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Zagabria - La compagnia INA, cioè la parte amministrativa della MOL nell'INA, vuole rinunciare alla ricerca del petrolio e del gas nel sud dell'Adriatico, per la quale la INA ha ottenuto le concessioni dal governo. La MOL, infatti, vuole…
Zagabria - La compagnia INA, cioè la parte amministrativa della MOL nell'INA, vuole rinunciare alla ricerca del petrolio e del gas nel sud dell'Adriatico, per la quale la INA ha ottenuto le concessioni dal governo. La MOL, infatti, vuole rinunciare al solito inizio, cioè al momento in cui ha ottenuto, nel mese di gennaio di quest'anno, la concessione per i due campi di ricerca e, come motivo per l'uscita finale, ha proceduto recentemente al ritiro del consorzio Marathon Oil e la OMV, a causa del declino del prezzo e della scarsa redditività dei nuovi investimenti. Il piano della MOL è stato infatti rovinato dai membri croati dell'amministrazione dell'INA, i quali alcuni giorni fa hanno sostenuto la firma del contratto sulle concessioni con il Governo e, proprio per questo motivo, la parte dell'amministrazione della MOL guidata da Zoltan Aldott è alla ricerca di una soluzione. Si prevede che Aldott, attraverso il suo voto e quello di altri due membri della MOL determinerà il trio croato nell'amministrazione e raggiungerà la maggioranza necessaria ad evitare il contratto venga firmato, in seguito all'uscita dell'INA. Ciò, dunque, vuol dire che rimarrà solamente la compagnia italiana ENI nella combinazione con la società britannica Medoil, nell'ambito della ricerca nel medio Adriatico. La Marathon Oil e la OMV hanno rinunciato alla concessione dei sette campi lungo tutto l'Adriatico, la INA ha ottenuto due campi, mentre la ENI e la Medoil hanno ottenuto solamente un campo della ricerca. La INA, attraverso la firma del contratto con il Governo, si è impegnata ad investire circa 95 milioni di euro nei primi cinque anni della ricerca e nei due giacimenti di ricerca. Tuttavia, in seguito al rinvio della Marathon e della OMV ci sarebbe un ammanco di denaro pari a 385 milioni di euro, previsti per l'investimento, senza considerare il denaro delle riscossioni che doveva essere incassato in seguito alla firma del contratto. Secondo alcune fonti ufficiali, la INA nell'aprile dello scorso anno ha indetto una gara d'appalto per la concessione dei due blocchi, situati nella zona meridionale dell'Adriatico. Il Governo aveva stabilito che la INA avrebbe dovuto ottenere le concessioni in questione ed, in seguito all'abbandono del lavoro da parte dei consorzi Marathon Oil e OMV, l'amministrazione della INA si era trovata nella situazione di dover decidere se firmare o meno un contratto con il Governo o meno. I tre membri croati dell'amministrazione dell'INA, Ivan Kresic, Niko Dalic e Davor Mayer sono stati favorevoli alla firma del contratto e, dunque, la MOL non ha accettato la loro decisione e sta cercando di uscire dalla compagnia, soprattutto in seguito al rifiuto della compagnia americana Exxon Mobil di avviare un partenariato con il gruppo.
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