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Zagabria - Il primo tentativo della convocazione del Parlamento croato, giovedì, 3 dicembre, si è concluso senza successo dopo che il membro del partito MOST, Robert Podolnjak, a causa dell'opposizione della Coalizione patriottica, ha…
Zagabria - Il primo tentativo della convocazione del Parlamento croato, giovedì, 3 dicembre, si è concluso senza successo dopo che il membro del partito MOST, Robert Podolnjak, a causa dell'opposizione della Coalizione patriottica, ha rinunciato alla candidatura come Presidente del Parlamento, nonostante la proposta di 55 rappresentanti della coalizione Hrvatska raste (Croazia sta crescendo) del Partito Socialdemocratico (SDP). Podolnjak ha ribadito di accettare la candidatura per il Presidente del Parlamento croato se la stessa otterrà il sostegno delle due più grandi opzioni politiche, le quali hanno più di un terzo dei rappresentanti parlamentari. Dopo che Davorin Mlakar, dall'Unione Democratica Croata (HDZ), ha detto che il suo club non sostiene la proposta dell'SDP, Podolnjak ha respinto la candidatura e l'attuale Presidente del Parlamento croato, Josip Leko, non aveva altra scelta che interrompere la sessione ed annunciare il suo proseguimento dopo che sarà raccolta la maggioranza necessaria per la costituzione del Parlamento e della composizione del Governo. In occasione del tentativo fallito della convocazione del Parlamento, il Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic ha colto l'occasione per invitare i rappresentanti parlamentari neo-eletti a mostrare un rispetto verso i cittadini. Il consigliere del Presidente croato, Vladimir Seks, ha dichiarato se entro un periodo normale non sarà costituito il Parlamento, il Presidente avrà l'obbligo di utilizzare tutti i meccanismi disponibili, cioè di formare un Governo provvisorio apartitico, aggiungendo che ciò influenzerebbe ulteriore paralisi del sistema. Secondo le informazioni, negli ultimi giorni appariscono le informazioni non ufficiali che il Presidente croato pensa seriamente di convocare un Governo tecnico e di indire le nuove elezioni entro la fine dell'anno. Tuttavia, anche il leader dell'HDZ, Tomislav Karamarko, si è detto contro la ripetizione delle elezioni, dicendo che questo significherebbe la spesa degli altri 120 milioni di kune (HRK) dal bilancio statale per le nuove elezioni.
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