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Zagabria - I sindacati che operano nella compagnia petrolifera Ina, in un comunicato di lunedì, 7 aprile, hanno commentato la decisione recente del Governo croato, che sia la Hrvatska Elektroprivreda ( HEP), invece che l'impresa dipendente…
Zagabria - I sindacati che operano nella compagnia petrolifera Ina, in un comunicato di lunedì, 7 aprile, hanno commentato la decisione recente del Governo croato, che sia la Hrvatska Elektroprivreda ( HEP), invece che l'impresa dipendente dell'Ina, la Prirodni plin, a fare la fornitura all'ingrosso, sottolineando che la stessa è irragionevole e contro le regole del mercato, ma anche che così si mettono a rischio i posti di lavoro degli operai dell'Ina, e questo, potrebbe causare l'aumento del prezzo del gas per i cittadini. Ricordiamo che il Governo della Repubblica croata alla fine del mese di febbraio ha stabilito che la fornitura del gas, dal primo aprile e per i prossimi tre anni, apparterrà alla HEP e non più alla Prirodni plin, concludendo che l'Ina dovrà vendere il gas alla HEP secondo il prezzo regolato dal fornitore nel mercato all’ingrosso. I sindacati reputano la decisione del Governo irragionevole per diversi motivi, sottolineando che per la Prirodni plin, la fornitura del gas è l’attività principale, la quale, nel processo collegato, si va ad unire con il pompaggio del gas naturale e con la vendita ai distributori; inoltre spiegano che, in questo modo il gas diventa più costoso già per i distributori, e in poco tempo, lo sarà pure per i cittadini. Gli stessi, sostengono che sono state assunte altre decisioni dannose per l'Ina, come ad esempio quella che costringe la Prirodni plin, in diversi giorni, a liberarsi delle sue riserve dalle capacità di stoccaggio sotterraneo, tutto questo, secondo i sindacati porta un danno di 500 milioni di kune (HRK), i quali non considerano realtà gli annunci fatti dal Governo sui grandi depositi di petrolio nel mare Adriatico e sulle ricerche sismiche da parte della compagnia Spectrum. A questo proposito, aggiungono che la Spectrum non potrà scoprire niente di più spettacolare di quello che già hanno scoperto gli esperti di alta qualità dell'Ina, negli ultimi trent’anni. Oltre a questo, si deve ricordare che all'Ina sono state ritirate le concessioni sui terreni intorno ai fiumi Sava e Drava nella Croazia nordoccidentale, danneggiandola con perdite di 250 - 350 milioni di kune all’anno, scrive in conclusione del comunicato, il sindacato dell'Ina.
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