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Kiev – Pavlo Klimkin, capo del Ministero ucraino degli Esteri ha comunicato mercoledì, 23 luglio, che il suo dicastero ha ricevuto da Mosca l’elenco dei rischi potenziali, in relazione all’adesione dell’Ucraina all’UE. Lo…
Kiev – Pavlo Klimkin, capo del Ministero ucraino degli Esteri ha comunicato mercoledì, 23 luglio, che il suo dicastero ha ricevuto da Mosca l’elenco dei rischi potenziali, in relazione all’adesione dell’Ucraina all’UE. Lo stesso, ha riferito che tra i rischi indicati c’è l’amministrazione doganale, che rappresenta un settore interessante ed è necessario cercare delle risposte, ha, inoltre, sottolineato di vedere un collegamento tra le indicazioni dell’Ucraina, della Russia e la Commissione Europea per la realizzazione dell’Accordo con l’UE e la sua ratifica, questi processi sono indipendenti, adesso sono in corso le consulenze trilaterali con la Commissione Europea e la parte russa, ma il testo e la logica degli accordi non vengono discussi. Secondo Pavlo Klimkin, è possibile regolarizzare l’Accordo in dipendenza delle necessità dell’economia ucraina. Per il momento, l’Accordo tra Ucraina e UE si trova presso i Ministeri per l’approvazione. Il 27 giugno 2014 il Presidente ucraino, Petro Poroschenko, ha firmato a Bruxelles la parte economica dell’Accordo per l’associazione con l’UE, la parte politica era stata siglata dal Primo Ministro ucraino, Arseniy Yatsenyuk, nel marzo dell’anno corrente. Il Commissario Europeo, Stefan Fule, ha chiesto all'autorità ucraina di ratificare l’Accordo il più presto possibile, ciò permetterà di iniziare la sua applicazione temporaneamente, relativamente alla parte economica. L’agenzia ‘Forbes.ua’ ha riferito mercoledì, 23 luglio, che l’annessione della Crimea ha sottratto 5 dei 18 porti commerciali ucraini, l’operazione antiterroristica nell'est del Paese minaccia la stabilità dei flussi delle merci attraverso i porti sul Mar d’Azov. Dal mese di aprile 2014, l’amministrazione ucraina dei porti marini ha escluso quelli di Evpatoria, Kerch, Sebastopoli, Feodosia e Yalta dalla sua statistica, però esistono dati del primo trimestre dell’anno corrente: i porti della penisola hanno visto diminuire il flusso dei carichi del 28%, quello di Kerch ha registrato i danni maggiori, ha quasi perso, infatti, 680 tonnellate di carichi di prodotti petroliferi e di carbone. L’Ucraina potrà avere dei problemi nel caso di perdita del controllo sul canale di navigazione Kerch-Enikale, questo non è ancora successo, i porti di Berdiansk e Mariupol hanno aumentato il trasbordo. Oltre che con il metallo, i porti ucraini compensano il calo dell’esportazione di materiali minerali, coke,carichi chimici ed edili, con il trasporto di grano, infatti l’Ucraina ne ha raccolto, l’anno scorso, quasi 60 milioni di tonnellate. Nikolaev, il porto dove si appoggia il più grande esportatore ucraino di grano, Nibulon, è stato incaricato per il trasbordo di 2 milioni di tonnellate di grano, superiore di 2,5 volte rispetto al carico movimentato in passato. Il porto di Odessa ha raggiunto 0,5 milioni di tonnellate di grano (circa il 40%), il consigliere del direttore del porto di Odessa, Nikola Pavliuk, ha riconosciuto che qui ci sono anche i carichi dalla Crimea. Secondo Andry Sokolov, direttore della società di consulenza per gli investimenti, precedentemente, nei porti della Crimea lavoravano i trader internazionali del grano, Louis Dreyfus, Cargill, Alfred C. La Toepfer International, nel giro di 4 mesi, in 13 porti ucraini ha aumentato il trasbordo del 7,7%, parzialmente per conto della Crimea, che nel 2013 ha realizzato il trasporto di 14 milioni di tonnellate di carichi.
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