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Belgrado - Nonostante un forte umore pro-russo, la valutazione dei partiti politici aventi legami stretti con Mosca è diminuita. Il Presidente russo, Vladimir Putin, gode di una grande reputazione tra il popolo serbo ma il fatto che il 61% dei…
Belgrado - Nonostante un forte umore pro-russo, la valutazione dei partiti politici aventi legami stretti con Mosca è diminuita. Il Presidente russo, Vladimir Putin, gode di una grande reputazione tra il popolo serbo ma il fatto che il 61% dei cittadini, almeno secondo l'ultimo sondaggio dell'opinione pubblica sostenga l'alleanza con Mosca, non significa nulla per la maggioranza dei partiti pro-russi in Serbia. Le indagini dell'opinione pubblica hanno mostrato che Putin, in Serbia, è visto come il politico straniero più popolare. Anche il Presidente serbo, Tomislav Nikolic durante la sua ultima visita a Mosca ha affermato che Putin potrebbe vincere alle elezioni presidenziali. La grande popolarità di Putin risiede nel fatto che i serbi vedono i russi come grandi amici, come conferma l'ultimo veto messo dalla Russia nei confronti della risoluzione britannica su Srebrenica, che ha accomunato i partiti e i movimenti, i quali si impegnano per rafforzare i rapporti con la Russia, non solo quelli economici, ma anche quelli politici e militari. L'analista politico, Djordje Vukadinovic, ha dichiarato che uno dei paradossi è il fatto che, in Serbia, l'umore pro-russo è forte ma la valutazione dei partiti pro-russi è abbastanza debole. "Esistono tanti motivi in grado di spiegare questo. Uno è legato all'esistenza di dieci partiti pro-russi che si intrecciano ogni tanto. Il secondo motivo della loro debolezza è il fatto sono abbastanza marginalizzati da parte dei media in Serbia, più orientati verso le correnti filo-occidentali ed euro-atlantiche", ha detto Vukadinovic. Il Governo in Serbia, è basato in parte sui principi populisti e finora non ha voltato le spalle a Mosca. La rinuncia del Governo di Vucic di aderire alle sanzioni occidentali contro la Russia, potrà essere utilizzata come argomento serio dal Partito Progressista Serbo e dal Partito Socialista di Serbia nelle discussioni tra russofili locali ed euro-entusiasti. Sembra che non ci siano grandi differenze tra il Partito Democratico di Serbia (DSS), il movimento Dveri, il Partito Radicale Serbo (SRS) ed il Partito Popolare Serbo (SNP), però il leader dell'SNP, Nenad Popovic ha stimato che esistono differenze, spiegando che il suo partito non basa i suoi rapporti con la Russia solamente sulle emozioni e sul passato, ma anche sul beneficio concreto economico. Lo scopo dell'SNP consiste nell'assicurare agli imprenditori serbi lo stesso sostegno da parte delle istituzioni per l'esportazione in Russia al pari dell'esportazione nell'UE. "Crediamo che nella cooperazione economica stretta con la Russia è insita una grande opportunità per la crescita economica e l'apertura di nuovi posti di lavoro", ha sottolineato Popovic. Djordje Vukadinovic, ha dichiarato anche che, l'interesse economico può essere uno dei motivi della cooperazione tra la Serbia e la Russia. Lo stesso ha sottolineato, tuttavia, che i partiti dell'opposizione non sono interessanti a Mosca ufficiale, la quale finora non ha mostrato nessun interesse e non ha voluto incoraggiare queste forze in Serbia. "La politica della Russia è di cooperare apertamente con il Governo. A differenza dei rappresentanti diplomatici occidentali, i quali hanno incontrato il Primo Ministro, Aleksandar Vucic, ma anche Bojan Pajtic dall'opposizione e Boris Tadic, i russi non l'hanno mai fatto fino ad ora. Mosca è orientata costantemente alla cooperazione con il Governo", ha detto Vukadinovic. Magari proprio per questo il pubblico specula che questi partiti sono fondati e finanziati da parte della Russia e proprio per questo i diplomatici non hanno bisogno di incontrare i loro rappresentanti. Finché i partiti non parlamentari in Serbia non otterranno almeno una parte dell'attenzione di cui gode Putin o la Russia, gli ambasciatori occidentali continueranno a ripetere che l'influenza di Mosca sulle istituzioni o i media si espande come una grande epidemia.
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