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Belgrado - L'assistente del Presidente russo, Vladimir Putin, Yuri Ushakov, ha dichiarato, mercoledì 15 ottobre, che la Russia presuppone che l'accordo energetico con la Serbia non può essere modificato, data l'esistenza di una…
Belgrado - L'assistente del Presidente russo, Vladimir Putin, Yuri Ushakov, ha dichiarato, mercoledì 15 ottobre, che la Russia presuppone che l'accordo energetico con la Serbia non può essere modificato, data l'esistenza di una serie di problemi circa l'Industria petrolifera serba (Naftna industrija Srbije, NIS). "Partiamo dall'immutabilità del contratto. Il Presidente Vladimir Putin ha considerato la questione nel mese di luglio insieme al Presidente serbo, Tomislav Nikolic, ma questa considerazione sta andando avanti ancora oggi", ha riferito Ushakov. Lo stesso ha fatto sapere che non è stata risolta la domanda relativa all'indebitamento di svariate compagnie serbe verso la NIS. Stando alle informazioni in circolazione, la somma complessiva del debito ammonta a 530 milioni di euro, nonostante nel mese di agosto 2013, il Governo serbo abbia deciso di applicare un regime rigoroso verso i contribuenti della NIS. "A nostro avviso questo fatto implica la violazione del contratto intergovernativo, stando al quale la pressione fiscale non deve, per nessun motivo, danneggiare la posizione finanziaria dell'Industria petrolifera", ha sottolineato Ushakov. A tal proposito l'assistente ha ricordato anche l'indagine verso le condizioni della privatizzazione della NIS, condotta in Serbia nei mesi scorsi. "Le autorità serbe, compreso il Presidente, Tomislav Nikolic, hanno promesso che la problematica verrà presto risolta. Per ora la promessa non è stata mantenuta", ha reso noto Ushakov, il quale ha asserito che la cooperazione nel settore del gas, cioè la realizzazione del gasdotto South Stream, verrà esaminata sia durante la visita di Putin a Belgrado, prevista per quest'oggi, giovedì 16 ottobre, che a Milano durante l'incontro con i politici europei. "Sono tuttora in corso i preparativi per l'implementazione del gasdotto sul suolo serbo. Questo tema, pertanto, verrà preso in considerazione nel corso del colloquio tra i funzionari russi e quelli serbi. Questi ultimi, in particolare, ritengono che senza il consenso di Bruxelles sarà difficile realizzare il progetto, nonostante la loro prontezza", ha evidenziato Ushakov. Stando alle sue parole, Mosca continuerà a darsi da fare per il progetto South Stream, dal momento che la questione è tutt'altro che chiusa. Ushakov ha ricordato che la Serbia, al momento, non è in possesso di un permesso formale per la costruzione del gasdotto sopracitato e che lo stesso, non sarà pronto per la visita di Putin a Belgrado. "In base alle dichiarazioni fatte dal Premier, Aleksandar Vucic, nell'ultima intervista rilasciata, tale possibilità non è contemplata", ha comunicato Ushakov, a detta del quale, durante la visita di Putin, la società Gazprom Export, il Governo serbo, la Yugorosgaz e la Srbijagas potrebbero firmare dei protocolli.
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