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Sarajevo – L’idea di utilizzare il calore della centrale termoelettrica “Kakanj” (TE Kakanj) per il riscaldamento della città di Sarajevo e per i comuni in relazione con Kakanj e Sarajevo, è tornata ad essere attuale. Si…
Sarajevo – L’idea di utilizzare il calore della centrale termoelettrica “Kakanj” (TE Kakanj) per il riscaldamento della città di Sarajevo e per i comuni in relazione con Kakanj e Sarajevo, è tornata ad essere attuale. Si tratta di una risposta all’eventuale crisi del gas, causata dai rapporti tra la Russia e l’Ucraina, oppure di una storia pre-elettorale? Una grande quantità del calore sottoprodotto nella TE di Kakanj viene buttata via. Gli esperti dicono che, di 1 tonnellata di carbone, in una TE a condensazione, com’è la TE Kakanj, viene sfruttato soltanto il 33% del valore energetico, che nel caso specifico della TE Kakanj, significa una perdita di quasi 40 milioni di KM all’anno. Tuttavia, non è soltanto la razionalizzazione dell’utilizzo del carbone, il motivo per il quale si torna a parlare di recupero del calore della TE Kakanj per il riscaldamento di Sarajevo. “Si tratta di una risorsa non sfruttata, che se verrà messa in circolo, aumenterà l’efficienza energetica della TE Kakanj, che rappresenta un bene pubblico. Inoltre, otterremo un riscaldamento più economico, da una risorsa che ora viene eliminata e, nello stesso tempo, saranno ridotte le fatture per l’importazione del gas dalla Russia”- ha detto il professor Izet Smajević, che lavora presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica a Sarajevo. Nei Paesi sviluppati, sono sempre più attuali le TE di cogenerazione, che producono elettricità e calore. Anche la TE Kakanj ha le precondizioni necessarie per un tale funzionamento. Hasan Čaušević, direttore di quest’ultima, ha dichiarato che questa centrale può, tecnicamente e con una giustificazione economica, assicurare il riscaldamento per Sarajevo e Zenica. Le turbine dei blocchi 5 e 6 hanno, ciascuna, blindati ben 150 MW, però gli utenti finali - le autorità locali di Sarajevo e Zenica, dovranno esprimere, in modo chiaro, la volontà relativa al riscaldamento della TE Kakanj, ha spiegato Čaušević. Bisogna dire che l’idea del progetto, vecchia di decenni, è stata riportata in auge dal Ministero federale competente ed è supportata anche dal Ministero dell’Energia, dell’Industria e delle Miniere. Branka Đurić ricorda che la BiH non dovrà importare il gas, dato che è possibile sfruttare completamente i sottoprodotti di alcune fabbriche. Il riscaldamento della città di Sarajevo, attraverso la TE Kakanj, è un progetto importante, anche dal punto di vista del problema dell’indipendenza energetica, e potrà avere anche alcuni effetti ecologici significativi. Per il momento, l’idea di sfruttare il calore della TE Kakanj ha l’appoggio dell’opinione pubblica. Tuttavia, è difficile sapere come andrà a finire, a causa delle diverse posizioni su un progetto simile, per il riscaldamento di Zenica dalla TE Kakanj, e a causa degli Studi di fattibilità elaborati dall’impresa pubblica Elektroprivreda BiH (EPBIH) qualche anno fa, che mai sono stati trasformati in qualcosa di concreto.
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