Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Kiev – Il leader del partito “Ukrainsky vybor”, Viktor Medvedchuk, oggi, 17 settembre, nel proprio blog ha dichiarato che l’aumento dell’esportazione nei Paesi europei non compenserà le perdite che deriveranno dalla…
Kiev – Il leader del partito “Ukrainsky vybor”, Viktor Medvedchuk, oggi, 17 settembre, nel proprio blog ha dichiarato che l’aumento dell’esportazione nei Paesi europei non compenserà le perdite che deriveranno dalla riduzione del commercio con i Paesi dell’Unione Doganale, è necessario rivedere radicalmente le condizioni discriminatorie per l’Ucraina, relative alla parte economica dell’Accordo con l’UE, che le due parti hanno convenuto di far entrare in vigore con il fondo del 2015, comprendendo le conseguenze per l’economia ucraina. Non si può risolvere il problema estendendo i privilegi commerciali per l’Ucraina. Le istituzioni attuali non accetteranno il rifiuto della parte economica dell’accordo, tuttavia sono costrette a seguire la strada intrapresa dall’autorità precedente, che ha differito la stipulazione dell’accordo con l’UE, perché l’alternativa è un collasso economico, anche indotto dall’attività militare in Donbass. Gli indici che mostrano la crescita dell’esportazione nei Paesi europei del 13,3% sembrano alti, però non coprono le perdite di cui sopra; se l’Ucraina avesse pagato per il gas russo, la sua bilancia commerciale sarebbe stata negativa, inoltre circa il 30% delle consegne riguarda le materie prime, così molti esperti nazionali hanno ragione sul fatto che l’Ucraina possa diventare un’appendice di materie prime per l’Europa. Nello stesso tempo l’agenzia ‘Inpress.ua’ ha aggiunto che, martedì, 16 settembre, a Strasburgo e a Kiev, contemporaneamente è stato ratificato dal Parlamento Europeo e dalla Verchovna Rada Ucraina, l’Accordo di associazione tra l’Ucraina e l’UE, che entrerà in vigore dal 1° novembre dell’anno corrente. Però è stata convalidata solo la parte politica dell’accordo, la ratifica di quella economica è stata rimandata di 15 mesi, secondo l’accordo fissato precedentemente tra l’Ucraina, la Russia e l’UE. Il Commissario europeo per il Commercio, Karel De Gucht, ha dichiarato che la Russia si è opposta all'accordo di libero scambio tra l’UE e l’Ucraina; è stato il Presidente ucraino, Petro Poroschenko, a chiedere per primo il differimento dei dazi doganali per i prodotti europei che entrano nel mercato ucraino. Il capo del Ministero dello Sviluppo economico russo, Alexey Ulykaev, ha dichiarato, che la Russia non prevederà dazi per l’Ucraina fino al mese di dicembre del 2015, ma se l’accordo sarà trasgredito, la Russia prenderà delle misure per difendersi. Mosca aveva chiesto di abolire temporaneamente la liberalizzazione delle posizioni più sensibili che occupano il 27% dell’importazione ucraina in Russia. Quest’ultima, ha insistito per dare agli imprenditori ucraini la possibilità di scegliere tra gli standard europei e quelli del CSI. Infatti Kiev ha accettato il rinvio di quasi un anno sulla realizzazione della parte economica dell’Accordo, in conseguenza del ricordo negativo dell’adesione alla WTO, cioè di quando tutte le questione si decidevano a sfavore dell’Ucraina, realizzando in 6 anni di partecipazione a quest’organizzazione, perdite di 20 miliardi di dollari. L’altro motivo è la situazione critica dell’economia ucraina, che ha subito un grande calo, a causa dell’attività militare in Donbass e della riduzione dei rapporti economici con la Russia, che acquista tre quarti dell’esportazione dei prodotti ad alto valore aggiunto. Anche l’UE è interessata al differimento, perché è preoccupata della reazione negativa della Russia sulla versione dell’accordo, destinata alla ratifica. Bruxelles non può ignorare gli argomenti di Mosca perché l’Unione Europea ha avuto perdite a causa dei provvedimenti assunti dalla Russia in risposta alle sanzioni occidentali ed è preoccupata per la questione del transito del gas attraverso il territorio ucraino. Con il rinvio della parte economica dell’accordo, Bruxelles spera di impedire la reazione troppo forte di Mosca nel caso in cui i radicali salgano al potere durante le elezioni imminenti nel parlamento ucraino. Il dialogo tra la Russia e l’UE sui paragrafi dell’Accordo potrà durare anche più di 15 mesi, sopratutto perché il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, il 12 settembre 2014, a Kiev ha espresso l’idea della cooperazione con l’Unione Doganale a condizione che la Russia accetti l’Accordo di associazione tra l’UE e l’Ucraina. Mosca vorrà sentire la stessa cosa dal nuovo Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e nel caso in cui, la questione della cooperazione tra L’UE e l’UD si risolva convenientemente per gli affari ucraini, se Mosca non avrà paura delle conseguenze “politiche, economiche e sociali”, l’Ucraina dovrà attendere a lungo l’adesione della propria economia all'UE. E’ possibile che quest’attesa non sia il male peggiore, perché la zona di libero scambio con l’UE potrà provocare il crollo dei settori principali dell’economia ucraina per l’arrivo di una produzione europea più competitiva. La situazione è peggiorata dal ribasso, oppure dall’azzeramento totale dei dazi doganali per le merci provenienti dall’UE; l’approvazione dei regolamenti tecnici europei per uscire sui mercati europei richiede grandi spese, secondo l’ex Primo Ministro ucraino, Nikola Azarov - circa 150 miliardi di euro. Tuttavia, l’ex capo del FMI, Dominique Strauss-Kahn, il 12 settembre 2014, a Kiev, ha comunicato che nessuno può stanziare soldi per l’Ucraina e che in questa battaglia deve rimanere da sola. Una parte dei politici responsabili europei valuta che i problemi siano arrivati per colpa dei Commissari europei che hanno promesso all'Ucraina dei rapporti esclusivi, ma sulla soglia del disastro economico, ora non vogliono assumersi la responsabilità. L’agenzia informativa ‘Segodnya’, oggi, mercoledì, 17 settembre 2014, ha comunicato che per la ratifica dell’Accordo con l’UE è stato organizzato un ponte televisivo tra Strasburgo e Kiev, al termine del quale, la Verchovna Rada Ucraina ha approvato la dichiarazione “Sulla Scelta europea dell’Ucraina”. Dopo la convalida dell’Accordo, il Presidente ucraino, Petro Poroscenko, ha incaricato il Governo ucraino, entro il 17 settembre, di approvare il piano di realizzazione dell’Accordo con l’UE e di iniziarla realizzazione urgente, perciò sarà necessario applicare una serie di riforme improrogabili. L’agenzia sopracitata, ha reso pubbliche le opinioni di alcuni politologi: Vladimir Fesenko, Alessandro Palyy, Vadim Karasev, professore di Scienze Politiche della NAUKMA, Alex Haran, presidente dell’Ukranalittsentr, Alexander Ohrimenko, analista dell’MPP Consulting Agency, Paul Melnik, direttore dei programmi economici del Centro di Razumkov, Basilio Yurchishin, presidente del Centro di ricerche anticrisi Jaroslav Zhalilo. I vantaggi dell’adesione all'UE sono che l’Ucraina potrà partecipare come osservatore alle sedute dell’UE, che saranno create le strutture europee nel Paese; sarà realizzata la cooperazione nei settori energetico e atomico e sarà possibile ricevere dei finanziamenti per questi scopi; comincerà a svilupparsi il turismo; si creerà la possibilità di fare investimenti europei nelle sfere industriali ucraine; ne beneficerà il cammino per l’integrazione europea, che permetterà di ottenere le garanzie di sicurezza europea contro l’aggressione russa; saranno ridotti i prezzi delle automobili, delle attrezzature domestiche e di alcuni tipi di alimentari. Gli svantaggi dell’adesione sono che in seguito alla ratifica probabilmente verranno persi i mercati russi; si realizzerà una possibile divisione economica tra l’est e l’ovest dell’Ucraina; nel caso della cancellazione della ratifica esiste il rischio che la Russia possa continuare a tirare l’Ucraina nell'Unione Doganale; inoltre le società europee non potranno entrare in Ucraina come filiali e si allontanerà la possibilità di legalizzare il lavoro degli Ucraini nell'UE; infine, la ratifica dell’Accordo non garantisce che l’Ucraina diventi un membro autorizzato dell’UE.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.