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Belgrado - La Russia inizia una sorta di guerra per la supremazia e l'influenza nei Balcani, e la prima mossa sarà l’apertura della televisione che coprirà l'intera regione, è stato detto sabato 31 ottobre. Si tratta…
Belgrado - La Russia inizia una sorta di guerra per la supremazia e l'influenza nei Balcani, e la prima mossa sarà l’apertura della televisione che coprirà l'intera regione, è stato detto sabato 31 ottobre. Si tratta dell’investimento di 11 milioni di euro, e il direttore generale della televisione sarà il famoso regista serbo, Emir Kusturica. Il programma della televisione russa si trasmetterà in Serbia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. E’ previsto che la televisione sarà di carattere regionale, simile a Russia Today, cioè che farà da controparte alla multi-piattaforma N1 partner della CNN americana in queste aree. Il programma sarà basato sulle informazioni del contenuto culturale ed educativo, e si prevede anche l’apertura del grande numero di posti di lavoro. Nominare Emir Kusturica alla funzione del direttore generale non sara la grande sorpresa dato che egli stesso non nasconde di essere un russo-filo e di avere buoni contatti con gli alti funzionari del governo russo e diplomatici. L'istituzione dei media della Russia sul territorio della Serbia è stato annunciato il 15 ottobre dell’anno corrente presso la Casa russa, quando è stato firmato l’accordo nel campo della cooperazione sociale internazionale tra le istituzioni della Serbia e della Russia. Si specula che questa sia una sorta di risposta russa al team speciale di dieci membri dell’UE, che è stato costituito nel settembre per contrastare la propaganda di Vladimir Putin. Uno dei compiti principali di tale tema è quello di controllare la copertura giornaliera dei principali media russi, in particolare l'agenzia di stampa Sputnik, che è disponibile in lingua serba, ma anche televisione Russia Today.<br /> <strong>I russi istituiscono i centri logistici in Serbia </strong> Il Forum d'affari russo-serbo, che ha avuto luogo a Mosca la settimana scorsa, ha portato le due iniziative molto importanti. La prima iniziativa riguarda la creazione di centri logistici in Serbia e in Russia. Presso i centri in Serbia sarebbe raccolta le merce destinata all'esportazione verso il mercato russo e sarebbe controllata la sua qualità, mentre presso i centri logistici in Russia, attraverso le società figlia, tale merce sarebbe venduta ai grossisti o sarebbe direttamente mandata in catene di vendita al dettaglio. L'interesse a partecipare all'apertura di tali centri è stato mostrato in primo luogo da Gazprom ed entrambi i Paesi, ma anche le aziende private che finora hanno avuto dei problemi con la distribuzione della merce e la conferma della sua qualità sul mercato russo, ha spiegato il rappresentante della Camera di Commercio della Serbia a Mosca, Sveta Vasiljevic. La seconda iniziativa prevede che, di circa di 2.5 miliardi di dollari, qual è il valore totale annuo di prodotti energetici che la Serbia importa dalla Russia, almeno il 10 per cento venga pagato in merci. In tale modo sarebbe evitata la conversione di questi beni in dollari e in euro. Ricordiamo che, oltre alla leadership della Camera di Commercio della Serbia, al vertice di Mosca hanno partecipato i rappresentanti di una sessantina di grandi aziende serbe, quali la NIS, Srbijagas, Petrohemija di Pancevo, Euro gas di Subotica, Hipola di Odzaci, Sahmatik di Stara Pazova, Tarkett i Nopal di Backa Palanka, Carnex di Vrbas e Istituto di lavorazioni del terreno (Field) e Orticoltura. Per la parte russa vi erano i leader delle aziende Gazprom Neft, Sberbank, Koler Stroy, Ruselprom, Tehnopromexport, Rostec e una cinquantina di altre società. L’azienda Enterijer Jankovic di Novi Sad, a Mosca, è stata rappresentata dal primo uomo della loro rappresentanza Predrag Trbojevic che ha detto che la merce possiede la qualità per il mercato russo, ma in Serbia ancora non è stata sufficientemente riconosciuta. Secondo Trbojevic il problema principale è che lo Stato non investe abbastanza sforzi per pubblicizzare la merce serba. Né le società russe, come i partner potenziali, né i consumatori russi, sono abbastanza informati sui prodotti serbi e le possibilità.
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