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Belgrado - Il serio conflitto politico che sta scuotendo la gestione del Partito progressista Serbo (SNS) sarà risolto all'assemblea straordinaria del partito nel mese di gennaio. Il Primo Ministro della Serbia nonché leader…
Belgrado - Il serio conflitto politico che sta scuotendo la gestione del Partito progressista Serbo (SNS) sarà risolto all'assemblea straordinaria del partito nel mese di gennaio. Il Primo Ministro della Serbia nonché leader dell'SNS, Aleksandar Vucic, potrebbe decidere di fare una epurazione dell'SNS, il che potrebbe derivare dalla proclamazione delle elezioni parlamentari straordinarie in aprile. Molti sostengono che il vice presidente dell'SNS e del Governo, Zorana Mihajlovic, gode della protezione dei centri occidentali di potere e che, a differenza del Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, non è esposta all'attacco dei media controllati da investitori stranieri. La Mihajlovic condivide il parere di Nebojsa Stefanovic, vice presidente dei progressisti, il quale ha detto che alcuni membri del partito stanno lavorando sulla distruzione di Vucic. Sembra che neanche nel team parlamentare dei progressisti, le cose vadano bene. Ufficiosamente, i deputati spesso entrano in conflitto con il presidente del Parlamento, Maja Gojkovic. Si può ipotizzare che, quando il capo del club dei deputati dell'SNS, Zoran Babi, ha formato il gruppo per le riforme del sistema politico, ha infastidito la Gojkovic, che si aspettava di trovarsi al timone di tale gruppo. Ufficiosamente, il segretario generale dell’Assemblea non è stato ancora eletto a causa del disaccordo tra loro due. Dall'altra parte Babic nega tali affermazioni e dice non c'è assolutamente alcun conflitto, aggiungendo che tutti si rispettano e collaborano reciprocamente. Si specula anche che i deputati non sono felici del fatto che la Gojkovic favorisca il vice presidente, Igor Becic, così spesso ha condurre la seduta ed i progressisti gli rimproverano perché a volte imposta le sanzioni. Ci sono i conflitti di parere tra Gojkovic e il capo del Comitato per gli Affari Esteri, Aleksandra Djurovic. Djurovic ha confermato che talvolta ci sono disaccordi su alcuni dei temi, ma non si può qualificare come conflitto.
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