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Tirana - A seguito della riunione tra il Presidente Nishani e il capo della SHISH, Visho Ajazi Lika, il cui argomento centrale è stato l'allarme terrorismo e le misure di sicurezza in Albania, avvenuto dopo gli attacchi in Francia, è stato…
Tirana - A seguito della riunione tra il Presidente Nishani e il capo della SHISH, Visho Ajazi Lika, il cui argomento centrale è stato l'allarme terrorismo e le misure di sicurezza in Albania, avvenuto dopo gli attacchi in Francia, è stato reso noto che il Servizio di Intelligence albanese e la Polizia di Stato sono pronti a intervenire in qualsiasi eventualità. Ajazi ha riunito d'urgenza i suoi subordinati assegnando loro precisi compiti attuando lo stato di emergenza. Tra gli principali compiti assegnati, come comunicato dai media, c'è la sorveglianza di tutte le persone con tendenze radicali e gli ex combattenti dell'ISIS che sono tornati in Albania. Stando alle informazioni in circolazione sono circa 35 le persone che hanno preso parte alla guerra in Siria e sono ritornate dopo l'entrata in vigore della legge che vieta ai cittadini albanesi di partecipare a guerre all'estero. Inoltre, parte dei controlli della SHISH (Servizio Informativo Statale) riguardano anche altre persone con tendenze radicali e i luoghi in cui si sospetta si riuniscano per diverse attività. D'altra parte la Polizia di Stato è passata allo stato di massima allerta su ordine del Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Cako, Anche i servizi effettivi RENEA e FNSH sono in stato di emergenza. Le misure adottate da ambedue i servizi di sicurezza sono state prese per evitare qualsiasi possibile incidente o attentato ad opera di soggetti a forte rischio segnalati dagli agenti della SHISH. Intanto, sul report esposto durante il summit tra le istituzioni responsabili della sicurezza, è stato sottolineato che il rischio deriva dalla mancanza di strategia per neutralizzare l'influenza di circa 500 albanesi sparsi nell'intera Regione affiliati alle cellule terroristiche dell'ISIS. Durante la riunione, Ajazi ha affermato che vi è una caratteristica in Albania, non molto divulgata in altri Paesi, ovvero che le cellule agiscono come sette chiuse utilizzando degli ambienti illegali per esercitare la loro attività. Tuttora non si conosce la cifra esatta degli albanesi reclutati che si sono uniti ai combattimenti in Siria, ma si pensa si aggiri attorno ad oltre 100. Il Servizio Informativo Albanese e la Direzione del Anti-terrorismo hanno lanciato intense indagini sulla provenienza della e-mail rivolta al Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, inviata il giorno dopo gli attacchi a Parigi. Fonti interne al Ministero hanno fatto sapere che proprio "35 persone sono poste sotto stretta sorveglianza da parte della Polizia e della SHISH, a seguito della e-mail indirizzata al Ministro Tahiri". Ancora non vi sono dati sugli autori della minaccia, che si sono firmati "Brigate Rosse". La Polizia ha arrestato due giovani a Kashar in relazione a quanto accaduto. Gli esperti di informatica presso la Polizia di Stato hanno trovato che l`IP del mandante all'indirizzo della posta elettronica del Ministro Tahiri, era un telefono in utilizzo da Klodian Mahmutaj e Valter Meshi. Quest'ultimo, aveva aderito su Facebook all'iniziativa di solidarietà con la Francia e Parigi, partita dopo gli attacchi, cambiando i colori del profilo. I due giovani provenienti da Kashar, provincia della capitale, sono tra i principali sospettati, tra le persone tratte in arresto dalla Polizia come responsabili di queste minacce. La Polizia ha reso noto, infatti, che il messaggio di minaccia non riguardava solo il Ministro Tahiri, ma anche altri ufficiali e le redazioni di alcuni media. Nell'inchiesta è stata coinvolta anche la Procura per i Crimini Gravi, la quale sta assistendo alle azioni svolte dalla direzione anti-terrorismo. L'e-mail inviata dal gruppo firmatosi "Brigate Rosse", anche se il contenuto non è legato all'ideologia comunista, trasmetteva un messaggio a connotazione religiosa e faceva intendere che dopo gli attacchi a Parigi, era la volta di Tirana. "Ora spetta a voi! E' iniziata la guerra santa verso coloro che sono coinvolti nella guerra contro lo Stato Islamico. Tremerete e vi inginocchierete davanti ad Allah", si leggeva sul messaggio. Tuttavia questa non è la prima inchiesta che coinvolge questo gruppo di "tifosi" oppure quegli ultrà che, poco tempo fa hanno manifestato in modo irruento per la scarcerazione di Ballist Morina . Quest'ultimo è stato arrestato poche ore dopo la partita Albania - Serbia ad Elbasan in quanto trovato in possesso di armi. Era diventato molto famoso tra gli albanesi perché fu lui a lanciare il drone allo stadio di Belgrado, lo scorso anno, durante la partita Albania-Serbia. Tuttavia non ci sono dati chiari sulle identità e gli obiettivi perseguiti, ma la prima minaccia durante la partita risultò essere un bluff.
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