Parliamone.
Discutiamone.
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Skopje - Il Ministero degli Interni ha confermato ufficialmente che i corpi di Mirsad Ndrecaj, conosciuto come "comandante NATO", e Beg Rizaj, detto "comandante Begu" figurano tra gli uccisi nel corso dell'azione della polizia a…
Skopje - Il Ministero degli Interni ha confermato ufficialmente che i corpi di Mirsad Ndrecaj, conosciuto come "comandante NATO", e Beg Rizaj, detto "comandante Begu" figurano tra gli uccisi nel corso dell'azione della polizia a Kumanovo. La loro identità è stata verificata in collaborazione con l'Ufficio di Interpol a Skopje. Il Ministero dell'Interno ha anche confermato che sul corpo di Ndrecaj sono stati trovati anche i suoi documenti di identità. La polizia afferma di essere sicura anche dell'identità di un'altra vittima, cittadino della Macedonia. "Finora è stata confermata positivamente l'identità di Mirsad Ndrecaj, nato il 17.06.1979, cittadino del Kosovo. chiamato Comandante NATO; vi sono sospetti che sia tra i dirigenti del gruppo armato. E' giunta anche la conferma positiva dell'identità di Beg Rizajt nato il 25.12.1977, del Kosovo, conosciuto come comandante Begu. Tra gli uccisi, è stata confermata l'identità di Nusret Kaloshi nato nel 18.04.1975, cittadino della Macedonia", informa il Ministero degli Interni. <em>(Nella foto: Nusret Kaloshi, Mirsad Ndrecaj, Beg Rizaj)</em> <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/d75cd54d2c5dbf8e63df46427c3f9a54.jpg"></a> Sul comunicato pubblico degli Interni, viene affermato che prosegue l'identificazione anche degli altri corpi trovati. Inizialmente, è stato affermato che sono stati trovati in totale 14 corpi del gruppo armato. Tuttavia fonti della polizia dicono che il numero è stato stabilito da fonti sul campo, mentre vi sono possibili piccole variazioni nel numero finale. D'altra parte si specula che il numero delle vittime in realtà sia di 10 morti. Il Ministero degli Interni, intanto, ha informato che sta proseguendo anche l'identificazione per 30 persone arrestate. Dalle foto pubblicate nel corso dell'operazione di arresto, è stato confermato che tra i membri della polizia vi è Sami Ukshini, conosciuto come Comandante Sokoli.<br /> <strong style="text-align: justify;">Contatto Ali Ahmeti-Sadulla Duraku-Sami Ukshini</strong> Alcuni giorni prima che succedesse lo scontro a Kumanovo, su ordine del leader del BDI Ali Ahmeti, il sindaco del Comune di Likova, Sadulla Duraku ha incontrato in Kosovo, Sami Ukshini, conosciuto come Comandante Sokoli, per conoscere il motivo per cui intendevano entrare in Macedonia. In un'intervista per "Ballkan Magazine", con il giornalista Linda Karadaku, Duraku ha affermato che l'incontro è stato realizzato in Kosovo e il comandante Sokoli aveva negato di essere coinvolto in qualche modo. "Mi ha mandato Ali Ahmeti ad incontrarlo e mi ha chiesto di conoscere i motivi. Ho incontrato Sami Ukshini in Kosovo e non ho capito il motivo di tale azione, mentre lui mi ha detto che non si sarebbe trovato li", ha detto Duraku. Ha aggiunto che anche l'Albania deve spiegare il motivo per cui un albanese proveniente dall'Albania si trovava a Kumanovo. Per il sindaco di Likova, quanto avvenuto a Kumanovo non deve causa di un conflitto etnico, visto che per la prima volta molti residenti serbi a Kumanovo sono arrivati in aiuto agli albanesi del quartiere dei Coraggiosi, le cui abitazioni sono state distrutte nel corso dell'operazione di polizia. Duraku ha definito sconosciuto ed insensato quel che è avvenuto per due giorni a Kumanovo, aggiungendo che finora non vi sono dati di vittime tra i civili.
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