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Tripoli - Al momento, il Governo di Tobruk può mettere in campo, sotto la direzione del generale, Khalifa Haftar, 11 aerei: 3 MiG-21 BIS FISHBED del vecchio 2° squadrone caccia di stanza ad El-Nasser, 4 MiG-23 FLOGGER provenienti dal 2°…
Tripoli - Al momento, il Governo di Tobruk può mettere in campo, sotto la direzione del generale, Khalifa Haftar, 11 aerei: 3 MiG-21 BIS FISHBED del vecchio 2° squadrone caccia di stanza ad El-Nasser, 4 MiG-23 FLOGGER provenienti dal 2° squadrone cacciabombardieri di al -Abraq, e 4 elicotteri da attacco Mi-24 HIND provenienti dal 1° squadrone elicotteri di Al-Watyah e del 1° squadrone da pattugliamento di El-Nasser. Inoltre, la scorsa estate, a questi aerei sono stati aggiunti 2 cacciabombardieri Su-24 FENCER prestati alla Libia dall’areonautica straniera, probabilmente dall’Algeria, e altri 3 MiG-21MF forniti dall’Egitto (ma l'Egitto proprio in questi giorni ha fornito anche altri 8 MiG-21 e altri 4 elicotteri da attacco Mi-24). I velivoli sono schierati nelle 5 basi aeree controllate da Haftar: Benina (Bengasi), al-Abraq, Martubah (Derna) e El-Nasser (Tobruk), in Cirenaica e Al-Watyah, al momento unica base aerea controllata da Haftar in Tripolitania, fondamentale per le operazioni contro le milizie di Fajr Libia che controllano gli aeroporti di Tripoli e la città di Kikla. Per quanto riguarda le forze terrestri, Haftar dispone di circa 60.000 uomini, concentrati esclusivamente nella parte orientale della Libia, di questi circa 2.000 uomini sono della Brigata delle forze speciali al-Saiqa, la maggior parte ex membri dell'Esercito Libico e elementi nazionalisti. Le forze di Haftar sono supportate e inquadrate anche da consiglieri egiziani delle forze speciali e dalle unità di élite dei paracadutisti. Sono menzionati almeno 200 o 300 uomini. L'equipaggio è composto da un centinaio di veicoli tattici di produzione degli Emirati NIMR II, 200 HUMVEE, circa 300 BRDM-2, equipaggiati all’occorrenza con missili anticarro AT-3 SAGGER, e le autoblindate PUMA fornite dall’Italia. A questi mezzi aggiungiamo una manciata di carri armati T-62 e T-72, (non più di 10), e una grossa quantità di APC: 300 BMP-1, 50 BTR-60PB e una ventina di M113, incluse le varianti portamortaio M106 M30 da 107 mm. Almeno 10 dei 14 sistemi missilistici anticarro KHRIZANTEMA-S, venduti alla Libia dalla Russia. I Rosoboronexport, sono nelle mani dei pro-governativi, che dispongono anche di una decina di sistemi missilistici sup-aria IGLA-S (SA-24) e di circa 20 veicoli antiaerei M53/59 PRAGA appartenenti al 503° Gruppo Difesa Aerea, sebbene tali sistemi siano attualmente inutili considerata l’assenza di aerei in possesso della controparte islamica. Gli alleati di Zintan, invece, comandati da Mukhtar Kalifah Shahu, possono contare su 5 brigate equipaggiate essenzialmente con tecniche armate di mitragliatrici pesanti, lanciarazzi o complessi abbinati antiaerei. Tra le milizie di Zintan spiccano, in particolare, 2 brigate: al-Qaqa e al-Sawaiq. La prima è comandata da Othman Milaiqtah, uno degli ufficiali di alto grado che ha abbandonato il regime di Gheddafi dopo le prime settimane dell’insurrezione, e ha a disposizone 18.000 uomini e un discreto arsenale di armi pesanti (artiglieria anti-aerea, mortai e razzi). La al-Sawaiq, molto vicina all’ex Ministro della Difesa, al-Juwaili, conta 2.000 miliziani ed è comandata da Imad Mustafa al-Traboulsi.
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