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Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, giovedì 16 luglio, ha dichiarato che la Serbia non risponderà alle provocazioni e profonderà tutti i suoi sforzi affinché i Balcani siano un'oasi permanente di pace e stabilità. Nikolic, alla…
Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, giovedì 16 luglio, ha dichiarato che la Serbia non risponderà alle provocazioni e profonderà tutti i suoi sforzi affinché i Balcani siano un'oasi permanente di pace e stabilità. Nikolic, alla conferenza stampa con il Presidente della Romania, Klaus Werner Iohannis, in visita ufficiale a Belgrado, ha detto che il loro messaggio congiunto è rivolto alla possibilità che i popoli balcanici vivano in pace, come buoni vicini e che tutti e due i Paesi siano pronti a lottare per questo scopo, come gli alleati e gli amici. Tuttavia, il Presidente serbo ha asserito che nonostante il grande sforzo affinché questa parte dell'Europa vada avanti e assicuri un migliore tenore di vita ai cittadini, vengono creati sempre nuovi ostacoli e prove, e alcuni vorrebbero riportare il popolo serbo nei conflitti e nel passato. Come esempio, Nikolic ha citato la Macedonia e il problema dei migranti che si trova ad affrontare, cosa che ha spinto l'Ungheria ad innalzare un muro verso la Serbia. Lo stesso ha aggiunto che un certo esempio è il recente tentativo di linciaggio del Premier serbo, Aleksandar Vucic a Srebrenica. "La Serbia non risponderà alle provocazioni, ma dimostrerà la sua grandezza", ha reso noto Nikolic. A suo parere, i Paesi dei Balcani dovrebbero mostrare che sono in grado di operare insieme come persone e come buoni vicini, che sono capaci di risolvere le controversie tramite i colloqui, e a tale proposito devono essere un esempio in Europa. Il Presidente Nikolic ha detto che la Serbia e la Romania non hanno alcuna controversia irrisolta. Iohannis ha sottolineato che la pace e la stabilità nei Balcani occidentali è di interesse sia per la Romania che per la Serbia, per la regione e per l'UE, aggiungendo che il Paese sostiene fortemente le prospettive europee di Belgrado. "La Serbia ha meritato di veder riconosciuti i propri sforzi", ha detto Iohannis, esprimendo la speranza che i negoziati effettivi con l'UE inizino quest'anno. Lo stesso ha espresso la prontezza della Romania a condividere le sue esperienze con la Serbia per quanto riguarda il cammino verso l'UE. Il Presidente romeno ha detto di aver parlato con Nikolic anche dei rapporti economici tra i due Paesi e che la Romania vuole realizzare tutta una serie dei progetti congiunti, individuando soprattutto l'importanza del progetto dell'autostrada Timisoara-Belgrado. Secondo lui, la Romania è interessata anche ad una cooperazione transnazionale nel settore energetico. Uno dei temi di discussione erano le minoranze nazionali nei due Paesi e i loro diritti. "Siamo d'accordo che il nostro obbligo è di reagire decisivamente per poter rafforzare il ruolo della minoranza nazionale serba in Romania e della minoranza romena in Serbia e che le stesse saranno ponti di amicizia", ha dichiarato Iohannis. Hanno inoltre discusso del problema dei migranti che arrivano in Serbia. Oltre al Presidente Nikolic, Iohannis ha incontrato anche il Primo Ministro, Aleksandar Vucic e a tale proposito i due ufficiali statali hanno costatato che questa visita darà un forte impulso allo sviluppo dei rapporti bilaterali e che in questo modo rafforzerà ulteriormente anche la cooperazione economica tra i due Paesi, le quali potenzialità non sono utilizzate abbastanza. Il tema dell'incontro è stato anche la cooperazione nel settore energetico e la costruzione dell'autostrada Belgrado-Timisoara. Il Premier serbo ha espresso la sua speranza che l'impegno di Serbia, di Romania e di Bulgaria all'interno del gruppo di Craiova contribuirà al rapido avvicinamento della Serbia all'UE.
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