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Skopje - I mezzi blindati delle forze macedoni della sicurezza hanno lasciato il villaggio di Goshince, nella Regione di Kumanova, tuttavia la presenza della Polizia continua ad essere forte. In merito all'incidente avvenuto presso la stazione di Polizia…
Skopje - I mezzi blindati delle forze macedoni della sicurezza hanno lasciato il villaggio di Goshince, nella Regione di Kumanova, tuttavia la presenza della Polizia continua ad essere forte. In merito all'incidente avvenuto presso la stazione di Polizia di questo villaggio, a confine con il Kosovo, dove un gruppo armato in uniforme ha preso in ostaggio, per alcune ore, quattro poliziotti in servizio, è uscito anche il primo video che porta l'emblema delle Forze dell'ordine della Fyrom. L'accaduto che il Ministero degli Affari Interni ha definito un "atto terrorista commesso da 40 membri dell'UCK del Kosovo", ha causato l'invio di corpi corazzati nella zona. Alla domanda riguardante le persone recanti l'emblema dell'UCK, il Sindaco di Likova, Sadulla Duraku, ha risposto che nessuno le ha viste sulla base delle informazioni rilasciate dai residenti albanesi di Goshince. "Le persone che hanno preso in ostaggio i quattro poliziotti in servizio durante il turno di notte, erano armate, mascherate, indossavano l'uniforme con l'emblema dell'UCK ed hanno comunicato in lingua albanese", ha riferito il Ministro Ivo Kotevski, aggiungendo che gli aggressori provengono dal Kosovo. Tali accuse però, sono state respinte dall'ex comandante dell'UCK a Likova, Abedin Zymberi, a detta del quale si tratta di una strategia del Governo per distogliere l'attenzione dallo scandalo delle intercettazioni. Anche la Polizia kosovara ha reagito dicendo che non ci sono informazioni circa l'attraversamento della frontiera da parte di qualche gruppo sospetto, per entrare nella Fyrom-Macedonia. D'altra parte i media pro-Governo macedone, mediante analisi e commenti, hanno pronosticato il sorgere di un conflitto etnico nella Fyrom-Macedonia. Le fonti hanno paragonato l'irruzione del gruppo armato all'inizio del conflitto del 2001 e all'apparizione dell'UCK presso il villaggio di montagna di Tanushe, sottolineando che gli accadimenti a Goshince non sono il risultato di atti terroristici, perché l'atmosfera politica è simile a quella del 2001, quando l'ex leader dell'opposizione socialdemocratico (LSDM), Branko Crvenkovski, ha pubblicato alcune intercettazioni come sta facendo tuttora l'attuale leader dell'LSDM, Zoran Zaev. Anche nel 2001, l'opposizione macedone ha chiesto un Governo tecnico, come sta facendo l'attuale opposizione macedone. Da parte sua il leader dell'LSDM, Zoran Zaev ha condannato l'incidente a Goshince, dicendo che il popolo è unito e nessun gruppo può far oscillare la stabilità inter-etnica nel Paese. "Il popolo è unito e punta alla libertà ed alla democrazia per la stabilità della Fyrom-Macedonia e questo mi rassicura", ha affermato Zaev aggiungendo che i gruppi di banditi non avranno successo nel causare conflitti inter-etnici. Lo stesso non ha escluso che l'incidente possa essere stato organizzato, avendo in ogni caso fiducia nelle capacità delle forze dell'ordine. La Polizia invece ha sottolineato che si tratta di un attacco terroristico verso le istituzioni della sicurezza e la Polizia si è messa alla ricerca degli autori del gesto controllando la posta. Alla luce di quanto accaduto l'Esercito di Liberazione Nazionale (UCK - Ushtria Çlirimtare Kombëtare) ha inviato un comunicato ai media (nella foto) recante la firma del comandante "Kushtrimi" rivendicando l'attacco presso la stazione della Polizia senza rilasciare dettagli circa l'identità degli autori. Tuttavia, due giorni dopo, la stessa organizzazione ha sottolineato che, dietro all'attentato a Goshince nel Comune di Likova non c'è l'UCK. "Questa azione non è stata commessa dalle nostre unità. L'obiettivo della nostra azione è Skopje ed il suo Governo, affinché non vengano violati e soffocati i diritti e la parità dei popoli nella Fyrom-Macedonia. Abbiamo sempre mostrato una certa prudenza nell'intraprendere le operazioni per non promuovere un conflitto inter-etnico, che porterebbe la Regione nella direzione sbagliata", cita il comunicato firmato da Kushtrimi. Anche l'Associazione dei Veterani di Guerra dell'UÇK (SHVL UÇK) ha informato le proprie strutture che non rinuncerà alle richieste legittime del popolo. L'incidente a Goshince, a loro avviso, è stato architettato da individui e gruppi beneficiari di vari servizi nel Paese e nella Regione che, tuttavia, non riusciranno a distogliere l'attenzione verso il Governo corrotto. "Informiamo l'opinione pubblica locale ed internazionale che i principali iniziatori della destabilizzazione della Regione sono i funzionari e le alte cariche in alcuni Paesi quali: Fyrom-Macedonia, Kosovo, Grecia e Serbia. SHVL UÇK non ha architettato l'attacco e non compare dietro alle persone in uniforme", cita il comunicato aggiungendo che la struttura ha ricevuto informazioni riguardanti la stretta cooperazione tra alcuni funzionari albanesi e il servizio serbo e macedone i quali, stanno cercando di "acquistare" uomini soldati per realizzare scopi sciovinisti a servizio di individui e gruppi albanesi-slavi, tutto questo a spese della causa albanese. Il partito della coalizione al potere, BDI, ha sottolineato che l'attacco danneggia la parte albanese e richiede sicurezza e isolamento di questi gruppi mediante delle attività regionali, intendendo in tal senso il Kosovo. Lo stesso giorno dell'attacco, le forze della polizia munute di giubbotti antiproiettile e kalashnikov hanno pattugliato uno spazio dal perimetro di 15 chilometri nella zona ad alcuni chilometri dalla frontiera con il Kosovo. La zona di frontiera è stata monitorata anche dagli elicotteri della Polizia. In merito al caso hanno reagito sia la Russia che l'UE. In particolare Bruxelles, mediante il portavoce della CE, Maja Kocijançic, ha chiesto al Governo macedone e a tutti i partiti politici di agire con responsabilità nel risolvere l'incidente avvenuto alla stazione di polizia a Goshince al fine di evitare tensioni politiche ed etniche. Invece, il Ministero degli Affari Esteri della Russia ha collegato l'accaduto con "il Kosovo e la Grande Albania". "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l'attacco avvenuto sulla parte kosovara della frontiera Fyrom-Serbia ad opera di un gruppo di persone armate", è quanto si apprende dal comunicato rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri russo. "L'incidente dimostra che in quest'area dei Balcani continuano ad esistere tensioni etniche profonde capaci di provocare potenziali conflitti. La causa principale di questa situazione è la mancata attuazione della legge sulla sicurezza in Kosovo, che è conseguenza del problema kosovaro tuttora irrisolto. Questo non può essere più ignorato così come i frequenti slogan sulla Grande Albania. Speriamo che gli sforzi degli organi statali macedoni riescano a ripristinare l'ordine nella Regione e che gli stessi ricevano un adeguato sostegno internazionale", è quanto si apprende dal comunicato.
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