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NOTIZIE · OI-318994 · 03/12/2014 22:30:00 · 4217 g fa4 min lettura
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La Serbia non ha diritto a chiedere il risarcimento per la NIS

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il docente della Facoltà di Economia, Ljubodrag Savic martedì, 2 dicembre, ha dichiarato che la Serbia non ha diritto a chiedere alla Russia il ritorno della società Naftna industrija Srbije (L'Industria petrolifera di…

Belgrado - Il docente della Facoltà di Economia, Ljubodrag Savic martedì, 2 dicembre, ha dichiarato che la Serbia non ha diritto a chiedere alla Russia il ritorno della società Naftna industrija Srbije (L'Industria petrolifera di Serbia, NIS) se non sarà costruito il South Stream. Secondo Savic, la Serbia, la quale è inclusa nella lotta politica tra le due grandi potenze, non può fare nulla per cambiare la situazione. "E' ovvio che la Serbia sarà un grande perdente se il gasdotto South Stream non sarà costruito. Tuttavia, questo Paese non può fare nulla per cambiare la situazione, e neanche formalmente ha il diritto a chiedere il ritorno della NIS in Serbia, poichè questa società fa parte del contratto di costruzione del South Stream che passerà attraverso il territorio della Serbia", ha comunicato Savic. Secondo lui, il motivo di tutto ciò è che l'ex Governo della Serbia che ha firmato un contratto per il gas non ha previsto la possibilità che il progetto poteva fallire e nei contratti non c'è nessuna clausola sul ritorno della NIS allo Stato, nel caso in cui il lavoro non andrà a buon fine. "Credo che il Primo Ministro, Aleksandar Vucic nel caso in cui la costruzione del gasdotto non sarà realizzata, chiederà a Mosca la modifica del contratto, ma obiettivamente lo spazio per fare questo è abbastanza piccolo. C'è la possibilità che i russi accettino la modifica del contratto, ma infatti, questi saranno solamente piccoli passi, i quali non mettono in dubbio la proprietà della Gazpromneft russa verso la NIS", ha spiegato Savic, aggiungendo che è ovvio che la crisi nella costruzione del gasdotto sopra citato è causata per motivi politici, cioè a causa della guerra in Ucraina. Il segretario generale dell'Associazione serba del gas, Vojislav Vuletic pensa che l'atteggiamento di Mosca si riferisca al trasferimento delle responsabilità a Bruxelles, con la convinzione che questo progetto alla fine sarà costruito, perché la realizzazione del gasdotto rientra nell'interesse economico dell'Europa. L'ex Presidente della Serbia e leader del Partito socialdemocratico (SDS), Boris Tadic martedì sera, 2 dicembre, ha dichiarato che crede che il progetto South Stream possa essere continuato perché è necessario sia per l'UE che per la Russia. "Il gas è necessario per l'UE, mentre la Russia non può esportare tutto il gas in Cina e quando c'è la necessità da entrambe le parti è possibile prevedere la realizzazione del progetto", ha reso noto Tadic. A riguardo anche il direttore generale della società Srbijagas, Dusan Bajatovic ha comunicato che crede che la costruzione del gasdotto sia proseguita e che la Russia e l'UE troveranno un accordo per la realizzazione del South Stream. "Le porte non sono assolutamente chiuse per la costruzione del gasdotto e in questo momento la Russia ha buttato la palla nel terreno dell'UE", ha dichiarato Bajatovic, annunciando che i rappresentanti della Commissione europea hanno fissato un appuntamento per il, 9 dicembre, con i Paesi che partecipano alla costruzione del South Stream allo scopo di risolvere la situazione. Il Ministro dell'Energia e delle miniere, Aleksandar Antic ha comunicato che il Primo Ministro, Aleksandar Vucic e il suo omologo ungherese, Viktor Orban hanno colloquiato sul destino del South Stream e sulla concordanza degli atteggiamenti che sarà probabilmente a livello regionale. "Noi osserviamo la situazione e probabilmente nel weekend svolgeremo le consultazioni e prenderemo atto dove ci troviamo in questa situazione. Il Governo ha i piani preparati e abbastanza gas e non c'è nessun motivo per preoccuparsi se la Serbia avrà il gas", ha dichiarato il Ministro precisando che questa non è ancora una decisione definitiva per quanto riguarda la sospensione dei lavori del South Stream. Comunque Zorana Mihajlovic, il Vice Primo Ministro ha fatto sapere che la decisione di Mosca di sospendere la costruzione del South Stream non influenzerà l'inversione geopolitica di Belgrado, confermando che la Serbia non introdurrà le sanzioni contro la Russia. Dall'altra parte il Presidente dell'Unione internazionale del gas, Jerome Ferrier ha comunicato che i tentativi dell'UE di negare l'importanza del gas russo sono assolutamente sbagliati. "Nella tensione tra Kiev e Mosca, alcuni pensano che potranno restare senza gas russo. Quando saranno placate le tensioni tra la Russia e l'Ucraina sarà chiaro per tutti quale ruolo ha il gasdotto per la stabilità energetica dell'Europa", ha concluso Ferrier. 

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