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Belgrado - L'ambasciatore russo in Serbia, Alexander Chepurin, domenica 29 dicembre, riassumendo i risultati della cooperazione tra i due Paesi, nel 2013, ha sottolineato ai microfoni dei media, l'importanza dei contatti ad alto livello e della firma…
Belgrado - L'ambasciatore russo in Serbia, Alexander Chepurin, domenica 29 dicembre, riassumendo i risultati della cooperazione tra i due Paesi, nel 2013, ha sottolineato ai microfoni dei media, l'importanza dei contatti ad alto livello e della firma della dichiarazione sul partenariato strategico e l'economia cruciali per lo sviluppo delle relazioni interstatali ed ha annunciato che la Russia, nei prossimi due-tre anni investirà in Serbia circa 5 miliardi di euro. In quest'occasione Chepurin si è espresso in merito al gasdotto South Stream in Serbia, il cui valore si aggira intorno a 1,9 miliardi di euro, il quale dovrebbe essere realizzato nei prossimi 2-3 anni ed ha preso in considerazione gli investimenti della Gazprom e della Naftna Industrija Srbije (industria petrolifera serba) pari a 1,3 miliardi di euro. Quest'ultimo ha valutato anche la ricostruzione delle ferrovie serbe, dal valore di 600 milioni di euro ed ha parlato delle compagnie russe che investiranno in Serbia, come quella elettro-energetica Silovye Mashiny. Stando alle sue parole anche il gigante russo Lukoil sta valutando la possibilità di realizzare degli investimenti dal valore di 500 milioni di euro e svariate aziende russe sono pronte a prendere parte alle privatizzazioni annunciate. Esprimendosi in merito alla cooperazione militare tra la Serbia e la Russia, Chepurin ha confermato la prosecuzione dei colloqui circa l'acquisto di sistemi russi anti-aerei e MiG 29. "La Serbia deve stabilire con esattezza cosa serve al Paese, se è capace di fornire un'adeguata formazione professionale agli addetti al settore e quanto è disposta a spendere perché le armi come l'aereo MiG 29 ed i sistemi S 300 e S 400 sono molto costosi", ha aggiunto Chepurin. Nel corso dell'intervista, l'ambasciatore russo ha ricordato che Mosca appoggia la posizione della Serbia nei confronti del Kosovo ed ha risposto alle domande relative alla collaborazione con la NATO e la CSTO (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva) condividendo l'atteggiamento del Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, il quale recatosi in Serbia, nel corso dell'anno, ha asserito che il Paese, in collaborazione con queste organizzazioni, deve evidenziare i propri interessi.
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