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Sarajevo - La Comunità energetica europea prevede nei prossimi sei anni di investire quasi 29 miliardi di euro nel settore energetico nei Balcani occidentali. Questa regione raggiungerà un grande sviluppo, ma a Bruxelles sono consapevoli che…
Sarajevo - La Comunità energetica europea prevede nei prossimi sei anni di investire quasi 29 miliardi di euro nel settore energetico nei Balcani occidentali. Questa regione raggiungerà un grande sviluppo, ma a Bruxelles sono consapevoli che anche la corruzione crescerà parallelamente.<br /> Un accento particolare sarà messo sulla Bosnia ed Erzegovina, perché questo Paese ha delle grandi potenzialità in Europa, per quanto riguarda l’energia ricavata dalle risorse idriche, ha fiumi adatti alla costruzione di centrali idroelettriche, se da tale unità geografica si esclude la Turchia. Da Bruxelles dichiarano, che la BiH ha bisogno urgente di investimenti nel settore energetico, soprattutto perché gli stipendi sono minori della media nell'UE. Inoltre, molti idroelettrici hanno edifici sporchi e richiedono riparazioni urgenti. L'Unione europea, attraverso le minacce di sanzioni e di esclusione dalla stessa, circostanza che comporterebbe il divieto di commercio e di esportazioni dell’energia elettrica, ha chiesto alla BiH il rafforzamento delle capacità istituzionali, affinché operino il monitoraggio del lavoro dei commercianti con l’energia elettrica ma anche degli uffici doganali, della Commissione per la prevenzione della corruzione e del monopolio e simili nel senso professionale e finanziario, ma anche il rafforzamento delle Corti e delle Procure, le quali dovranno occuparsi dei processi collegati alla criminalità in questo settore. Nel rapporto del Gruppo per le ricerche delle politiche dei Balcani sugli effetti della corruzione nel settore energetico, si legge che sono state emesse le licenze per alcuni piccoli idroelettrici e che gli investitori, per la maggior parte privati, non hanno attuato gli studi di fattibilità. E’ scritto, inoltre, che la corruzione ha influenzato seriamente la sostenibilità del settore energetico in FBiH, questo comprovano le accuse, a causa dalla vendita di Energopetrol alla MOL, contro l'ex premier della FBiH, Nedzad Brankovic (Partito d'azione democratica - SDA), l'ex direttore di Energopetrol, Namik Busatlic e contro ancora sette persone per gli accordi fatti a danno della Energopetrol e della FBiH per 32 milioni di KM. Bruxelles non si ferma, e già sono in corso le indagini che si riferiscono alla corruzione nel settore energetico della Federazione della BiH e della Repubblica Srpska, dove i media e l'opposizione da anni parlano di alcuni contratti dannosi e delle privatizzazioni sospette per gli investimenti in questo settore. L'Unione europea, cioè la Comunità energetica europea, ha inviato delle condizioni chiare alla BiH secondo le quali questo Paese dovrà adottare ed attuare le direttive dell'UE sugli appalti pubblici e regole più rigorose per ciò che riguarda la comunicazione di sovvenzioni statali nel termine più breve possibile, le quali fanno parte dell'Accordo della Comunità energetica, firmato dalla stessa BiH, e che permette tra l'altro di comprare e vendere energia elettrica.
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