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Tirana - Un nuovo imam, riconosciuto dalla Comunità Musulmana Albanese (KMSH), è stato assegnato alla moschea di Mezezi, divenuta oggetto d`inchiesta dopo che il suo imam autoproclamato Bujar Hysa è stato arrestato 12 mesi fa con…
Tirana - Un nuovo imam, riconosciuto dalla Comunità Musulmana Albanese (KMSH), è stato assegnato alla moschea di Mezezi, divenuta oggetto d`inchiesta dopo che il suo imam autoproclamato Bujar Hysa è stato arrestato 12 mesi fa con l`accusa di reclutamento di jihadisti, istigazione all'odio religioso, alla violenza e alla guerra. Il muftì di Tirana, Ylli Gurra, ha legittimato l`attività religiosa in questo luogo di culto, oggetto di forti sospetti sia per l’origine delle fonti di finanziamento sia per quanto predicato negli ultimi cinque anni. Gurra ha dichiarato che dopo la legittimazione di questo luogo di culto, a Tirana, resta solo una moschea non legalizzata, quella del Nuovo Anello, il cui imam autoproclamato Genci Balla venne arrestato 12 mesi fa con accuse identiche a quelle mosse contro Mzezi. Gurra non ha escluso che in questi luoghi di culto fuori dalla giurisdizione della comunità musulmana si predichi l`istigazione all'odio. "Quando un luogo di culto non è sotto la responsabilità di un imam ufficiale, nasce il diritto di credere di poter essere testimoni di qualcosa che è in contrasto con la stessa religione, con lo stato albanese e con la società multi-religiosa albanese. 12 mesi fa, abbiamo preso consapevolezza di una dolorosa realtà ", ha detto Gurra, condannando i recenti atti di terrorismo e sottolineando che è compito del clero religioso, in particolare quello musulmano, predicare la pace e l`armonia religiosa tramite istituzioni religiose legali. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/bceac4cc32ecbf54a065333174bdbc7d.jpg"></a><br /> Dopo gli attacchi a Parigi, la Comunità Musulmana Albanese ha sollevato preoccupazioni su alcune moschee, in varie città dell’Albania, che esercitano l’attività fuori dalla giurisdizione della comunità musulmana, poiché non si ha alcuna informazione sulla origine dei finanziamenti né su tipo di predicazione che viene effettuata all'interno. Alle affermazioni del muftì di Tirana sulla nomina di un imam riconosciuto dalla Comunità Musulmana Albanese anche nella moschea del "Nuovo Anello", l'imam autoproclamato della moschea interessata, Armand Ali, ha reagito dichiarando che non si unirà alla decisione istituzionale. In una intervista sui media, ha ribadito che ogni vero musulmano dovrebbe vivere nel Califfato e che "ad ogni vero musulmano piace vivere là dove viene giudicato con la legge dell’islam. Ogni musulmano sincero vorrebbe vivere con la legge islamica del Califfato". Ha quindi negato che nella sua moschea si siano mai predicate delle correnti radicali. Invece in relazione agli attacchi a Parigi, Armand Ali ha detto che i francesi non sono migliori di Lavdrim Muhaxheri, il terrorista kosovaro che ha scioccato gli albanesi, sostenendo che "i più grossi crimini in Siria sono stati commessi da Assad e dopo Assad, dalla coalizione anti-ISIS sono stati commessi crimini molto più gravi delle bombe da loro lanciate sul popolo. Quella testa sulla mano di Lavderim Muhaxheri, mi ha ricordato un francobollo francese con le teste degli algerini tagliati". Secondo lui, gli albanesi sono ipocriti e servili, in quanto non si commuovono per le vittime in Palestina e in Siria, ma solo per quelle in Francia. "Oggi viviamo in un mondo ipocrita. In particolare gli albanesi sono servili ed ipocriti. Si stanno uccidendo centinaia di migliaia di innocenti e non piange nessuno, né la Palestina, né la Siria e neppure qualche altro paese, non viene esposta alcuna bandiera". Infine, Ali afferma che in nome della fede, ogni sincero fedele è pronto a dare la vita per Allah.<br /> <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/312309992501b95a95f9f4f9b6b713bc.JPG"></a> <br /> La moschea del Nuovo Anello, situata nella capitale, è uno dei 6 oggetti di culto musulmano fuori dalla giurisdizione della Comunità Musulmana Albanese. Costruita sette anni fa, su terreno donato da un religioso, finanziata dai suoi stessi frequentatori, la sua comunità religiosa, diversamente da quella della moschea di Fushe Mzezi, non desidera far parte della Comunità, motivando tale decisione sul fatto che i suoi funzionari seguono delle ideologie radicali. Mesi fa, in altre affermazioni date ai media, l`imam Armand Ali, diplomato in Arabia Saudita, ha definita falsa l`immagine negativa data della sua moschea, che resta sempre oggetto di indagine da parte delle strutture di Intelligence. A differenza delle ultime dichiarazioni, lui aveva sostenuto che la KMSH non ha presentato alcuna richiesta per l`amministrazione della moschea. Anzi, l`imam ha reso noto che vengono spesso riconosciuti i dipendenti della SHISH (Servizio Informativo Statale) in moschea e che comunque è stato permesso loro di ascoltare le predicazioni. Si ricorda che il precedente imam di questa moschea, Genc Balla, insieme ad altre persone, venne arrestato dalla polizia con l`accusa di reclutamento di combattimenti per la Siria.
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