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Belgrado - Il rappresentante permanente della Russia nell'UE, Vladimir Chizhov giovedì, 4 dicembre, ha dichiarato che la Russia è pronta a proseguire i colloqui con la Serbia, l'Austria e l'Ungheria per poter trovare i mezzi per…
Belgrado - Il rappresentante permanente della Russia nell'UE, Vladimir Chizhov giovedì, 4 dicembre, ha dichiarato che la Russia è pronta a proseguire i colloqui con la Serbia, l'Austria e l'Ungheria per poter trovare i mezzi per uscire dalla situazione, provocata a causa della sospensione del progetto South Stream. "La Serbia non è ancora un membro dell'UE, ma ha presentato la richiesta di adesione. Tutti siamo stati testimoni della pressioni dell'UE su Belgrado per quanto riguarda i temi politici, inclusa anche l'adesione alle sanzioni anti-russe", ha spiegato la fonte. La stessa ha ammesso che è convinto che la parte russa sia pronta ad aprire un dialogo con l'Austria, l'Ungheria e con la Serbia per trovare delle soluzioni. "Già in antecedenza avevo riferito che dal nodo turco, le linee del gasdotto potevano essere collocate in diverse parti", ha spiegato il capo della missione russa nell'UE. Secondo Chizhov è troppo presto per dire chi ha perso e chi ha tratto un vantaggio dalla decisione di chiudere il progetto, aggiungendo che una valutazione finale si potrà fare quando sarà costruito un gasdotto alternativo. Secondo lui, un nuovo gasdotto sarà messo sul fondo del Mar Nero e uscirà sul territorio occidentale del Paese, più vicino alla parte europea. "Questo nodo nel territorio turco non può essere costruito presto e con il tempo potremo vedere quale sarà la posizione dell'UE e quale sarà la posizione dei paesi interessati", ha reso noto Chizhov. In questa occasione, il diplomatico russo ha accusato gli Stati Uniti che si sono opposti attivamente alla realizzazione del South Stream, sottolineando che è necessario che l'Europa riduca la sua dipendenza energetica dalla fornitura russa dell'energia. L'ex Presidente della Serbia e leader del Partito socialdemocratico, Boris Tadic per quanto riguarda la situazione del South Stream, ha dichiarato che è necessario chiedere la revisione del contratto energetico tra la Serbia e la Russia, in modo che attraverso i diversi accordi con la Russia, la Serbia possa ricevere un risarcimento perché il gasdotto non attraverserà i territori serbi. Tadic, il quale come ex Presidente ha firmato questo contratto con la Russia, ha spiegato che la parte russa non ha permesso di mettere nel contratto nessuna clausola di salvaguardia con la quale la Serbia poteva proteggersi in caso di mancata realizzazione della costruzione del gasdotto South Stream. Tadic ha annotato che non era possibile realizzare questa clausola perché la Serbia era la parte più debole nei negoziati con i partner russi e perché il settore petrolifero della Serbia era vicino al collasso e proprio per questo per la Serbia era necessario realizzare un investimento con un partner strategico, cioè la società russa Gazprom. "Il South Stream, senza un contratto energetico non potrà attraversare la Serbia, ma attraverso un tracciato più breve oltre la Romania e la Bulgaria e dentro l'Austria", ha commentato Tadic, aggiungendo che la Serbia senza questo contratto, adesso sarà costretta a importare il combustibile, il debito pubblico sarà più grande e non avrà nessun reddito dai minerali o dallo sfruttamento del petrolio. Secondo Tadic è molto importante sapere quale sarà l'atteggiamento ufficiale del Governo per quanto riguarda questo contratto con la Russia e per quanto riguarda la rinuncia al South Stream. Secondo lui, il Primo Ministro, Aleksandar Vucic ha comunicato che è un buon contratto, mentre il Vice Primo Ministro, Zorana Mihajlvic ha dichiarato che il contratto non è proficuo e in questo modo sarà necessario sapere cosa ne pensa il Governo - quello che dice il Premier Vucic, oppure quello che dirà Mihajlovic. La stessa ha concluso che sia la Russia che l'UE hanno interesse a costruire il gasdotto ed è poco probabile che il progetto sia sospeso finalmente. Dall'altra parte il Ministro russo dell'Energia, Alexander Novak ha comunicato che la decisione sulla sospensione del gasdotto è definitiva, aggiungendo che hanno iniziato a considerare la costruzione di un altro gasdotto e con un altro itinerario. Secondo Novak, questo sarà il gasdotto indirizzato verso la Turchia.
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