidente, influisce nella guerra contro le sfide comuni come la diffusione delle armi di distruzione di massa e il terrorismo&quot;, ha concluso&nbsp;Nikitin.&nbsp;[7]&nbsp;[8]

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Strumenti del dispaccio
Entità
26
menzionate
Persone
1
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 9 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Balcani Occidentali · Crimea · Iraq · Mosca · Belgrado · Pristina · Kiev · Varsavia · Bagdad
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