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Sarajevo - L'ambasciata della Turchia, con sede in Bosnia e Erzegovina (BiH) ha smentito le affermazioni pubblicate da alcuni media della Republika Srpska (RS), i quali, ai primi di ottobre, avevano divulgato la notizia che tre società turche…
Sarajevo - L'ambasciata della Turchia, con sede in Bosnia e Erzegovina (BiH) ha smentito le affermazioni pubblicate da alcuni media della Republika Srpska (RS), i quali, ai primi di ottobre, avevano divulgato la notizia che tre società turche avevano comprato 130 milioni di proiettili presso le società provenienti della Federazione della BiH (FBiH), e che erano stati consegnati alle unità del regime anti-siriano, vicine ad "Al - Qaeda". Queste notizie non sono vere, ha dichiarato l'ambasciata Turca, spiegando che l'atteggiamento fermo della Turchia nella lotta contro il terrorismo significa che nessuna organizzazione terroristica, e tanto meno una simile, ha ricevuto un sostegno dal Governo della Turchia. "La nostra politica nei confronti della Siria è estremamente trasparente. Il nostro obiettivo è quello di sedare il conflitto in Siria e di rispettare le legittime richieste del popolo siriano", cita una lettera inviata ai media. L'ambasciata della Turchia a Sarajevo, ha reso noto che nelle strette relazioni tra la Turchia e la Bosnia-Erzegovina (BiH) è presente anche la cooperazione nel settore della difesa, e che di volta in volta la Turchia importa i prodotti dalla BiH, ma non come hanno riportato alcuni media. Ricordiamo che alcuni giornali della RS, tra i quali il "Glas Srpske", avevano pubblicato i primi di ottobre che tre aziende provenienti dalla Turchia, due delle quali sono nelle mani del partner della organizzazione umanitaria turca IHH, collegata ad Hamas, avevano acquistato quasi 130 milioni di proiettili, gusci di proiettile, pallottole e inneschi dalle società originarie della Federazione di BiH (FBiH) e che queste armi erano finite in Siria, nelle mani dei membri delle unità vicine ad "Al - Qaeda", che lotta contro il regime del Presidente siriano Bashar al- Assad. Secondo lo stesso quotidiano, le munizioni erano state acquistate nel 2012 presso le imprese bosniache adibite alla produzione e al commercio di Konjic e Goražde, rispettivamente la "Igman" e la "Unis Gineks".
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