Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Kiev – L’edizione Golos.ua giovedì, 11 settembre, ha comunicato che sotto le sanzioni, istituite dal Presidente ucraino Petro Poroshenko contro la Russia, sono stati sottomessi anche i cittadini e le societa ucraine. Nelle sanzioni gli…
Kiev – L’edizione Golos.ua giovedì, 11 settembre, ha comunicato che sotto le sanzioni, istituite dal Presidente ucraino Petro Poroshenko contro la Russia, sono stati sottomessi anche i cittadini e le societa ucraine. Nelle sanzioni gli esperti vedono la possibilità di redistribuire gli attivi a favore dei gruppi oligarchici, perché il Presidente ucraino, senza il premesso del Parlamento e del tribunale, può obbligare i giornali, i canali televisivi, di chiudere Internet, congelare gli attivi, togliere le licenze, limitare gli affari e le operazioni commerciali, e in totale Petro Poroshenko ha ricevuto il diritto a instaurare 28 divieti. Inoltre Petro Poroschenko può imporre altre sanzioni che corrispondono ai principi legislativi suindicati. Per approvare la decisione di imporre le sanzioni serve la decisione del Consiglio della Sicurezza nazionale e della Difesa Ucraina (SNBO), il cui Presidente e’ proprio Poroshenko. Il Primo Ministro ucraino, Areseny Yatsenyuk ha comunicato, che il Governo ha già preparato la lista dei divieti – per 172 cittadini russi e di altri Stati, che finanziano il terrorismo, i quali hanno sostituito l’annessione della Crimea e hanno attentato all'unità territoriale dell’Ucraina. Inoltre la legge prevede l’introduzione di sanzioni “settoriali” contro lo Stato o “un gruppo di persone indeterminate”. In questa causa il decreto del Presidente ucraino dovrà essere approvato dalla Verchovna Rada Ucraina entro 48 ore, che non e’ necessario per punire le società o persone separate. In collegamento a tutto ciò, il capo del centro analitico “Trerty Sektor” (Terzo settore), Andrei Zolotarev pensa che coloro che mandano le merci in Crimea devono essere sottoposti alla legge come “collaboratori con il nemico”, però la legge sulle sanzioni non aiuterà a regolarizzare la situazione in Ucraina e a far tornare la Crimea e Donbas. Yuri Ushakov, l’assistente del Presidente russo Vladimir Putin, ha comunicato che le sanzioni non hanno influito sull'approccio di principio alla crisi nello Stato vicino, ma hanno provocato le proteste degli editori ucraini, degli esperti della stampa, dei difensori dei diritti. Contro le sanzioni sono: il Consiglio Nazionale sulle domnade TV e di radiotrasmissione; l’Associazione Ucraina degli editori della stampa quotidiana per paura di un restringimento della libertà di parola e di espressione di opinione perchè è inammissibile in una società democratica. Gli editori hanno chiesto a Petro Poroshenko di porre il veto sulla legge per togliere i paragrafi di cancellazione delle attivita' dei media. Le organizzazioni a difesa dei diritti (Amnesty International, L’Unione Ucraina di Helsinki) hanno dichiarato che e’ inammissibile approvare questa legge per il pericolo della censura incontrollabile e dei diritti troppo larghi prestati al Presidente ucraino e al SNBO per un periodo illimitato. Yevhen Zakharov, leader del Kharkiv Human Rights Group, ha comunicato che infatti i motivi usati per imporre le sanzioni non sono molto chiari e, a volta, sono assurdi, e alcune formulazioni allargano il circolo dei possibili obiettivi delle sanzioni e aprono lo spazio agli abusi. Secondo Andrei Zolotarev, in teoria le sanzioni possono essere introdotte contro qualsiasi Stato, società o cittadino della Russia. Anche se nel testo di legge non si parla di questo, tuttavia gli esperti sono convinti che le sanzioni hanno comunque un destinatario. Il commercio tra la Russia e l’Ucraina e’ già ridotto di un terzo, le sanzioni fissano i rapporti ostili tra i partner e porteranno alla discesa commerciale, il prossimo passo potrà essere il sequestro dei beni russi. Il Presidente del Centro Analitico Ucraino, Alexander Ohrimenko pensa, che le sanzioni lavoreranno contro coloro che le introdurranno, la legge permette di chiudere il transito del gas russo, ma in questo caso l'Ucraina rimane senza gas, i redditi in valuta e “l’inverso” europeo, che l'Ucraina riceve dallo stesso gasdotto russo. Il blocco del business russo apporterà perdite negli investimenti, nelle imposte, nei posti di lavoro, nell’economia dell'Ucraina che dipende direttamente dagli investimenti russi, senza i quali crollerà in un giorno. Inoltre Alexander Ohrimenko ha aggiunto che la legge può spingere la ridistribuzione dei beni interni nel paese perché nel testo si parla anche di sanzioni contro le società ucraine e offre la possibilità a Petro Poroschenko di trattare duramente con i concorrenti del business, e tutti i gruppi oligarchici avranno voglia di usare questa possibilità. Però per quelli che cercheranno di usare la legge per i propri scopi, questa ridistribuzione dei beni non sarà di lunga durata perché trasgredisce le regole comuni di business. Oggi le sanzioni sono imposte contro la Russia, domani – contro qualcun’altro, chi le introduce (le sanzioni) rischia di diventare la sua vittima in futuro.
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