FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.
NOTIZIE · OI-323327 · 06/05/2015 22:30:00 · 4063 g fa5 min lettura
← CHIUDI · TORNA ALLA HOME

quale il destino del nuovo percorso?

DiOsservatorio ItalianoSommario

Roma - <em>&ldquo;In merito alla posa dell&rsquo;elettrodotto tra Italia e Montenegro sul fondale della Croazia, il Ministero dell&rsquo;Economia croato ha fatto tutto ci&ograve; che era necessario per agevolare tale processo. Ha trasmesso alle istituzioni…

Roma - <em>&ldquo;In merito alla posa dell&rsquo;elettrodotto tra Italia e Montenegro sul fondale della Croazia, il Ministero dell&rsquo;Economia croato ha fatto tutto ci&ograve; che era necessario per agevolare tale processo. Ha trasmesso alle istituzioni competenti un parere chiaramente positivo, per cui non sono richiesti ulteriori negoziati con la controparte italiana. Occorrer&agrave; attendere l&rsquo;approvazione del Ministero degli affari marittimi, dei trasporti e delle infrastrutture, che dovr&agrave; rilasciare l&rsquo;autorizzazione per l&rsquo;attraversamento del territorio croato</em>&rdquo;. Questo quanto affermato dal portavoce del Ministero dell&rsquo;Economia, <strong>Tomislav Cerovec</strong>, rispondendo alle domande dell&rsquo;<em><strong>Osservatorio Italiano</strong></em> relative allo stato attuale delle trattative tra le autorit&agrave; croate e la societ&agrave; italiana<strong> Terna</strong> per l&rsquo;installazione del cavo tra Tivat e Pescara, all&rsquo;indomani dell&rsquo;annuncio dell&rsquo;inizio dei lavori per il tratto che attraverser&agrave; la piattaforma continentale italiana. A tal proposito, va ricordato che il Vice Ministro dell'Economia, Alen Leveric, nel corso della visita ufficiale in Italia (14 e 15 aprile), ha incontrato il consulente diplomatico del Presidente della Repubblica italiana, l'ambasciatore Zanardi Landi, alla presenza dell'ambasciatore croato a Roma, Damir Grubisa, discutendo, tra le altre cose, del gruppo di lavoro impegnato nell&rsquo;approvazione della posa dei cavi elettrici tra l'Italia e il Montenegro, nonch&eacute; delle problematiche relative alla linea di demarcazione delle aree destinate alla ricerca petrolifera e al processo di trasposizione degli standard internazionali nella legislatura nazionale. <br /> Il portavoce Cerovec ha precisato che &ldquo;<em>per quanto riguarda la proposta di un possibile percorso alternativo dei due cavi elettrici sottomarini che costituiscono l&rsquo;interconnessione elettrica a senso unico (HVDC) tra Italia e Montenegro</em>&rdquo;, il Ministero dell&rsquo;Economia il 3 aprile del 2015 ha trasmesso in forma di dichiarazione il proprio<u> parere positivo</u> verso il progetto. &ldquo;<em>Con l&rsquo;approvazione di tale parere, &egrave; stato chiaramente sottolineato l&rsquo;obbligo in capo alla societ&agrave; commerciale TERNA d.o.o. Podgorica Crne Gore, e/o della TERNA RETE ITALIA SpA che a sue spese: trasferir&agrave;/assicurer&agrave; il percorso&nbsp;installazione&nbsp;dei cavi elettrici sottomarini, in modo che stessi non disturbino il posizionamento di strutture di estrazione mineraria ed impianti per l&rsquo;esplorazione e lo sfruttamento di minerali (piattaforme di perforazione, piattaforme di esplorazione, piattaforme di compressione, e altri linee di collegamento, magistrali e tecnologiche). Questo consenso si riferisce al percorso d&rsquo;installazione dei due cavi elettrici sottomarini, lungo la linea di delimitazione con i paesi confinanti su cui la Repubblica di Croazia, in conformit&agrave; con il diritto internazionale, esercita la propria giurisdizione e ha diritto sovrano</em>&rdquo;, ha aggiunto Cerovec. Secondo le sue parole, il Ministero dell&rsquo;Economia non &egrave; competente per l&rsquo;approvazione del percorso del cavo in oggetto, tale che l&rsquo;autorizzazione dovr&agrave; essere rilasciata dal <strong>Ministero degli affari marittimi, trasporti e infrastrutture</strong>, a cui &egrave; stato trasmesso un parere positivo. Sulla questione, il Ministero degli Affari marittimi, interpellato dall&rsquo;<em>Osservatorio Italiano</em>, non ha voluto rilasciare alcun commento, in quanto &ldquo;<em>la procedura di valutazione del nuovo percorso proposto, &egrave; ancora in corso, in concerto con gli altri organi competenti della Repubblica di Croazia</em>&rdquo;. <br /> Va comunque considerato che, secondo le parole del portavoce Cerovec, i rappresentanti della societ&agrave; TERNA d.o.o. Podgorica Crne Gore, sono stati pi&ugrave; volte informati <u>che il percorso d&rsquo;installazione del cavo elettrico sottomarino non deve per forza attraversare la linea di confine delle acque territoriali tra Croazia e Montenegro, o il confine della piattaforma continentale tra Croazia e Italia</u>, limitandosi alle piattaforme continentali contigue dei due Paesi. In tal caso, non sarebbe necessario il via libera da parte delle autorit&agrave; croate. Alla domanda sulle eventuali criticit&agrave; che potrebbero emergere in seguito, ad esempio in sede di valutazione della richiesta italiana da parte del Ministero degli Affari Marittimi, Cerovec ha ribadito che <u>il Ministero croato non intende rilasciare alcun commento in merito, in quanto la concreta fattibilit&agrave; e realizzazione del progetto non dipende dal benestare rilasciato dalla Croazia</u>. In tal senso, nonostante il parere positivo espresso in linea di principio dal dicastero e la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto per esaminare il progetto, <u>la Croazia non si sente parte coinvolta n&eacute; autorit&agrave; responsabile che deve tutelare l&rsquo;esecuzione dei lavori, ritenendo che, nella peggiore delle ipotesi, la Terna potr&agrave; utilizzare i fondali delle piattaforme continentali contigue tra Italia e Montenegro</u>. <br /> Una tesi che non mette a riparo il cavo di Terna da inconvenienti che possono rinviare ancora a lungo i tempi per la posa dell&rsquo;elettrodotto, oppure da sopravvenienze inaspettate, che rischiano di rendere il progetto <u>oltremodo costoso e anti-economico</u>. Conoscendo la storia di questi Paesi, sarebbe pi&ugrave; opportuno accertarsi del reale impegno degli Stati coinvolti (direttamente e indirettamente), a tener fede agli accordi fatti, spesso in maniera tacita. Dinanzi ad una semplice domanda, sull'esistenza o meno di un permesso o di un memorandum di intesa in forma scritta, le autorit&agrave; croate non hanno esitato a precisare che &quot;<em>non vi &egrave; alcun bisogno di accordo scritto o di ulteriori negoziati</em>&quot; perch&eacute; &quot;<em>la Terna pu&ograve; sempre far passare il cavo sulla piattaforma italiana</em>&quot;, <u>non capendo</u> <u>il motivo (o non volendo interessarsi troppo) per cui &egrave; cos&igrave; necessario l'utilizzo dei fondali della Croazia</u>. Cos&igrave; dicendo, il Governo croato si mette a riparo anche da eventuali pressioni provenienti dalla Commissione Europea, non figurando tra gli Stati promotori del progetto, n&eacute; tra i soggetti esecutori dei lavori. La posizione del cavo di Terna. quindi, sembra alquanto difficile e precaria, ma soprattutto esposta agli umori dei Governi e dei ministeri competenti, che ben presto cambieranno e con cui si dovr&agrave; ridiscutere i patti. A questo vanno aggiunte le riflessioni connesse alla concreta utilit&agrave; di un&rsquo;interconnessione elettrica (a senso unico) tra Italia e Balcani, qualora non vi sia alcun surplus energetico da esportare, soprattutto una volta che saranno archiviati i progetti di costruzione di grandi centrali elettriche (<em>come quelle sulla Drina</em>). &nbsp;Infine, bisogna considerare le strategie e i movimenti dei competitor tedeschi e francesi, come RWE e EDF, che stanno monitorando gli sviluppi sui progetti delle reti nella regione dei Balcani, che sar&agrave; presto integrata nel mercato unico energetico europeo, come stabilito dall'Accordo della Comunit&agrave; dell'Energia del Sud-est Europa. Di contro, l'Osservatorio Italiano continuer&agrave; a monitorare gli sviluppi del progetto, mantenendo i contatti con le autorit&agrave; della Croazia e del Montenegro.&nbsp;

§Dispaccio riservato

Accedi al dispaccio integrale

Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.

L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.

Strumenti del dispaccio
Entità
15
menzionate
Persone
0
menzionate
Aziende
3
menzionate
◉ Geografia della notizia · 5 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Podgorica · Tivat
OI/INV·001·Modalità riservata·Primo inquadramento gratuito

Parliamone.
Discutiamone.

Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.

Apri una conversazione
Risposta entro 48–72 ore
I
7 / 7
Sempre raggiungibili
II
48–72h
Prima risposta
III
NDA
Sotto accordo
IV
Riservato
Numero limitato di clienti