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Zagabria - Il portale Poslovni dnevnik ha raccolto informazioni, basate su fonti non confermate ufficialmente, sulle compagnie che stanno partecipando alla gara d'appalto per le ricerche e lo sfruttamento di petrolio e gas nell'Adriatico.…
Zagabria - Il portale Poslovni dnevnik ha raccolto informazioni, basate su fonti non confermate ufficialmente, sulle compagnie che stanno partecipando alla gara d'appalto per le ricerche e lo sfruttamento di petrolio e gas nell'Adriatico. L'Agenzia degli idrocarburi avrebbe ottenuto offerte da INA, dall'italiana ENI, dalla austriaca OMV, dall'americana Marathon Oil e dalla MedOil, filiale della società petrolifera scozzese indipendente Cairn Energy. Non è stato possibile ottenere la conferma ufficiale da parte delle istituzioni croate competenti né determinare l'identità del sesto offerente, presumibilmente una società non europea. Tutte le società sopracitate, che hanno numerose esperienze pregresse e referenze nello sviluppo dei progetti offshore, hanno già sviluppato progetti nella zona del Mediterraneo e conoscono le caratteristiche geologiche locali, dispongono inoltre di una potenzialità finanziaria sufficiente per un investimento di tale portata e infine hanno un buon rating per quanto riguarda il rispetto degli standard ecologici e delle norme. Altra tendenza positiva è che tutti e cinque gli offerenti provengono da paesi sviluppati del mondo occidentale, tranne il sesto non ancora identificato; la gara non ha comunque provocato l'interesse delle società russe, mediorientali e asiatiche. Questo fatto è probabilmente la conseguenza delle tensioni geopolitiche nella regione. Il più grande tra gli offerenti è certamente l'italiana ENI, un gigante multinazionale con redditi annuali di 130 miliardi di euro, tra le più grandi società petrolifere del mondo. Va aggiunto, inoltre, che ENI negli ultimi anni è stata la società di maggior successo nel settore delle ricerche e dello sviluppo. Solo negli ultimi cinque anni, dal 2008 al 2013, ENI ha dichiarato scoperte commerciali relative a riserve di 9,5 miliardi di barili di petrolio, due volte e mezzo di più rispetto alla produzione della società nello stesso periodo. L'interesse degli italiani era prevedibile perché producono gas già da 20 anni con lNA nell'Adriatico del Nord; inoltre conoscono bene la geologia, il business e l'ambiente e hanno una consolidata tradizione di business in Croazia. Per quanto riguarda la società petrolifera nazionale croata, INA, bisogna dire che questa società si è registrata in maniera indipendente alla gara, dato confermato ufficialmente. Considerato che la società negli ultimi anni ha ridotto drasticamente il livello di indebitamento e rafforzato la propria posizione finanziaria, preparandosi per un nuovo ciclo di investimenti, l'uscita indipendente nell'Adriatico dimostra che INA ha valutato come prioritario il settore delle ricerche e dello sviluppo. Dal punto di vista dell'economia nazionale, ma anche per il complesso di conoscenze e abilità nella Naftaplin di INA, questa è senza dubbio una buona notizia. L'impegno di queste società si può considerare come una garanzia del fatto che le procedure di ricerca di 15 dei 29 campi saranno portate avanti secondo standard di elevata qualità. Il destino degli altri 14 blocchi e del secondo turno della gara per le concessioni dipenderà dal risultato finale dal primo e dalle eventuali scoperte. INA è interessata alle ricerche nella metà orientale dell'Adriatico, dove finora è stata portatrice principale di tutte le attività produttive. Sarà interessante vedere se INA concentrerà tutte le sue attività nell'Adriatico del Nord o prenderà parte alle ricerche più costose e rischiose nelle acque dell'Adriatico del Sud. Il fatto che la società partecipi da sola alla gara dimostra che INA considera prioritario questo progetto. Il gigante italiano ENI produce già con INA il gas nell'Adriatico del Nord, ha tanti pozzi nella parte occidentale italiana e l'interesse per questo progetto è logico. La società petrolifera austriaca OMV ha indirizzato il suo focus verso i progetti di ricerca e sviluppo, aumentando il proprio portafoglio internazionale. Circa il 70% della produzione è concentrata in Austria e Romania, ma ha anche esperienza con le ricerche off-shore, come dimostra la scoperta recente nella parte norvegese del mare di Barents e nel Mar Nero romeno. La società americana petrolifera Marathon Oil, fondata nel 1887 con sede a Houston, ha i redditi pari a circa 15 miliardi di dollari e appartiene ai giocatori medio-grandi; bisogna dire però che da questa società è nata nel 2011 la divisione downstream Marathon Petroleum, con redditi annuali pari a 84 miliardi di dollari. Le attività principali di produzione della società sono in USA, Gran Bretagna, Norvegia e Angola. La società britannica MedOil è specializzata in progetti upstream nel Mediterraneo e dal 2007 opera come filiale della società scozzese Cairn Energy, uno dei grandi produttori indipendenti della Gran Bretagna. In passato la società è stata la più attiva nelle ricerche subacquee a largo della Tunisia, attuando ricerche anche in Spagna, Albania e nelle acque intorno alla Sicilia. Sta inoltre portando avanti anche progetti di ricerca vicino a Malta e alla costa spagnola.
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