Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Pristina - La Procura Speciale della Repubblica del Kosovo in cooperazione con la Polizia kosovara ha perquisito cinque organizzazioni non governative (ONG), in due luoghi, a Pristina e Prizren. Stando al comunicato rilasciato dalla Procura Speciale, a…
Pristina - La Procura Speciale della Repubblica del Kosovo in cooperazione con la Polizia kosovara ha perquisito cinque organizzazioni non governative (ONG), in due luoghi, a Pristina e Prizren. Stando al comunicato rilasciato dalla Procura Speciale, a Pristina sono state perquisite le ONG: "Nisa", "Bregu i Diellit" e "Ibni Sina", mentre a Prizren "Kur'ani" e "Ehli Bejti". La perquisizione è stata condotta sospettando il seguente reato: "Riciclaggio di denaro", ai sensi dell'articolo 308 del Codice Penale della Repubblica del Kosovo in congiunzione con l'articolo 24 della Legge sulla Prevenzione del Riciclaggio di Denaro e Prevenzione al Finanziamento del Terrorismo. Con la perquisizione dunque, sono stati sequestrati provvisoriamente elementi che possono risultare come prova durante la procedura penale. L'operazione è una delle azioni intraprese legate ad un oggetto di indagine da parte della Procura Speciale della Repubblica del Kosovo, al fine di prevenire e combattere il terrorismo. Il Kosovo si trova a dover prevenire il coinvolgimento dei suoi cittadini nelle guerre in Medio Oriente. Di recente il Dipartimento Americano dello Stato ha dichiarato che la minaccia dell'estremismo violento islamico, dal conflitto del 1999, è aumentato gradualmente in Kosovo tramite il finanziamento delle organizzazioni straniere che predicano l'ideologia estrema. Circa 150 – 200 combattenti stranieri provenienti dal Kosovo, sono andati in Siria e Iraq per combattere affianco al gruppo dello Stato Islamico e il Fronte al-Nusrah, e 20 di questi sono stati uccisi. Nel 2014, le autorità kosovare hanno arrestato circa 70 individui perché sospettati di terrorismo e circa 40 erano combattenti all'estero tornati in Kosovo. A marzo di quest'anno, il Parlamento kosovaro ha approvato la legge che mira a prevenire il coinvolgimento dei cittadini nelle guerre estere. La legge prevede pene da 6 mesi a 15 anni di reclusione per tutti coloro che prendono parte, finanziano e promuovono la partecipazione ai conflitti stranieri. L'agenzia stampa kosovara "Express" ha comunicato ulteriori dettagli circa le ONG perquisite, secondo i quali le stesse appartengono alla linea della setta islamica "sciita" e sono legate alla coppia Huduti a Prizren, Ikballe Berisha-Huduti e Asllan Huduti. Il quotidiano ha pubblicato, in precedenza, un'analisi sulla ONG "Kur'ani" le cui connessioni arrivano fino all'ex Presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad. Ricordiamo che, tempo fa, l'Albania si è allarmata per il fatto che cellule dei servizi di intelligence iraniani stanno agendo con l'obiettivo di eliminare l'opposizione. Ma quanto è affetto il Kosovo dall'influenza dell'Iran? Nel Paese, come riporta il quotidiano sotto la sorveglianza delle autorità kosovare vi sono delle ONG "sciite", le cui finanze sono legate al mondo degli affari, al settore immobiliare, alle connessioni con la BIK (Comunità Islamica del Kosovo), alle indagini penali contro gli imam controversi, ma anche al reclutamento dei giovani kosovari per combattere l'America. Le ONG perquisite di recente sono connesse con Ikballe Huditi-Berisha, conosciuta anche con il soprannome di "Hoxhanesha Ikballe" (imam versione femminile), la quale ha istituito nella sua proprietà una fondazione islamica religiosa che per le autorità kosovare appartiene alla corrente "sciita", la quali insieme al suo consorte, Asllan Huduti, un imprenditore nel settore degli immobiliari, divulga le idee di questa setta. Ionnis Michaletos, un'esperta dei Balcani nella sua analisi "Il potere morbido dell'Iran arriva nei Balcani", ha riferito che questa ONG (Fondazione Kur’ani, it: Corano) e le altre legate alla coppia Huduti, lavorano per gli interessi dell'Iran in Kosovo. "L'Iran ha promosso alcune ONG ma la loro espansione è molto difficile a causa della forte concorrenza delle forze sunnite dell'Arabia Saudita e della Turchia, così come la forte presenza delle forze internazionali di Polizia militare e civile", ha sottolineato Michaletos, spiegando che la fondazione "Kur’ani" viene condotta dall'università iraniana "Xhometul Noustafa", il cui direttore è l'Imam Muhamed Bagher Salehi, fratello di un alto diplomatico iraniano. In merito alla ONG ha asserito che mira ad istituire un museo della cultura iraniana e un cattedra degli studi iraniani nell'università locale e questo aspetto lo connette ad un'altra ONG "Ehli Bejti" che ha la propria sede a Prizren e pubblica letteratura religiosa, offrendo borse di studio nella città di Qomi per gli studenti kosovari. Anche se è una predicante religiosa, Ikballe Berisha-Huduti con orgoglio, conserva sul suo profilo Facebook, un video accompagnato da musica orientale dove spara con le armi. "Beh, non ho dimenticato come si fa" dice lei mentre vede già il successo e cita alcuni detti del Profeta Maometto: "I genitori sono obbligati ad insegnare ai bambini l'uso delle armi". Ikballe Huduti, ha inoltre pubblicato una fotografia con l'ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, senza rilasciare commenti nonostante l'insistenza di "Express". L'immagine è stata descritta anche come simbolo di amicizia con Ahmadinejad, una figura politica nota per il suo forte scontro con l'Occidente e in particolare gli Stati Uniti d'America. <strong>ONG "Kur’ani" in Kosovo è stata fondata da un iraniano</strong><br /> Hasan Azari Bejandi è un iraniano che opera in Kosovo insieme alla famiglia Huduti e secondo gli organi kosovari d'inchiesta è il divulgatore dello "sciismo" in Kosovo. Lo stesso è direttore dell'associazione "Kur’ani" che per le autorità kosovare ha come fondatore Ikballe Huditi e suo marito, Asllan Huduti. Questa associazione si è registrata in Kosovo nel 2002, secondo i documenti in possesso di Express, con un giro di finanze, in un solo anno di oltre 100 mila euro. La stessa, in ogni modo, non funziona come isolata. Il quotidiano kosovaro ha infatti scoperto che l'associazione è legata alle OJQ "Nisa", "Bregu i Diellit", "Ehli Bejti" e media stampati come le riviste "Vlera" (Valore), "Lumturia" (Felicità) e una serie di altri media online che divulgano lo spirito della rivoluzione islamica in Iran. Tra queste pagine vi è anche il portale "mediaelire.net". Mediante il direttore iraniano, la rete è connessa anche all'Istituto sulle Scienze Umane "Ibni Sina" che si dichiara come un "organo indipendente che svolge attività nel campo dell'istruzione, ricerche scientifiche, studi filosofici, studi sulla cultura e la civiltà islamica e orientale e in particolare, l'iranologia, la lingua e la letteratura persa. Questo istituto si è registrato come ONG numero 51139089 presso il Ministero della Pubblica Amministrazione, il cui direttore esecutivo è Abdullah Rexhepi, mentre il fondatore è Hasan Azari, nonché direttore dell'associazione "Kur’ani" a Prizren. <strong>Le connessioni con il business degli immobili e i sospetti di riciclaggio di denaro</strong> Express ha riferito che la ONG "Kur’ani" ha una connessione finanziaria con un'altra ONG che opera a Pristina, l'organizzazione "Bregu i Diellit". Entrambe sono sotto la lente d'ingrandimento della questura – dalle autorità responsabili delle indagini sul riciclaggio di denaro a quelle che si occupano di terrorismo, a seguito del giro di finanze delle due ONG che, mediante la compravendita di immobili, sono direttamente legate alla coppia Huditi (Ikballe e Asllan Huditi). Quest'ultimo, imprenditore nel settore immobiliare, ha partecipato alle transazioni per l'acquisto della ONG "Bregu i Diellit", ed ha preso migliaia di euro da Gokhan Yildiz, direttore dell'associazione. I soldi sono stati presi per l'acquisto del terreno, ma per le autorità kosovare si tratta di una traslazione sospetta. Express ha provato ad ottenere un commento da Huditi in merito al caso, senza riuscirvi. D'altra parte Asllan Huduti possiede le azioni presso la D.P.T. "Gallery" N.SH. (Impresa Sociale) "Complete", mentre pubblicamente si conferma mediatore di queste imprese. Anche sua moglie, Ikballe Huduti ha le sue aziende: NPSH "Kevser" e la casa editrice "DIELLI PAS REVE", con cui pubblica anche la rivista "Vlera". <strong>Fotografie con massacri nei quaderni dei bambini iraniani in Kosovo</strong> Il quotidiano sopracitato ha appreso che la dogana kosovara ha intercettato un pacchetto con materiale propagandistico, principalmente massacri, inserito nei quaderni dei bambini e legato ai dirigenti dell'associazione "Kur'ani". Queste prove saranno parte dell'inchiesta, in virtù delle quale, alcuni giorni fa è stata eseguita la perquisizione. Ikballe Huduti non ha voluto commentare i documenti propagandistici e che ancora sono in possesso delle autorità kosovare. Questo materiale (massacri e secondo le costatazioni della Polizia, anche immagini dei cosiddetti "shehid", martiri nell'islam) inviato dall'Iran mediante Dubai fino all'Aeroporto di Pristina, aveva come destinatario il direttore di "Kur’ani" Hasan Azari Bejandi. Tempo fa i media albanesi hanno pubblicato delle accuse stando alle quali il regime dell'Iran ha sollevato una cellula di servizi segreti nella sua Ambasciata a Tirana, al fine di agire contro l'opposizione che si trova in Albania, come l'Organizzazione Popolare Mujaheddin d'Iran (PMOI/MEK) così come i Combattenti della Libertà. Seyyed Bagher Hosseini, un funzionario iraniano, rivolgendosi al Governo albanese (Tirana) ha riferito che i membri di queste organizzazioni non sono rischiosi solo per l'Iran, ma possono comportare anche la destabilizzazione della Regione (18 maggio 2012). D`altra parte, l'agenzia statale di stampa IRINN, ha riferito il 17 maggio 2013 che "i Paesi dei Balcani saranno testimoni di esplosioni e cabotaggio in futuro, che andranno a beneficio degli Stati Uniti e del regime sionista". La ONG kosovara "Kur'ani", è strettamente legata alla fondazione che porta lo stesso nome in Albania, e per gli analisti dello sciismo è una filiale. <strong>Alte figure della BIK nella busta paga del associazione "Kur’ani"</strong> <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/097f54ceffb433294fe553a74c92f807.jpg" style="text-align: start;"></a> L'associazione ‘Kur'ani' descritta dalle autorità statali come divulgatore dello "sciismo" in Kosovo, ha un buon rapporto con la Comunità Islamica del Kosovo (BIK), il cui imam è sotto inchiesta per incitamento all'odio contro gli sciiti. Express ha riferito, tempo fa, che almeno due imam kosovari sui dieci arrestati nel corso dell'operazione della procura contro il terrorismo, possono essere accusati di incitamento all'oddio contro questa setta, come è stato confermato pubblicamente dal capo dei pubblici ministeri speciali kosovari, Sevdije Morina. "Kur’ani" come ONG, nella sua pubblicazione, cita un alto funzionario della BIK che per più di un mandato ha servito nella direzione di questa comunità religiosa da quando è condotta da Naim Ternava - eletto per la terza vota a capo della BIK in modo sospetto. Anche se paradossalmente, finora in Kosovo sciiti e sunniti hanno convissuto in una comunità religiosa - la BIK, ora gli sciiti stanno facendo dei tentativi per creare la propria comunità religiosa. Come ha riferito Express, la Comunità dei Tarikati (tariqa, it: Confraternite islamiche sono un tardo fenomeno del sufismo) ha accusato l'attuale gestione della BIK di averla cacciata fuori avvicinando invece le correnti radicali, come il "wahabismo". Di recente, anche l'Ombudsman ha dato sostegno all'iniziativa degli sciiti per separarsi, anche formalmente dalla BIK ,quando verrà rielaborata la bozza sulle Libertà Religiose e verranno create nuove leggi nel campo della gestione delle attività religiose. <strong>Le accuse degli imam wahabiti contro l`associazione "Nisa"</strong> Sono due gli imam della BIK che secondo il Capo procuratore della Procura Speciale, Sevdije Morina, sono oggetto di indagine per incitamento all'oddio religioso contro gli sciiti, senza svelare i loro nomi. Express ha scoperto che presso la ONG "Nisa" (Capitolo del Corano che si traduce 'donna') - una delle tante legate alla coppia Huditi, sono stati arrestati due eminenti imam kosovari nell'estate del 2014, perché sospettati di lavorare per l'Iran. Shefqet Krasniqi e Enis Rama, nelle proprie predicazioni relative alla ONG "Nisa", sono accusati di lavare il cervello ai bambini per la propria causa. Dopo il loro arresto su "youtube.com" esistevano delle predicazioni come "Alcune parole sull'Associazione "Nisa" di Igballe Berisha Huduti in Kosovo" del Dott. Shefqet Krasniqi" e "Lontano da Ikballe Huduti e l'Associazione "Nisa" missionari dello sciismo – Enis Rama". Express ha provato ad ottenere qualche commento dagli imam in questione su queste affermazioni, ma non è riuscito a contattarli, mentre Ikballa Huduti ha rifiutato di commentare quanto detto sopra. Enis Rama e Shefqet Krasniqi vengono citati anche nei rapporti internazionali come istigatori all'oddio. Krasniqi è stato arrestato dalla Procura anche perché sospettato di riciclaggio di denaro, mentre Rama, caporedattore presso "Peace TV" per i suoi discorsi anti-semiti.
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