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Zagabria - Quanto la Russia dia attenzione alle sanzioni introdotte dagli Stati Uniti e dall’UE e quanto esse siano credibili, lo dimostra il fatto che la russa Sberbank (che opera in Europa e BiH) ha concesso un prestito di 600 milioni di euro,…
Zagabria - Quanto la Russia dia attenzione alle sanzioni introdotte dagli Stati Uniti e dall’UE e quanto esse siano credibili, lo dimostra il fatto che la russa Sberbank (che opera in Europa e BiH) ha concesso un prestito di 600 milioni di euro, da restituire in sette anni ad un tasso di interesse del 4,5 per cento, al tycoon croato, Ivica Todorić. L'operazione che porta a rivalutare le proprie responsabilità finanziarie verso le banche occidentali, fino a firmare l'accordo sull'espansione nel mercato russo. In tal modo, uno dei più grandi magnati croati si è legato in modo diretto al capitale finanziario russo, il cui 50% +1 azione sono di proprietà della Banca centrale della Federazione russa. E qui arriviamo alla circostanza, molto interessante, in cui la Russia - in pieno clima di sanzioni - salva il tycoon salva il mercato della distribuzione di un Paese della UE e in tal modo, gran parte del mercato economico dell'ex Jugoslavia. La situazione è chiara. L’Ucraina è letteralmente distrutta, la sua leadership, a causa del supporto occidentale enorme, non sa cosa fare, e il business statale russo progredisce ancora, sapendo che lo Stato si muove nel proprio "giardino". Con una semplice ricerca sui collegamenti tra le diverse compagnie, possiamo notare che nel portafoglio delle azioni in proprietà di Sberbank ci sono Deutsche Telekom, Israel Chemicals Ltd adrusd, RockefellerFinancial Services e anche il gruppo polacco Powszechny Zaklad Ubezpiecze. Comprando l’austriaca Volksbank, la Sberbank è diventata il gestore di una rete di nove banche universali in otto Paesi: Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Croazia, BiH, Serbia e Ucraina. Nonostante lo stato dell'economia russa, Sberbank è una delle istituzioni finanziarie più redditizie nel mondo e questo è un fatto con cui nessuno vuole giocare. Ma, cosa succederà quando si parlerà della BiH? Agrokor, praticamente accreditata dalla Russia, ha acquisito definitivamente la Mercator in Croazia e in Slovenia, e la reazione debole del Consiglio di concorrenza della BiH implica che Todorić, secondo gli interressi russi, può realizzare un monopolio totale sul mercato bosniaco, che in quel tipo di economia non è una situazione irrilevante. ATZN ha condizionalmente accettato l'unificazione di Agrokor e Mercator, pretendendo che non acquistasse anche la rete commerciale di Mercator in Croazia. Tuttavia, il gruppo in alcune parti avrà una quota di mercato pari al 60%. In che modo tutto questo toccherà la Bosnia? In due modi. Da un lato il tycoon, ormai forte, detterà che cosa sarà venduto sui mercati e dall'altro, contribuirà all'espansione del capitale russo nei Balcani, considerando le forti somme di denaro occidentale che si trovano nella Sberbank e che realizzano profitto per i grandi giocatori dell'UE, e non solo per Todorić. Fonti vicine a Sberbank dicono che vi sarà una riprogrammazione dei prestiti, nonché un progressivo riscatto del capitale valutato a prezzi più bassi, perciò i prestiti residenziali sono più economici che nelle altre banche in BiH. Cosa significa questo? Forse altre banche commerciali, come Reiffeisen, UniCredit e Sparkasse, da sole cercheranno capitale a prezzo più basso, per poter competere con Sberbank nel Sud-est Europa, o dovranno ritirarsi e vendere le filiali alla banca russa. Questo cosa potrebbe significare? In caso di mancanza di qualche soluzione per la ristrutturazione dell'economia della BiH e apertura di proprie banche di sviluppo e settori, Sberbank potrebbe iniziare a salvare parte dell'economia nazionale, caduta nel fango finanziario e distrutta per vent'anni da parte della politica della BiH. Non si sa fino a quale punto le imprese finanziarie occidentali permetteranno questo tipo di espansione russa, e in quella spaccatura, a causa della domanda di fondi a prezzo più basso da parte degli imprenditori balcanici, le figurine dello scacchi potrebbero tracciare delle combinazioni interessanti. Che cosa significherebbe nel senso politico? Milorad Dodik sta cercando di riscattare se stesso attraverso il prestito statale dalla Russia, per cui il presidente della RS è orgoglioso per la possibilità avuta di staccarsi dalle condizioni del FMI. Ma questo non significa avere delle garanzie per Dodik, perché ogni governo successivo deve prendersi le responsabilità del precedente, e la Germania attraverso l'UE, sostiene l'opposizione populista, senza però rappresentare un pericolo per gli interessi russi. Per adesso, la perdita economica della RS è di 743 milioni di KM e ogni governo successivo avrà bisogno di essere tratto in salvo. Certamente, non lo saranno i crediti scaduti che Dodik ha destinato ai poveri. In ogni caso, ci aspettano tempi molto interessanti e niente sarà come prima. Nel frattempo anche il Governo della FBiH guidato dai social-democratici, dichiara di aver bisogno di "cinture di salvataggio", ma non vuole rivelare di che cosa si tratta. L'unica cosa ben note ai entrambe le entità è che Konzum, spinto dal capitale russo, consumerà molto.
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