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Tirana - L'ex Premier Sali Berisha ha incolpato il Governo per la mancata firma dell'accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), riguardane la rata di turno del prestito di 300 milioni di euro. Nel corso di un colloquio con i giornalisti,…
Tirana - L'ex Premier Sali Berisha ha incolpato il Governo per la mancata firma dell'accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), riguardane la rata di turno del prestito di 300 milioni di euro. Nel corso di un colloquio con i giornalisti, Berisha ha parlato della corruzione degli alti funzionari della Dogana e del fisco. Nonostante le riserve avute in passato con il FMI, il leader storico del Partito Democratico (PD), ha definito l'allontanamento del Fondo come un cattivo segnale per l'economia del Paese. "E' un record nero l'allontanamento del FMI dall'Albania. Non conosco un altro Paese, ad eccezione della Grecia, in cui il FMI se ne sia andato dal Governo. Quest'ultimo si è allontanato perché i clan della clientela governativa si stanno appropriando, in modo sfrenato, delle entrate doganali e delle tasse. I deficit più grandi riguardano le accise", ha reso noto Berisha. Un colpo inferto all'economia, secondo lui, è anche la guerra che il Governo ha proclamato nei confronti degli investitori esteri, richiamando l'attenzione verso il caso della società greca "Aktor". Per quanto riguarda invece la riforma della giustizia, Berisha ha detto che l'opposizione deve far parte della Commissione, ma ha espresso riserve sulla posizione esposta dall'Ambasciatore dell'UE a Tirana, Romana Vlahutin, la quale si sta comportando più come governatore che ambasciatore, riferendosi alle sue dichiarazioni sul consenso tra le parti per la riforma alla giustizia. "L'idea che non serve l'accordo quando questo viene fatto da un ambasciatore che pensa di essere anche governatore, è qualcosa di molto grave, inammissibile", ha detto Berisha. Lo stesso ha accusato il capo dell'esecutivo di aver bloccato il processo di decriminalizzazione, difendendo cosi, i deputati con un passato criminale. Berisha si è soffermato anche sull'ultimo report del Dipartimento di Stato Americano sulla tratta degli esseri umani. "Le connessioni di Rama con il crimine ormai sono note, lo stesso ha fatto fuggire dal Paese Arben Frroku. Rama ha nascosto il dossier "Meta-­Doshi" e non ha neanche attuato l'accordo per la decriminalizzazione. Gli Stati Uniti, nell'ultimo report, hanno denunciato la presenza come deputato in Parlamento, di Arben Ndoka, condannato dal Tribunale di Roma per traffico di persone", ha precisato Berisha. Soffermandosi sull'occupazione, il leader storico del PD ha detto che il Premier Rama mente sul numero degli assunti, dicendo che quel che è cambiato sulle assicurazioni sociali è solo l'acquisto di anni per l'assicurazione. "Rama ed il suo Gjergji, il "pinocchio delle statistiche", mentono sul numero degli assunti visto che sulle assicurazioni sociali non ha alcun dipendente supplementare, ma vi sono soltanto acquisti di assicurazioni e anni per ottenere la pensione, e in tutto questo non vi sta alcun centesimo sul Fondo delle Assicurazioni. Si tratta di un'immaginazione malata", ha sottolineato portando l'attenzione sul lavoro di due anni del Governo del Premier Edi Rama ed incolpando la coalizione di sinistra PS-LSI per aver affossato l'economia del Paese. Temi affrontati dal deputato Sali Berisha, sono stati anche l'insolita migrazione degli albanesi, o l'esodio come lo ha definito lui, dopo 25 anni di democrazia, incolpando di questo il Governo, responsabile di aver violato i diritti dei cittadini. Lo stesso ha citato anche delle cifre. "Gli albanesi si sono realmente messi in viaggio ma l'asilo politico è stato richiesto solamente da 250 di loro nel 2012, e 1.000 nel 2013. La rimozione dei visti ha fatto registrare un numero quattro volte inferiore rispetto allo scorso mese. Perché? Perché si tratta di un uomo che uccide la speranza, di un killer della speranza", ha detto Berisha riferendosi al Premier Rama. Per fermare la rovina del Paese a causa del malgoverno, Berisha ha annunciato il lancio di proteste nel mese di settembre. L'azione dell'opposizione - ha detto questi - deve essere preceduta da un'analisi sulla perdita delle elezioni del 21 giugno, per fare uscire allo scoperto i responsabili del grave risultato conseguito dalla destra.
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