Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Pristina - Il Ministro degli Interni del Kosovo, Skender Hyseni, ha affermato che le istituzioni kosovare sono riuscite a controllare con successo la tendenza di unione e partecipazione dei propri cittadini a gruppi terroristici come…
Pristina - Il Ministro degli Interni del Kosovo, Skender Hyseni, ha affermato che le istituzioni kosovare sono riuscite a controllare con successo la tendenza di unione e partecipazione dei propri cittadini a gruppi terroristici come l'ISIS. Durante il suo discorso alla conferenza internazionale "Germia Hill", il Ministro Hyseni ha confermato che il Kosovo è riuscito a identificare tutti coloro che hanno combattuto in Siria, sono rimasti uccisi o sono ritornati in patria. <br /> "E' un dato di fatto che il Kosovo ha generato un gran numero di partecipanti alle guerre all'estero, in particolare individui che hanno cercato di unirsi a gruppi appartenenti all'ISIS. Ma noi come Stato siamo riusciti a tener sotto controllo il problema del reclutamento di persone e del loro diretto coinvolgimento alle guerre straniere. Forse siamo gli unici, in mezzo ad altri Paesi, ad aver identificato ogni singola persona che ha combattuto in Siria, che è rimasta uccisa o che ha fatto ritorno in Kosovo. Dunque, abbiamo un chiaro quadro della situazione. Tuttavia dobbiamo fare di più sul campo della prevenzione,così da ostacolare in modo efficace l'ulteriore diffusione del radicalismo nella nostra società", ha dichiarato il Ministro degli Interni, Skender Hyseni. [1]<br /> A suo dire la crisi in Ucraina e Siria ha inciso sulla destabilizzazione dei Balcani occidentali. Hyseni ha commentato anche l'incidente a Decan, smentendo le affermazioni del prete del Monastero, Sava Janjic, secondo cui le persone arrestate hanno tentato di eseguire atti terroristici contro il monastero di Decan. [2] [3] [4]<br /> Hanno preso parte a questa conferenza diversi rappresentanti di Stato che non hanno riconosciuto il Kosovo, oltre a giornalisti e vari pubblicisti. Durante la conferenza dedicata al tema "Il Ripristino delle Geopolitiche, le implicazioni dei conflitti in Siria ed Ucraina e la sicurezza nell'Europa sud-orientale e nell'UE", Sergei Konoplyou, direttore del programma per la sicurezza regionale, intervenendo nella sezione dedicata alla Russia e agli Stati Uniti, ha sostenuto che la Russia non odia gli Stati Uniti, ma che, al contrario, la adora. <br /> "Nostro nemico comune è l'ISIS. Alcuni dicono che la Russia odia l'America. No, la Russia adora l'America. La Russia desidererebbe essere come l'America, avere il potere di fare le cose che l'America può fare e la Russia no. La Russia ha perso molte cose come superpotenza, a eccezione delle armi nucleari. Finora la Russia è l'unico Paese che può distruggere gli Stati Uniti. La Russia è stata sempre contro la NATO, perché è stato un contro-bilancio al Patto di Varsavia. Ora abbiamo un nemico comune, l'ISIS. Uniamoci dunque per lottare contro l'ISIS, trattateci come pari", ha affermato Sergei Konoplyou, aggiungendo che la Russia non vuol far parte di nessuna alleanza, neanche della NATO, perché desidera ricoprire il ruolo di partner chiave alla pari con gli Stati Uniti, non come una superpotenza sopra una superpotenza. <br /> Presenti alla conferenza, diversi Ministri e vice Ministri degli Affari Esteri e della Difesa. Nel suo discorso, Laszlo Szabo, vice Ministro degli Affari Esteri dell'Ungheria, ha affermato che il Kosovo si è trasformato in un importante Stato dei Balcani occidentali, grazie alla sua capacità di assicurare stabilità nel vicinato. Intanto, il Ministro degli Affari Esteri della Turchia, Naci Koru, ha suggerito che il riconoscimento dall'Occidente della Crimea potrebbe essere una mossa dei diplomatici, volta a preparare il terreno per il riconoscimento del Kosovo da parte della Russia.<br /> Invece il direttore esecutivo dell'Istituto Aspen in Germania, il sig. Ruediger Lentz, ha denunciato che per il suo Paese la crisi dei rifugiati è il problema attualmente più difficile da affrontare. A suo dire, tale crisi sta mostrando la vera faccia della Germania, aggiungendo che l'Europa è a rischio come mai prima. [5] [6]<br /> Invece, Alexander Nikitin, professore presso l'Istituto per le Relazioni Internazionali a Mosca, ha sostenuto che la Russia ha cambiato posizione nei confronti di diversi conflitti.<br /> "Abbiamo sostenuto anche la separazione del Kosovo da Belgrado, ma la prospettiva di Mosca è che l'occidente ha contestato Kiev e ha sostenuto coloro che volevano costruire un nuovo Stato anche qui in Kosovo. L'idea per il sostegno di un nuovo Stato del Kosovo, è molto importante. In Iraq, è stata sostenuta l'opposizione contro i dirigenti di Bagdad, il che sottintende che per l'ennesima volta sono state coadiuvate alcune nuove forze. In Libia è stata sostenuta l'opposizione e nuovamente l'Occidentale ha sostenuto le convinzioni separatiste. Naturalmente a Mosca, noi abbiamo cambiato la nostra posizione in diversi conflitti, come ad esempio contro Milosevic durante le operazioni della NATO nel 1999. Siamo pronti a sostenere la Siria, in modo da sconfiggere l'ISIS e conservare l'unità dello Stato. La crisi nei rapporti della Russia con l'Occidente, influisce nella guerra contro le sfide comuni come la diffusione delle armi di distruzione di massa e il terrorismo", ha concluso Nikitin. [7] [8]
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