Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Roma - Attraverso il sistema dell'<em><strong>Osservatorio Italiano</strong></em>, è stato intercettato l'ennesimo video di propaganda dell'organizzazione terroristica <strong>Daash</strong>, il cosiddetto Stato Islamico di Iraq e Levante…
Roma - Attraverso il sistema dell'<em><strong>Osservatorio Italiano</strong></em>, è stato intercettato l'ennesimo video di propaganda dell'organizzazione terroristica <strong>Daash</strong>, il cosiddetto Stato Islamico di Iraq e Levante (ISIS). La sua divulgazione è avvenuta attraverso canali più riservati parte della rete ISIS, sfuggendo così all'attenzione dei grandi media. I suoi messaggi di fondo risultano così essere esclusivamente rivolti ai ribelli islamici che militano nelle fila di altre armate, allo scopo di creare un unico fronte islamico all'interno della Libia, da scagliare contro le attuali forze che si spartiscono il potere nel Paese - quali il Governo di Tobruk e Fajr Libia. Una voce in lingua araba, <u>con sottotitoli in un inglese sgrammaticato e distorto</u>, fa da sottofondo al classico montaggio di immagini di archivio e trasmessi da media internazionali. Il tono propagandistico sembra rientrare nel classico delirio che contraddistingue questo genere di video, anche se<u> vi sono degli elementi di novità, sintomo che qualcosa è cambiato</u>. Accanto al proselitismo della Jihad emerge <u>una netta distorsione della storia e dei fatti recenti, che va direttamente a colpire gli interessi italiani in Libia</u>. L'Italia viene dipinta come "<em>forza colonialista</em>" storicamente sconfitta dai mujahideen (combattenti islamici), prima nel 1943, e dopo nel 2011 uccidendo <u>Muammar Gheddafi, definito come uomo di fiducia degli italiani</u>. "<em>I libici hanno lottato contro gli occupatori italiani sotto la guida dello Sceicco Omar Al-Mukhtar, e così la Jihad contro gli italiani è continuata ottenendo così la liberazione della Libia. Fino quando è arrivato Gheddafi, delegato degli italiani, che ha governato alle spalle dei musulmani per oltre 40 anni -</em> declama il video, continuando -. <em>Però i libici si sono rivoltati contro di lui e hanno rimosso il suo regime</em>". <a href="http://balcani.tv/video.php?id=98849"><em>Video della durata di 14:05 min, di cui si riportano alcuni frammenti</em></a><a href="http://balcani.tv/video.php?id=98849"></a> <u>Un'affermazione assolutamente eloquente, che la dice lunga su cosa sia in realtà l'ISIS, e quali siano le entità che muovono tale organizzazione terroristica</u>. <u>Identificare nell'Italia come unica forza colonialistica in Libia significa estromettere dalla propaganda anti-occidentale la Francia e l'Inghilterra, e gli stessi Stati Uniti, nei confronti dei quali non viene fatto alcun riferimento</u>. Inoltre, affermando che siano stati i "mujahideen" a far cadere Gheddafi, la propaganda ISIS dimentica di proposito i bombardamenti dei Rafale francesi ed in generale <u>l'intervento armato occidentale, che viene quindi legittimato come "forza liberatrice" della Libia</u>. Si dimentica infatti che fu proprio la Francia la regia occulta dell'ammutinamento della Libia Orientale al Governo di Gheddafi, grazie all'intervento della rete di Bernard Levy. Questi si recò personalmente a Bengasi, da dove telefonò Sarkozy con un telefono satellitare, per confermare il successo della sua missione in Libia. L'ISIS sembra quasi dire che, la mano di Allah che guidò i Mujahideen, è stata proprio quella di Bernard Levy. <br /> Viene quindi tracciata una <u>continua successione di contraddizioni, che va a distorcere la storia e ad innestare la falsa idea che l'unico "nemico occidentale" da combattere sia proprio l'Italia, perché occupatore e alleato del regime sconfitto dai ribelli</u>. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/3ff8514aff4005fd6f090c2234f85f92.JPG" style="text-align: justify;"></a> <u>L'ISIS si appropria quindi del merito della cosiddetta rivoluzione del 2011, definendola "islamica", anche se in realtà non è stata una jihad a sconfiggere l'esercito di Gheddafi,</u> per poi cadere di nuovo in contraddizione dicendo di aver iniziato la sua guerra contro Fajr Libia e il Governo di Tobruk, ossia le entità che sono scaturite dalla scissione delle forze che combattevano al fianco del CNT di Bengasi. "I<em> libici immaginavano una vita migliore dopo la sua caduta, però altri ne volevano i benefici. All’inizio, la rivoluzione deli libici era calma, con l’implementazione della Sharia, perà i non-credenti non l'hanno accettata. Così, hanno mandato il loro rappresentante Haftar che ha dichiarato guerra contro i mujahideen che hanno liberato il Paese da Gheddafi e ha diviso i libici. I muhahideen ancora combattono in nome di Mukhtar. L’occidente sta ancora cercando di insediare le sue regole nei territori musulmani, cercando di impedire loro di accettare la Sharia. Con la partecipazione di un gruppo di combattenti libici, è stata creata la nuova forza, Fajr Libya, che dovrebbe implementare le nuove regole dell’Occidente. Una volta che a Sirte i libici si sono riuniti ai Mujahideen </em>(ndr. Daash)<em>, il Governo di Tobruk ha annunciato la guerra contro di loro, mentre la milizia Fajr Libya ha dichiarato la guerra contro l’ISIS</em>". Annuncia così la sua espansione in Libia, e l'inizio di una "<em>nuova era</em>" con la conquista di Derna e Bengasi, dimenticando anche qui le gravi perdite che questo fantomatico esercito sta subendo nonostante gli elevati mezzi di cui dispone. Declama infine il suo piano di conquista che, una volta presa Derna, riuscirà a prendere tutte le altre città, dividendo la Libia in province da sottoporre al califfato, e cominciare la "conquista di Roma". <u>Anche in questo caso "Roma" diviene la meta ultima dell'avanzata l'ISIS, come sfida alla cristianità e al mondo occidentale, senza di contro citare Parigi o Londra</u>. Ad ogni modo, da tali affermazioni traspare come l'ISIS sia un'entità del tutto estranea al territorio libico, in cui vuole entrare ed affermarsi, distruggendo invece le forze locali che oggi si spartiscono la Libia. <u>La sua propaganda, illogica ed incoerente, si allontana sempre più dalla concezione dell'ideologia, per divenire una campagna di marketing, che in quanto tale risponde alle esigenze "<em>commerciali</em>" del momento</u>. L'ISIS si conferma quindi essere il braccio armato delle lobby, il cui obiettivo è fare cassa e appropriarsi delle risorse petrolifere libiche, in primo luogo per distruggere una concorrenza - come <strong>Qatar</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong> - ed in secondo luogo per espandere il proprio mercato a danni di terzi - come<strong> Total</strong> e <strong>British Petroleum</strong>, <u>arginando la presenza di ENI</u>. Non va dimenticato che il Libyan Investment Authority, fondo sovrano libico costituito da Gheddafi, e che oggi detiene partecipazioni importanti di Unicredit e Finmeccanica, è diretto da Hassan Bouhadi, uomo vicino alle lobby statunitensi, con un passato in General Electric e Bechtel. Per tale motivo, l'economia e le sorti della politica italiana continueranno ad essere strettamente dipendente dal volere dei gruppi di potere che agiscono in zone di influenza e teatri di guerra. In tal senso, il flusso di emigrazione, come confermato anche da fonti locali dell'Osservatorio Italiano continuerà, sostenuto segretamente dalla Turchia, mentre i nostri alleati europei, come Francia e Inghilterra speculano su una situazione che hanno contribuito a creare in maniera del tutto irresponsabile. In tal senso, è evidente il motivo per cui non si arresta la disinformazione sull'esistenza di pseudo-attacchi, rendendo il gioco del tutto fumoso per estromettere l’italia e obbligarla ad accettare una situazione di crisi perenne, dinanzi alla quale non potrà che retrocedere dalle due posizioni.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
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