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Belgrado - La Comunità energetica ha chiesto alla Serbia di consegnare entro il, 12 marzo, un nuovo piano di ristrutturazione della società Srbijagas, poichè questo attuale non è stato concordato in base alle regole dell'UE,…
Belgrado - La Comunità energetica ha chiesto alla Serbia di consegnare entro il, 12 marzo, un nuovo piano di ristrutturazione della società Srbijagas, poichè questo attuale non è stato concordato in base alle regole dell'UE, ha dichiarato, mercoledì, 21 gennaio il Vice direttore del Segretariato di questa organizzazione, Dirk Buschle. La Comunità energetica ha avvertito che il disadattamento alle regole europee degli operatori del gas, cioè la Srbijagas e la Yugorosgaz, potrà influenzare i negoziati sull'adesione della Serbia all'UE, e ha confermato che l'adattamento sarà la misura per aprire i capitoli che riguardano l'energia. Buschle ha comunicato che la scorsa settimana il Segretariato della comunità energetica ha consegnato al Ministero dell'Energia e delle miniere la stima del piano per la ristrutturazione della Srbijagas. "Purtroppo (nonostante le recenti raccomandazioni da parte del Segretariato), il piano in questa fase non è stato sufficiente per poter eliminare la violazione delle regole della Comunità energetica", ha riferito la stessa fonte. Il Governo della Serbia, alla fine del mese di dicembre 2014 aveva accettato il piano di ristrutturazione della Srbijagas, con il quale, questa società statale viene convertita in una holding comprendente due unità - una occupata nel trasporto e l'altra nella fornitura del gas. Il Segretariato della comunità energetica, all'interno del quale i paesi candidati si preparano ad aderire all'UE nel campo energetico, ha chiesto alla Serbia di consegnare un piano d'azione dettagliato, che assicurerà l'armonizzazione legale e funzionale alle regole europee per quanto riguarda la separazione degli operatori per il trasporto del gas e questo dovrà essere fatto entro e non oltre il, 30 giugno 2015. Buschle ha ricordato che altrimenti potrà essere avviata la procedura contro la Serbia, la quale potrà essere soggetta a delle sanzioni. "I disadattamenti dovranno essere eliminati entro il, 1 luglio 2015. Se questo non accadrà, il Segretariato sarà costretto ad avviare la procedura all'interno della quale potrà essere determinato che la Serbia viola seriamente e di continuo gli obblighi contrattuali assunti con la Comunità energetica. Il prosieguo dei disadattamenti porterà a introdurre le sanzioni", ha comunicato Buschle. Lo stesso ha avvertito che se ci saranno delle deviazioni per quanto riguarda il terzo pacchetto energetico dopo il, 1 luglio 2016, agli operatori non sarà approvata la licenza per la gestione dei gasdotti che influenzerà anche i loro permessi per il lavoro. Il piano per la Srbijagas prevede la separazione legale delle attività in questa compagnia, affinchè il settore occupato nel sistema di trasmissione diventi la filiale all'interno della holding Srbijagas, ma non prevede la separazione funzionale. Buschle ha aggiunto che il piano tuttavia, "non prepara il terreno" per la separazione delle attività in conformità al terzo pacchetto energetico. "Anzi, impone le prime condizioni illegali in modo che i termini (per la separazione nei confronti del terzo pacchetto energetico) siano collegati "alla costruzione di una nuova direzione della fornitura", cioè il tracciato alternativo rispetto all'unico valido oltre all'Ucraina e all'Ungheria", ha reso noto Buschle. Quest'ultimo ha precisato che nonostante sia stato sospeso il progetto South Stream, tale collegamento infatti non è permesso con il terzo pacchetto energetico. "Comunque, nella applicazione del piano c'è bisogno di eliminare tutte le eventuali violazioni delle regole europee, come la proibizione dell'aiuto statale", ha concluso Buschle.
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