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NOTIZIE · OI-323882 · 22/05/2015 19:00:00 · 4047 g fa5 min lettura
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Blagajska tekija sottratta all'agenzia Fidan sotto le pressioni della Turchia?

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo - La notizia che la perla storica, la Blagajska tekija (Khanqa sul fiume Buna) uno dei luoghi musulmani più famosi per la preghiera in BiH, costruita 600 anni fa, è stata restituita al controllo del Majlis della Comunità…

Sarajevo - La notizia che la perla storica, la Blagajska tekija (Khanqa sul fiume Buna) uno dei luoghi musulmani più famosi per la preghiera in BiH, costruita 600 anni fa, è stata restituita al controllo del Majlis della Comunità islamica di Mostar (MIZ), ha sorpreso il pubblico bosniaco-erzegovese. Sono state numerose le reazioni sorte in seguito alla consegna del complesso all'agenzia turistica Fidan per un periodo di 33 anni, la quale ha investito nella ricostruzione della struttura 1,2 milioni di KM, ma al momento, ancora non è stata fornita una risposta ufficiale sul perché di un cambio di programma così sorprendente. La notizia non ha attirato l'attenzione dei media in BiH, ma quelli della Turchia, sotto il controllo del Presidente turco, Reccep Tayyip Erdogan, l'hanno diffusa sottolineando che la Khanqa a Blagaj non è più sotto il controllo delle cosiddette strutture parallele. Questo è, per il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) del Presidente Erdogan ed i media del regime ad Ankara, il nome dato alle associazioni, alle agenzie ed alle istituzioni del movimento Hizmet, ispirato alle idee dello studioso turco, Fetullah Gulen, il quale vive attualmente negli USA ed è considerato da Erdogan l'oppositore politico per eccellenza. Secondo il quotidiano Dnevni avaz, dietro a questa storia esiste uno scenario molto più ampio il quale attualizza il possibile trasferimento del conflitto Erdogan-Hizmet dalla Turchia in BiH. E' risaputo che gli ufficiali turchi hanno la loro influenza in BiH grazie alle relazioni con i politici vicini al Partito d'Azione Democratica. Come ha pubblicato recentemente il quotidiano sopracitato, durante l'incontro avvenuto nel mese di marzo di quest'anno tra il membro della Presidenza della BiH, Bakir Izetbegovic e Erdogan, tenutosi presso la nave del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, il Presidente turco ha chiesto a Izetbegovic di esercitare pressioni al fine di chiudere le scuole e le istituzioni vicine al movimento Hizet in BiH, nonostante lo stesso abbia contribuito all'istruzione e all'educazione di migliaia di giovani. Poiché queste istituzioni lavorano in conformità alle leggi bosniaco-erzegovesi, non è facile trovare un modo per fermarle come sta avvenendo in Turchia o Africa e a Izetbegovic è sembrata, come soluzione più semplice, fare in modo che all'agenzia Fidan restasse il negozio di souvenir a Blagajska tekija (Khanqa di Blagaj). In questo modo è stato inviato un messaggio chiaro a Hizmet soprattutto da quando sono arrivate informazioni a Sarajevo, circa l'insoddisfazione di Erdogan per la velocità nel risolvere il problema in BiH. L'obiettivo dunque è stato quello di alimentare il leone del Bosforo il quale ha aperto le sue fauci verso la BiH e le persone vicine a Izetbegovic lo hanno voluto far felice in vista della sua visita in BiH, avvenuta mercoledì 20 maggio. Da qui la pubblicazione della notizia dell'abbandono della Khanqa da parte dei media sotto il controllo dell'AKP di Erdogan i quali non hanno riportano le aspre reazioni del parlamento albanese a tali richieste. Alla domanda del Dnevni avaz perché Fidan si è ritirata dal complesso della Khanqa, il mufti di Mostar Salem ed. Dedovic ha risposto di non poter influenzare i piani ed i progetti. Da parte loro hanno ricevuto tale valutazione e l'accordo per la restituzione della Khanqa è stato armonizzato completamente e positivamente per le parti. Inoltre, non vi sono obblighi finanziari per il Majlis - ha precisato Dedovic. I rappresentanti del Majlis della Comunità islamica di Mostar hanno espresso la propria gratitudine verso la  leadership dell'agenzia turca Fidan, la quale ha riconosciuto nel Majlis della CI di Mostar un protettore autentico e rispettabile della proprietà in questione. Il Presidente del Majlis della CI di Mostar Ramiz Jelovac, come ha riportato il portale Rijaset.ba, ha sottolineato la necessità di interpretare il gesto come obbligo aggiuntivo e di prestare attenzione al modo in cui si comportano verso la Blagajska tekija. Tale risultato non deve sorprendere perché Jelovac è, da tanto tempo, una persona influente nell'SDA dell'Erzegovina. L'ex Presidente dell'Assemblea del Cantone erzegovese-narentano (HNK), il quale si è ritirato durante le proteste di febbraio 2014, ha assunto, il mese scorso, la carica di Presidente dell'Assemblea della Comunità islamica della BiH. Solo qualche settimana dopo la Fidan è stata cacciata via dalla Khanqa di Blagaj. Jelovac non ha risposto alle chiamate telefoniche del quotidiano, mentre il mufti Dedovic ha riferito che, in tutta questa storia, la cosa più importante è che il complesso della Blagajska tekija, come risorsa importante, sia sotto le competenze della CI. Dedovic ha negato categoricamente la presenza di pressioni da Sarajevo circa la restituzione della Khanqa al Majlis della CI Mostar. L'assistente del direttore generale della Fidan, Halil Ibrahim Okumus, il quale ha accolto gentilmente il quotidiano nella Khanqa, ha confermato che nessuno dal Majlis della CI Mostar non esercitato pressioni per ottenere la rinuncia alla gestione con complesso ed ha aggiunto di aver sentito che la pressione veniva fatta sulla Comunità islamica in BiH da un altro indirizzo. Ricordiamo che il capo della Fidan è Ali Dokumaci, uno dei fondatori dell'istituzione Bosna Sema, la quale opera sotto il controllo del movimento Hizmet. Dalla Fidan hanno comunicano che è giunto il momento di realizzare i loro progetti in un altro posto. Il fatto preoccupante è che il Governo di un Paese straniero, ha una tale influenza in BiH  al punto da decidere chi gestirà un bene. I media vicini a Erdogan hanno festeggiato la sottrazione della Blagajska tekija alla Fidan come la vittoria del Governo attuale turco, dopo che ha ottenuto rifiuti inequivocabili per la chiusura delle scuole di Hizmet in Albania e Azerbaijian. Secondo i media dunque, questa è la prova schiacciante dell'influenza e della potenza del Governo turco in BiH.

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