Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - E' indiscutibile che nel bacino di Pljevlja ci siano riserve di lignite di 194.297.881 tonnellate. Lo ha mostrato l'analisi tecno-economica del potenziale termo-energetico per la fornitura del carbone della centrale termoelettrica…
Podgorica - E' indiscutibile che nel bacino di Pljevlja ci siano riserve di lignite di 194.297.881 tonnellate. Lo ha mostrato l'analisi tecno-economica del potenziale termo-energetico per la fornitura del carbone della centrale termoelettrica Pljevlja II (TE Pljevlja II), che è stata condotta nel luglio del 2013, come riportato dal Ministero dell'Economia, venerdì, 9 ottobre. Il Ministero dell'Economia ha reagito alla dichiarazione del coordinatore per la politica economica e l'integrazione dell'UE, dell'Azione riformista unita (URA), Dejan Mijovic. Quest'ultimo ha detto che la nuova centrale termica a Pljevlja non è redditizia. ''E' indiscutibile che il progetto del Secondo blocco della TE Pljevlja è redditizio, il che ha dimostrato il progetto preliminare e lo studio di fattibilità della TE Pljevlja-II, effettuati da parte dell'Elektroprivreda Crne Gore nel 2012", ha detto il Ministero dell'Economia. Secondo il presente Ministero, è indiscutibile lo studio di Fichtner, fatto nel 2009, ma sulla base dei dati dal 2008 e 2007, che adesso sono obsoleti in termini di prezzo del carbone, il prezzo di combustibile è la questione importante per il prezzo di produzione del carbone, prezzo dei terreni e degli oggetti d' infrastrutture. Come sottolinea il Ministero dell'Economia, tutti i parametri sopracitati sono il fattore indispensabile durante la determinazione se le riserve del carbone sono redditizie o meno. Il presente Ministero ha inoltre sottolineato che è indiscutibile che lo studio di Fichtner non si basa esclusivamente sul progetto del secondo blocco della TE Pljevlja, né è stato il tema dello studio. ''Lo studio si basa sulla struttura termo-energetica, con particolare attenzione a Maoca, facendo riferimento alla possibilità della fornitura del carbone dall'esistente oggetto termo-energetico, cioè del Primo blocco, nelle condizioni in cui verrà aggiunto il nuovo blocco energetico, con la previsione che entrambi i blocchi operino parallelamente 30 anni", ha detto il Ministero dell'Economia. Tuttavia, nel 2012, tre anni dopo lo studio di Fischtner, la Comunità energetica ha preso la decisione, secondo cui le centrali termoelettriche della regione, includendo anche il Montenegro, potranno lavorare dalla fine del 2017 alla 2023 ancora 20 mila ore.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.