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Skopje - La crisi con gli immigrati ha costretto la Polizia di tre Paesi: Fyrom-Macedonia, Grecia e Serbia a sedersi intorno allo stesso tavolo per discutere in merito al valico della frontiera “Bogorodice”. La riunione si è tenuta al fine…
Skopje - La crisi con gli immigrati ha costretto la Polizia di tre Paesi: Fyrom-Macedonia, Grecia e Serbia a sedersi intorno allo stesso tavolo per discutere in merito al valico della frontiera “Bogorodice”. La riunione si è tenuta al fine di trovare una soluzione alla crisi mentre i migranti hanno chiesto di proseguire il loro viaggio verso l'UE. Ancora non è noto quale sarà la decisione finale, in quanto la riunione è tuttora in corso. Fonti non ufficiali hanno riferito che la Polizia ha richiesto il passaggio controllato dei migranti dal momento che fino a questo punto, ciascuno degli Stati ha dato la colpa all'altro. La Fyrom-Macedonia ha accusato la Grecia di aver fatto passare, di proposito, gli immigrati clandestini alla frontiera con la Fyrom-Macedonia, mentre quest'ultima ha tentato di ostacolare il loro ingresso nel Paese. Nel corso degli ultimi giorni vi sono stati problemi nonché scontri fisici tra i migranti clandestini ed i poliziotti. Nel frattempo gli agenti hanno permesso a 1.500 migranti di entrare nella Fyrom-Macedonia. Questi dopo essersi radunati presso la stazione ferroviaria a Gjevgjeli sono partiti con il treno verso la Serbia, diretti nella città vicina di Presevo. Durante la notte di domenica 23 agosto circa 2.000 migranti sono giunti a Presevo mediante la città Miratoci, mentre la colonna degli rifugiati si è fatta più lunga di 500 metri. Si tratta, senza dubbio, del gruppo che ha abbattuto il recinto stabilito dalla Polizia macedone in prossimità della frontiera meridionale con la Grecia. I rifugiati hanno dichiarato di essere entrati in Serbia tranquillamente e di non avere avuto problemi con la Polizia. Tuttora presso il Centro di Accoglienza a Presevo si trova un numero di migranti, mentre la Croce Rossa, UNHCR e il Commissariato per i rifugiati hanno distribuito alimenti, acqua ed altri mezzi per l'igiene delle persone arrivate a Presevo. Sabato 22 agosto, la folla bloccata tra la frontiera macedone e quella greca, ha distrutto il recinto spinato istituito dalla Polizia macedone e due mila rifugiati sono entrati in Macedonia. Alla luce di ciò le forze della Polizia e dell'Esercito macedone hanno utilizzato gas lacrimogeno e pallottole di gomma per fermare i migranti siriani, afghani, iracheni ed altri che miravano al oltrepassare il confine. Gli sconvolgimenti sono iniziati nel momento in cui le autorità macedoni hanno permesso l'accesso nel loro territorio ad un gruppo di bambini e donne. Dietro di loro una folla di diverse centinaia di clandestini si è scontrata con il muro della Polizia. A seguito dell'evento i migranti sono rimasti feriti e diversi bambini sono stati separati dai loro genitori. Nonostante i riferimenti dalla frontiera, il Ministro macedone degli Affari Esteri ha negato ogni accusa relativa all'utilizzo della violenza. Nel corso dell'intervista rilasciata per la BBC, Nikolla Popovski, ha dichiarato che la chiusura della frontiera era obbligatoria visto che la Fyrom-Macedonia non dispone delle risorse necessarie per far fronte alla crisi essendo un Paese con soli 2 milioni di abitanti. “Negli ultimi giorni vi è stata una crescita drammatica del flusso dei migranti e il numero è aumentato da 3000 a 3500 al giorno, e questo è insolito per un Stato con 2 milioni di abitanti. Dobbiamo rafforzare il controllo dell'accesso illecito nel territorio macedone", ha detto Poposki. Questi ha giustificato la tattica seguita dal suo Paese per bloccare circa 4 mila migranti, sottolineando che gli stessi non sono stati maltrattati. Intanto il Primo Ministro della Fyrom-Macedonia e della Serbia hanno realizzato una conversazione telefonica, durante la quale hanno discusso circa le misure da intraprendere per far fronte al flusso dei migranti. Amnesty International mediante Gauri Vank Gulik, vice direttore di Amnesty International per l'Europa ha asserito che le forze macedoni hanno trattato le persone bloccate alla frontiera più come manifestanti che come rifugiati. Invece la Medecins Sans Frontieres, ha informato che 10 persone sono state ferite dal gas lacrimogeno dall'esercito macedone nel villaggio Edomeni, nei pressi della frontiera con la Grecia. Da parte sua, l'euro commissario, Johannes Hahn, ha dichiarato che la Fyrom-Macedonia ha il dovere, conformemente alle leggi internazionali, di controllare le persone che desiderano entrare nel suo territorio e vietare l'accesso a coloro che non soddisfano i criteri, affermando che la Commissione Europea è pronta a fornire assistenza umanitaria al Paese. Ricordiamo che l'UE, finora, ha assicurato 90.656 euro di assistenza umanitaria alla Fyrom-Macedonia ed ha beneficiato del programma per l'assistenza della Regione dei Balcani occidentali e la Turchia di 8 milioni di euro, che deve essere attuato a partire dal mese di settembre. Mentre il portavoce dell'UNHCR, Melissa Fleming, ha rivolto un appello all'Europa affinché venga trovata una soluzione alla crisi dei rifugiati, sottolineando che Belgrado e Skopje “non possono essere lasciate da sole nell'affrontare un numero così grande di immigrati”. Fleming ha criticato la decisione della Fyrom-Macedonia di chiudere le frontiere, sottolineando che esigono invece una protezione. Il Governo bulgaro, in seguito alla crisi con i migranti a Gjevgjeli, ha deciso di rafforzare la propria sicurezza con misure volte ad evitare il grande flusso di migranti dal Medio Oriente e l'Africa del Nord mediante la frontiera bulgaro-macedone. La Bulgaria ha inviato le forze militari a controllare il confine bulgaro-macedone e la frontiera bulgaro-greca, mediante i quali gli immigrati provano ogni giorno ad entrare. Il Vice Ministro degli Affari Interni, Filip Gunev, nel corso di un'intervista ha ammesso che anche gli elicotteri militari sono stati ingaggiati per assistere nel monitorare le frontiere. Lo stesso ha definito drammatico il flusso in aumentato dei richiedenti asilo che stanno entrando dalla Grecia, dalla Fyrom-Macedonia e dalla Serbia, anche se, come ha detto, la Bulgaria è scelta di meno come accesso rispetto all'Ungheria. Lo stabilimento del muro da parte delle autorità ungheresi ha spinto migliaia di migranti dal Medio Oriente e l'Africa a dirigersi verso ogni frontiera con l'Europa. La Bulgaria si sta mostrando in allerta (vigile) anche a seguito della dichiarazione del Ministro degli Affari Esteri serbo, Ivica Dacic, che ha comunicato, a inizio settimana, la costruzione di una recinzione lungo il confine con l'Ungheria per distribuire l'afflusso degli immigrati verso la Bulgaria come Paese di transito. Nonostante la violenza, le immagini tristi ed il dolore dei rifugiati, vi sono coloro che si approfittano della situazione. Secondo i media macedoni, i commercianti locali a Gjevgjelia stanno tentando di vendere alimenti ai migranti a prezzi molto alti. Cosi, per sei bottiglie d'acqua gli immigrati pagano 10 euro e un pezzo di cioccolato 5 euro, un pacchetto di sigarette 5 euro e un chilo di banane 10 euro. Anche le ferrovie macedoni hanno aumentato i prezzi dei biglietti per gli immigrati da 5 a 10 euro. Nell'area meridionale del Paese, continua ad essere chiusa la frontiera, mentre viene permesso in determinati casi l'acceso alle famiglie con bambini e alle donne.
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