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Zagabria - Il nuovo tentativo dello Stato croato di vendere il pacchetto azionario di maggioranza della Jadroplov attrae ancora acquirenti interessati. Ancora è presto per festeggiare perché il Centro per la Ristrutturazione e la Vendita…
Zagabria - Il nuovo tentativo dello Stato croato di vendere il pacchetto azionario di maggioranza della Jadroplov attrae ancora acquirenti interessati. Ancora è presto per festeggiare perché il Centro per la Ristrutturazione e la Vendita (Centru za restrukturiranje i prodaju - CERP) deve decidere ancora di esaminare quali potenziali investitori soddisfano le condizioni della gara. Come rileva il quotidiano "Slobodna Dalmacija", all'indirizzo del CERP sono pervenute sette lettere d'intenti, tra le quali quelle della "Brodosplit" e della "Tankerska plovidba" di Zara. Ma comunque, i nuovi concorrenti sono il fondo di investimenti "Jadran kapital" di Spalato dell'imprenditore Miroslav Jelicic Purko, il quale già possiede lo 0,9% delle azioni della "Jadroplov" (quarto classificato azionista), "Asper consult" di Spalato di proprietà del brocker Tomislav Tukic, poi "Atlanska plovidba" di Dubrovnik, la società navale "Pola Maritime" di Cipro e il fondo di investimento di Londra "Clearwater marine investment". Una novità speciale è l'interesse di due società straniere: la "Pola Maritime" che entro la fine di quest'anno monitorerà una flotta di 35 navi, per la maggior parte per il trasporto di carichi alla rinfusa, lo stesso tipo di navi in possesso della "Jadroplov". Secondo le informazioni disponibili, la compagnia è collegata strettamente con il capitale russo e la "Gazprom banca" la quale finanzia le nuove costruzioni della "Pola Maritime" dagli alaggi cinesi. La seconda compagnia è la britannica Clearwater co-proprietaria della "Woodstreet Investments" e della "Wallem Shipmanagement", che gestisce quasi 400 navi. Nel nuovo tentativo di vendita della quota statale della "Jadroplov", saranno cambiate le condizioni del concorso. Gli acquirenti potenziali dovranno pagare almeno 139 milioni di HKN per il 70,03% delle azioni (124,84 HKN per un'azione), mentre nello scorso tentativo, nell'autunno dell'anno scorso, il prezzo ammontava a 149 milioni di HKN (130,39 HKN per un'azione). E' stato ridotto l'importo della ricapitalizzazione da 130 milioni a 100 milioni di HKN, che il proprietario futuro dovrà svolgere.Il termine entro il quale bisogna ricapitalizzare la compagnia dai precedenti sei mesi dopo la vendita adesso è stato prorogato a nove mesi, mentre in 6 mesi è aumentato il termine per gli investimenti obbligatori, cioè da 18 mesi a due anni. Recentemente erano state previste anche le pene in caso di mancanza della ricapitalizzazione pari a 20 milioni, queste, adesso, sono state diminuite a 10 milioni.
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