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Tripoli - L’esercito regolare libico guidato dal generale, Khalifa Haftar, nella battaglia contro i gruppi islamisti a Tripoli, Bengasi e nelle aree costiere della Cirenaica, le milizie del generale e gli alleati di Zintan, rimasti fedeli al governo di…
Tripoli - L’esercito regolare libico guidato dal generale, Khalifa Haftar, nella battaglia contro i gruppi islamisti a Tripoli, Bengasi e nelle aree costiere della Cirenaica, le milizie del generale e gli alleati di Zintan, rimasti fedeli al governo di Abdullah Al Thenyi, possono avvalersi di regolari forniture di armi inviate principalmente da due società situate nel vecchio continente, la compagnia serba di Slobodan Tesic e l'azienda bielorussa Beltechexport (Beltech). Secondo questa informazione, confermata anche in un recente rapporto presentato da un gruppo di esperti della missione ONU in Libia, serbi e bielorussi sono in affari con gli uomini di Haftar oramai da quasi un anno, cioè da quando il generale ha lanciato la campagna antiterrorismo contro le forze islamiste per liberare Bengasi e la Cirenaica. Ad avviare i primi contatti in Libia è stato Tesic. La società serba ha sfruttato le sue conoscenze maturate nella ex Jugoslavia per devolverle a diversi militari libici, che in passato sono stati formati nelle accademie militari di Belgrado e che oggi rivestono ruoli importanti nell’esercito e nei servizi dell'intelligence sotto il comando di Haftar. Fonti accreditate hanno rivelato inoltre che prima di trovare l’accordo con il generale, a metà del 2014, Tesic forniva armi agli islamisti di Tripoli. Il loro uomo di riferimento in Libia era, Khaled Al-Sharif, ex Vice Ministro della Difesa del Governo islamista di Tripoli ed ex numero due del Gruppo combattente islamico libico guidato da, Abdelhakim Belhadj. Era con lui che Tesic concordava l’arrivo delle spedizioni all’aeroporto di Tripoli, attualmente controllato dalle milizie della coalizione di Fajr Libia. Tesic era riuscito a muoversi indisturbato sul mercato libico, passando con disinvoltura da un offerente all’altro, ma nel mese di novembre del 2013 gli è stato imposto dalle Nazioni Unite il divieto di viaggiare nel paese del nord Africa. La partnership con la Beltech, società leader nella esportazione delle armi in Bielorussia, è ben oliata. Tesic riceveva le armi dalla Beltech attraverso una sua società controllata registrata a Cipro, la Charso Limited, fondata nel 2012. Secondo le stesse fonti, in Libia i carichi atterravano nell’aeroporto di Labraq, controllato dalle truppe di Haftar, e in quello di Ghadames, dove a comandare sono i miliziani di Zintan. Le spedizioni vengono effettuate dalla compagnia charter, RubyStar Airlines, affiliata della Beltech. La compagnia di Tesic e la Beltech ovviamente non sono le uniche società belliche che hanno trovato un accordo con Haftar. In prima linea, come è stato riferito, c'è l'Egitto (che ha fornito al generale elicotteri Mi-8 e molto probabilmente anche altri mezzi) e seguono gli Emirati Arabi Uniti. Senza dimenticare la Russia, che attraverso la Bielorussia ha venduto ad Haftar caccia Sukhoi Su-27. Insomma, un grande business che cresce con il prolungarsi di questa guerra. Con buona pace per l’embargo sulle armi imposto dall’ONU.
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