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Zagabria - In vista dell'inizio della pubblicazione dello studio strategico dell'influenza sull'ambiente a causa dello sfruttamento degli idrocarburi nell'Adriatico, Toni Vidan, dell'Azione Verde, ha dichiarato che questo è uno…
Zagabria - In vista dell'inizio della pubblicazione dello studio strategico dell'influenza sull'ambiente a causa dello sfruttamento degli idrocarburi nell'Adriatico, Toni Vidan, dell'Azione Verde, ha dichiarato che questo è uno studio per costruire una maggiore stazione di benzina nella Contea di Zagabria piuttosto che per lo sfruttamento trentennale del petrolio nell'Adriatico. Il principale difetto di questo studio, secondo "Azione Verde" e "Forum Verde" è l'inutilità della sua creazione poiché un piano di programmazione delle ricerche e dello sfruttamento degli idrocarburi nell'Adriatico è stato adottato da molto tempo e viene realizzato grazie al tender pubblico che è in corso. Insomma, il processo di valutazione ambientale strategica, (VAS) è stato attuato prima dell'adozione di un programma o piano che è previsto chiaramente con l'articolo 4 del regolamento della valutazione ambientale strategica. La farsa della procedura è in chiaro contrasto con la legge sulla protezione ambientale e con la legislatura dell'UE della VAS e come anche con i possibili accordi con le società petrolifere che hanno firmato accordi sulla base di una procedura che fa acqua da tutte le parti. In altre parole la VAS è stata valutata poco professionale. Secondo questa, per esempio, si sostiene che l'impostazione delle piattaforme petrolifere assicurerà il riposo agli uccelli migratori. Gli autori per questo hanno concluso che l'influenza descritta (delle piattaforme petrolifere sugli uccelli) ha delle caratteristiche positive. Gli autori ipotizzano che sulle piattaforme per gli uccelli sarà disponibile anche del cibo. Dusica Radojcic di ''Istria Verde" ha informato anche che è inaccettabile che il monitoraggio della situazione dell'ambiente e dell'inquinamento sia affidato ai concessionari, cioè alle società petrolifere. Vidan pensa che lo studio in questione, con le sue mancanze, sia completamente inaccettabile ed è un buon indicatore della poca serietà delle istituzioni in Croazia per il monitoraggio di una tale attività rischiosa ed aggressiva nell'Adriatico.
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