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Zagabria - Se la Croazia investisse 13 miliardi di euro nei nuovi impianti energetici, essa potrebbe passare completamente alle proprie fonti di energie rinnovabili e raggiungere l'indipendenza dalle importazioni di energia, potrebbe aprire un gran…
Zagabria - Se la Croazia investisse 13 miliardi di euro nei nuovi impianti energetici, essa potrebbe passare completamente alle proprie fonti di energie rinnovabili e raggiungere l'indipendenza dalle importazioni di energia, potrebbe aprire un gran numero di nuovi posti di lavoro ed attrarre nuovi investimenti, preservando l'ambiente, ha rivelato, giovedì, 26 novembre lo studio scientifico presentato da parte dell'organizzazione Greenpeace di Croazia.Gli esperti della Facoltà di Ingegneria Meccanica e di Architettura Navale e dell'Associazione energetica verde hanno elaborato l'analisi, mentre lo stesso studio è stato ordinato al fine di accelerare la trasformazione dell'energia croata, di allontanarla dai combustibili fossili e di avvicinarla alla quota di 100% delle fonti rinnovabili dell'energia fino alla metà di questo secolo. Considerato che la Croazia ha bisogno di una strategia energetica a lungo termine, basata sulla sostenibilità e l'indipendenza energetica, la Greenpeace invierà lo studio a tutte le istituzioni rilevanti ed ai partiti politici, i quali stanno attuando i colloqui sulla composizione del Governo. Lo studio ha rivelato che la Croazia, senza alcune perdite economiche, può passare completamente all'uso del potenziale del vento, del sole, dell'acqua e delle altre risorse naturali. L'investimento di 13 miliardi di euro nei nuovi impianti contribuirebbe alla riduzione delle importazioni di energia ed al risparmio da 4 a 5 miliardi di euro all'anno. Edo Jurkic, membro dell'Associazione Energetica verde (Zelena energetska zadruga), sostiene che l'impatto sulla crescita del prodotto interno lordo sarebbe quadruplo rispetto all'aumento del prezzo del sistema energetico, ma saranno creati 65 000 nuovi posti di lavoro, risparmiando fino a 1,9 milioni di tonnellate delle emissioni dell'anidride carbonica, e il denaro risparmiato potrebbe essere usato per gli altri investimenti e per la creazione degli ulteriori posti di lavoro. L'analisi mostra i vantaggi dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei singoli settori di particolare interesse per la Croazia, come il turismo, l'istruzione e l'agricoltura. La Greenpeace ha detto che se la Croazia volesse rimanere un Paese turistico, allora dovrebbe rinunciare ai progetti come la centrale termoelettrica Plomin C e la perforazione dell'Adriatico, e dovrebbe rivolgersi alle sue potenzialità naturali.
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