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Belgrado - Gli interlocutori del gabinetto del Presidente serbo, Tomislav Nikolic, alla domanda su quale sia la posizione di Nikolic per quanto riguarda la risoluzione del genocidio commesso a Srebrenica, mercoledì, 17 giugno, hanno risposto che non…
Belgrado - Gli interlocutori del gabinetto del Presidente serbo, Tomislav Nikolic, alla domanda su quale sia la posizione di Nikolic per quanto riguarda la risoluzione del genocidio commesso a Srebrenica, mercoledì, 17 giugno, hanno risposto che non pensa a nulla di positivo sulla risoluzione sopra menzionata, la quale è stata preparata per essere adottata alle Nazioni Unite. "Questo atto terribile commesso a Srebrenica è stato politicizzato fino alla nausea", hanno aggiunto gli interlocutori del gabinetto di Nikolic, precisando che Srebrenica non è un caso isolato, ma è successo nella guerra civile, dopo la strage dei cittadini serbi vicino proprio a Srebrenica. "Comunque, la Serbia deve chiedere il sostegno alla Russia nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per quanto riguarda il blocco dell'adozione della risoluzione sopracitata. Ma questo supporto, non deve arrivare solo dalla Russia, ma anche da tutti i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ai quali è necessario spiegare che i crimini di questo genere non sono inventati", hanno precisato gli interlocutori. Il capo della diplomazia serba, Ivica Dacic non è sicuro che la Russia sosterrà la posizione della Serbia in occasione della risoluzione di Srebrenica, che la Gran Bretagna prepara per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, alla vigilia della celebrazione dei venti anni dal genocidio di Srebrenica. Alla domanda del quotidiano Danas se la Russia deciderà di non dare il veto nel caso in cui la Serbia sosterrà il testo della risoluzione, oppure lo darà, se la Serbia non sosterrà la risoluzione, Dacic ha risposto che la Russia può sostenere la Serbia nella sua decisione, ma questa non deve essere una regola. Secondo le informazioni, il Primo Ministro, Aleksandar Vucic, una decisione finale sulla risoluzione di Srebrenica, la prenderà entro la fine di questa settimana. Però, il quotidiano Danas nella sede delle Nazioni Unite a New York ha raccolto delle informazioni le quali attestano che ancora non è stato deciso che il testo della risoluzione sarà presentato al Consiglio di sicurezza o all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Nel Consiglio di sicurezza i membri permanenti (la Russia, la Cina, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia), hanno il diritto a emettere un veto e possono anche bloccare l'adozione di qualsiasi decisione, mentre nella Assemblea generale delle Nazioni Unite, decide la maggioranza. Dall'altra parte, la Russia ha lanciato dei segnali di netta opposizione al testo della risoluzione, anche se l'atteggiamento della Serbia ancora non è stato definito. "L'Occidente con questa risoluzione di Srebrenica vuole indicare che può avviare tutti i meccanismi che infatti possono essere un attacco all'autorità e all'immagine della Serbia, perché non ha aderito alle sanzioni contro la Russia", ha dichiarato il capo del Comitato per gli affari esteri della Duma di Stato russa, Aleksey Pushkov. Lo stesso ha spiegato che questo infatti rappresenta anche un tentativo di attrito tra la Serbia e i musulmani, e ha asserito che non è necessaria l'adozione di questo documento perché la sua ratifica potrà causare più danni che benefici. Pushkov ha sottolineato che a Srebrenica non c'è stato il genocidio, e ha chiesto perché altri casi simili sui crimini sul territorio dell'Europa non sono considerati allo stesso modo. "La bozza della risoluzione di Srebrenica cita che condanna severamente il genocidio, la violenza, la violazione dei diritti dell'uomo e il diritto internazionale umanitario, ma anche il genocidio di Srebrenica. Un dato molto importante è che con la risoluzione sarà condannata ogni smentita del genocidio", ha informato il quotidiano bosniaco Klix.ba. "La risoluzione esprime il cordoglio per le vittime a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Bosnia e Erzegovina e alle loro famiglie, ma invita i paesi membri a continuare a garantire la giustizia e a prestare supporto ai superstiti", cita l'avviso. Per quanto riguarda il caso sopra menzionato, la Serbia ha davanti a sè praticamente due soluzioni. La prima è relativa alla richiesta che il Presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik dovrà presentare al capo della diplomazia russa, Sergey Lavrov affinchè Mosca metta il veto all'adozione della risoluzione. Mentre, la seconda opzione è un tentativo di modificare il testo del documento attraverso i colloqui diretti con Londra o con alcuni membri del Consiglio di sicurezza, dal momento che questo testo contiene delle parti che non vanno a vantaggio della Serbia. Secondo fonti diplomatiche, la Gran Bretagna per quanto riguarda i membri permanenti del Consiglio di sicurezza può contare che la risoluzione, la cui adozione è prevista per il, 7 luglio, sia sostenuta dalla Francia e dagli Stati Uniti, però ha anche un forte sostegno da parte dei 10 membri temporanei del Consiglio di sicurezza. Il sostegno alla Serbia, tramite un veto può darlo la Russia, ma secondo le recenti informazioni, la Cina sicuramente si asterrà. Secondo le stime, la parte russa nella risoluzione prevede anche altre opzioni, cioè che la Serbia non può aderire alla NATO, e deve rimanere fedele alla decisione di non introdurre le sanzioni contro la Russia, deve permettere nuovi investimenti russi e deve assicurare che la Serbia come Presidente all'OSCE dia un aiuto al Cremlino nella risoluzione della crisi ucraina.
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