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Podgorica - Nel pieno dell'attività di lobbying dell'adesione del Montenegro nella NATO, giunge arrivato improvvisamente il messaggio di Victoria Nuland, assistente del Segretario di Stato americano, che ha destato una seria preoccupazione. Nelle sue parole…
Podgorica - Nel pieno dell'attività di lobbying dell'adesione del Montenegro nella NATO, giunge arrivato improvvisamente il messaggio di Victoria Nuland, assistente del Segretario di Stato americano, che ha destato una seria preoccupazione. Nelle sue parole ha infatti ribadito che una delle condizioni, il cui adempimento potrebbe contribuire significativamente all'ottenimento dell'invito alla NATO del Montenegro, è che più della metà dei cittadini sostenga l'adesione all'Alleanza. Attualmente, per il governo di Podgorica e per i propagandisti dell'alleanza è una missione impossibile. Tutte le indagini indipendenti hanno mostrato che il sostegno dei cittadini all'adesione alla NATO non oltrepassa il 35%, nonostante i rappresentanti governativi affermino che oltre il 40% sostenga tale iniziativa. "Prima che prendiamo una decisione sull'adesione, dobbiamo essere sicuri che non sono solo i vostri funzionari e i politici vogliono questo, ma che si tratta di qualcosa che i cittadini vogliono davvero. A tale proposito, osserviamo attentamente che abbiate una vera discussione con le diverse nazioni e che il sostegno verso la NATO cresca sempre più, diventando la maggioranza", ha detto Nuland. "Spero che i cittadini del Montenegro vogliono davvero che questo Paese adempia gli alti standard per l'adesione alla NATO, e che proseguiranno a svolgere un lavoro difficile, rendendo lo Stato più forte e democratico, decidendo loro stessi se davvero vogliono che il Montenegro diventi membro della NATO. Se raggiungete la conclusione che più della metà dei cittadini vuole questo, e se riuscirete a fare un progresso in conformità alle richieste, in questo caso avrete una posizione forte, nel momento in cui sarà presa un decisione sull'invito", ha dichiarato Nuland. Di contro, secondo Aleksandar Dedovic, Presidente dell'organizzazione non governativa Alfa centar, che sostiene l'adesione del Montenegro alla NATO, ritiene che questa dichiarazione rappresenta solamente il suo atteggiamento personale. "Ho visto nelle sue parole una raccomandazione, ricoprendo una posizione molto importante negli Stati Uniti. Tuttavia, non si tratta di un atteggiamento né dello State Department né della NATO", ha detto Dedovic. Il coordinatore del Consiglio nazionale per l'adesione all'Alleanza, Veselin Garcevic, ritiene che la campagna governativa, entro la fine dell'anno convincerà un grande numero di cittadini ad aderire alla NATO, ed essa rappresenta la scelta migliore. "Il maggior numero di Paesi, che negli ultimi anni hanno aderito alla NATO, non hanno avuto il sostegno del 51% per ottenere l'invito all'Alleanza, bensì hanno avuto il supporto politico, lo stesso che ha avuto il Montenegro", ha dichiarato Garcevic. Gojko Raicevic, Presidente del Movimento per la pace "Ne u Rat,Ne u Nato - No alla guerra, no alla NATO", ha affermato che la dichiarazione di Nuland rappresenta una delle dichiarazioni "ordinate" da parte del regime montenegrino. "La sua posizione, allora, non ha nessuna importanza, ma non fa che ingannare il pubblico. La politica ufficiale del Montenegro si trova in grandi guai, considerato che il regime aggrava le questioni irrisolte dei confini, proprio con Paesi che sono già membri della NATO. Secondo le informazioni, milioni di euro negli ultimi anni hanno lasciato i confini del Montenegro e sono finiti sui conti delle compagnie di lobbying. In sostanza, si spende denaro per la campagna rivolta all'invito del Montenegro alla NATO. Solo dal 2008 al 2012 sono stati spesi circa due milioni di euro per la lobby, mentre nel periodo fino al 2014, i lobbisti devono ottenere altri 850.000 euro".
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