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Belgrado - Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha accettato di discutere sull'aumento dei salari e delle pensioni, ma non rinuncia a porre rigide condizioni sugli che la Serbia ha accettato ratificando l'accordo stand-by. Lo riporta il quotidiano Blic,…
Belgrado - Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha accettato di discutere sull'aumento dei salari e delle pensioni, ma non rinuncia a porre rigide condizioni sugli che la Serbia ha accettato ratificando l'accordo stand-by. Lo riporta il quotidiano Blic, precisando che tale processo sottintende la diminuzione del numero degli occupati nel 2016 e nel 2017 del 5%, per aumentare l'efficienza dell'amministrazione. Tuttavia il FMi chiede che i calcoli siano chiari, in quanto non è possibile diminuire gli stanziamenti per gli stipendi nell'amministrazione pubblica senza ridurre il numero dei lavoratori. La risposta, entro la fine dei negoziati, dovrà essere comunicata dai Ministeri delle Finanze e dell'Amministrazione statale. "Questi negoziati non sono per niente facili. Non c'è motivo per cui il FMi rinunci alla diminuzione concordata del livello della spesa per l'amministrazione pubblica. Per quest'anno è stato preparato il piano per la riduzione dell'amministrazione per più di 20.000 persone, però una cosa simile deve essere fatta anche nel 2017", ha detto la fonte anonima vicina alla missione del FMI. "La missione del FMI ha capito che l'insistenza verso la diminuzione del numero degli occupati per il 5% nei prossimi due anni ha danneggiato ulteriormente il sistema e proprio per questo è necessario trovare i risparmi negli altri posti. Senza la riorganizzazione, la razionalizzazione farà dei danni, come avvenuto le volte precedenti", ha spiegato il Ministro dell'Amministrazione pubblica, Kori Udovicki. La stessa ha indicato per diverse volte che il problema dell'amministrazione pubblica non è tanto nel numero, che nella struttura degli impiegati e nella mancanza di personale. Inoltre, il FMI non vede un miglioramento nella privatizzazione delle società statali. Non c'è una soluzione per la società Petrohemija, però ci sono alcune per la Azotara e il complesso di metanolo-acido (MSK). L'economista, Milojko Arsic, ricorda che il Governo nella strategia fiscale e nel contratto con il FMI ha previsto che le spese del lavoro degli occupati nel settore pubblico saranno diminuite dal 12% all'8% del prodotto interno lordo. "Nel caso in cui le spese per gli impiegati saranno mantenute sopra il 10% del prodotto interno lordo, sarà difficile raggiungere la diminuzione del deficit fiscale nei prossimi anni", ha avvertito Arsic.
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