Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Dopo le elezioni, nelle quali il 49% dell’elettorato ha votato per l’SNS, abbiamo un sistema pluripartitico con un partito dominante. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori che cosa c’è di positivo e che cosa di negativo,…
Belgrado - Dopo le elezioni, nelle quali il 49% dell’elettorato ha votato per l’SNS, abbiamo un sistema pluripartitico con un partito dominante. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori che cosa c’è di positivo e che cosa di negativo, perché si è delineata una nuova situazione sulla scena politica. L’SPS ha dominato nelle prime elezioni pluripartitiche, ma esse sono state elezioni di maggioranza, rispetto a queste che si sono svolte col sistema proporzionale, perciò è difficile fare un confronto. Anche il DOS ha trovato largo consenso, ma, quest’ultimo, ha raggruppato ben 18 partiti. Il politologo, Zoran Stojiljković, valuta che non è opportuno che un partito abbia la maggioranza assoluta, e ricorda che è stato così nelle prime elezioni pluripartitiche con l’SPS e 10 anni dopo con il DOS. "Per l'opposizione sarà difficile seguire tutto in parlamento, a causa dell’egemonia dell’SNS.", ha dichiarato Stojiljković e aggiunge che, risultati come questi, si ottengono dopo una lunga crisi e a causa della delusione nei confronti del potere precedente. "Adesso ci si aspetta molto in materia di occupazione e, le piccole imprese potranno impiegare una parte dei lavoratori, con alleggerimenti. La prevalenza di un solo partito, ha comunque, il suo lato positivo, non si devono fare coalizioni." Milan NIkolić, sociologo, dice che solo l'unione ‘Fidesz-KDNP’ in Ungheria, ha ottenuto la maggioranza di due terzi nelle elezioni, ma che si tratta di un esempio negativo, per la politica conservatrice, e che ha comportato anche una ridotta libertà di stampa... "I partiti della sinistra sono quasi scomparsi. Il predominio di un partito crea una situazione politica stabile, ma ha effetti deleteri. Portando l’esempio della Scandinavia, ha riferito che, gli Scandinavi sono entrati arditamente nei nuovi programmi e che dopo una decina di anni sono diventati un modello di successo, che, attualmente nessuno può più denigrare. La Norvegia è cresciuta grazie al petrolio, ma anche al Fondo per lo sviluppo, che la Svezia non aveva. Al contrario dei conservatori di tipo neoliberale, i socialdemocratici si sono mossi verso lo sviluppo tecnologico, che non dà risultati nel breve periodo e, comunque, lo Stato deve investire in questo sistema. La società social-democratica è una società soddisfatta e politicamente stabile. E’ vero che, anche quel modello non è scevro da problemi, come quello del neonazismo, tuttavia, molti sostengono quella politica, perché ne hanno vantaggi, e i giovani che restano nel Paese, ricevono lavoro e alloggio. Quando Berlusconi è stato al Governo da solo, spendeva risorse nella costruzione del suo impero. In casa nostra, l’egemonia di un partito deve servire a creare stabilità politica e a condurre le riforme, le quali devono essere prodotte secondo le nostre condizioni. Il FMI chiede di tagliare nel settore pubblico, dicendo che non fa bene allo sviluppo, chiede il risparmio, perché l'economia non può crescere così. Riduce la domanda, ma la crescita economica non si crea sul risparmio. Da noi si deve investire in alimentari, acqua, infrastruttura e industria. Al primo posto ci sono l'occupazione e i salari più elevati, ma è necessario anche, che i sindacati entrino nel settore privato. La democrazia sociale ha vinto perché i Governi, sotto la sua bandiera, hanno investito nello sviluppo e non nelle Rolls Royce d'oro". Vladimir Goati, direttore di Transparentnost Srbija, opina che sia positivo che il partito con più deputati potrà realizzare le proprie idee. "In questo modo si saprà chi è responsabile e il Governo risponderà delle proprie azioni, secondo la volontà popolare. Si dovrà sapere chi si confronta con la maggioranza. Per adesso lo fa soltanto il DS, che ha appena superato la soglia. In questa situazione asimmetrica, quando un partito domina, nessuno sarà all'opposizione, cioè, nessuno si sente opposizione, e questa non è una buona cosa, perché l’opposizione esiste per correggere il Governo. Da noi, per il momento, nessuno vuole esserlo, perché in questo modo non entra a far parte della struttura, anche se nel lungo periodo, questo apre una prospettiva. Tutti vogliono tutto, oggi e domani, è indifferente. Neanche le sostanziali discrepanze nei programmi rappresentano un ostacolo per qualcuno che si offre all’SNS." Goati sostiene che il partito di maggioranza non deve formare alcuna coalizione e che non s’è mai visto che il potere dominante si presta ad una partizione del potere, anche se non è necessario farlo. " Probabilmente si fa per dividere le responsabilità, tuttavia, in questo modo, si cancellano le cose positive del partito prevalente. La formazione di una coalizione troppo ampia, di solito finisce male." Lo stesso, aggiunge che niente di simile ha avuto successo nei Paesi vicini, neanche in Ungheria, dove la vittoria di Viktor Orbán, non è stata così convincente. "In Serbia c'è la prevalenza di un partito, fatto del tutto raro, soprattutto in uno Stato multinazionale e pluriconfessionale. Questa situazione è quasi unica nel suo genere, perché nel 1990 quando l’SPS ha vinto, non è stato fatto un Governo pluripartitico. La razionalità avrebbe indicato che l’SNS facesse una coalizione con un partito di minoranze nazionali, per dimostrare la sua attenzione verso le stesse, ma, in conclusione, non vuol dire che sia poi questa, la verità e il motivo dell’alleanza."
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