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Sarajevo - Nel corso del processo arbitrale, avviato dinanzi al Centro internazionale per il risolvimento delle dispute degli investimenti della Banca Mondiale, a breve, verrà presa una decisione in merito all'accusa della Slovenia contro la BiH…
Sarajevo - Nel corso del processo arbitrale, avviato dinanzi al Centro internazionale per il risolvimento delle dispute degli investimenti della Banca Mondiale, a breve, verrà presa una decisione in merito all'accusa della Slovenia contro la BiH per l'energia elettrica non fornita e la richiesta di una compensazione di 758 milioni di euro ovvero l'ammontare degli investimenti dell'Elektrogospodarstvo Slovenije presso la centrale termoelettrica (CT/TE) Ugljevik, la quale si trova sul territorio della Republika Srpska (RS). In base all'accordo firmato nel 1981 dalla Slovenia e della BiH, i media sloveni hanno riferito che l'Elektrogospodarstvo Slovenije ha diritto ad un terzo dell'energia elettrica dalla CT Ugljevik, in base ai suoi investimenti in questo oggetto elettro-energetico costruito nel 1985. Le forniture di un terzo dell'energia elettrica dalla CT Ugljevik alla Slovenia, sono state sospese nel 1991, prima a causa delle linee di trasmissione interrotte in Slavonija (Croazia) e successivamente a causa della guerra in BiH che non sono mai state rinnovate. I media hanno riferito che, fra un mese o due, inizierà il processo all'Aia che potrebbe durare due anni. Dopo i tentativi precedenti senza successo, volti a concordare con la BiH la fornitura di energia elettrica ed il rimborso dei mezzi investiti, la Slovenia si è rivolta con l'accusa, al Centro internazionale per il risolvimento delle dispute degli investimenti della Banca Mondiale a Washington, il quale ha stabilito l'arbitrato tra le due parti. Secondo il quotidiano Dnevnik di Lubiana, si tratta di una disputa, il cui esito potrebbe avere grandi dimensioni perché la somma che può ottenere supera il debito totale verso i risparmiatori della Ljubljanska banka (Banca di Lubiana) in BiH e Croazia e le conseguenze della decisione arbitrale potrebbero essere anche politiche, prima di tutto nella Republika Srpska. Se l'arbitrato finirà a favore della Slovenia, la BiH dovrà sborsare oltre un miliardo di euro, considerando gli interessi di mora e le spese del processo. Ricordiamo che il Presidente del processo arbitrale è Christofer Greenwood, il giurista britannico il quale, tra l'altro, è stato membro della Corte europea per il diritto internazionale e insegnante presso la London School of Economics. Entrambi gli Stati hanno già nominato gli agenti che monitoreranno il processo e rappresenteranno i loro interessi nonostante la Republika Srpska, qualche mese fa, abbia contestato la competenza della Corte arbitrale nel risolvimento della disputa. La parte slovena ha scelto come agente Jan Paulsson, il Presidente onorato del Centro per le dispute degli investimenti e la parte opposta Maja Stanivukovic, il Presidente dell'Associazione per il diritto arbitrale di Belgrado. I medi sloveni hanno riferito che le autorità nella RS hanno paura delle conseguenze finanziarie e della perdita eventuale dell'arbitrato con la Slovenia, poiché un simile arbitrato è stato avviato dall'elettro-economia ceca la quale ha chiesto 60 milioni di euro per gli investimenti nella centrale termoelettrica Gacko.
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