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Tirana - Gli ambientalisti hanno protestato, giovedì 7 ottobre, dinanzi alla sede del Governo e del Parlamento, contro la distruzione delle armi chimiche siriane in Albania. "Basta con il silenzio!", è l'appello che i manifestanti…
Tirana - Gli ambientalisti hanno protestato, giovedì 7 ottobre, dinanzi alla sede del Governo e del Parlamento, contro la distruzione delle armi chimiche siriane in Albania. "Basta con il silenzio!", è l'appello che i manifestanti hanno rivolto all'esecutivo albanese. Questi ultimi hanno chiesto al Governo di non permettere la distruzione dell'arsenale all'interno del Paese, dato il rischio al quale vengono esposti i cittadini. “Siamo contrari all'eliminazione delle armi chimiche in Albania. La salute delle nostre famiglie è importante. Il Paese non è il bidone della spazzatura dell'Europa”, ha sottolineato l'ambientalista Sazan Guri, aggiungendo che si tratta di un'invasione ambientale altamente pericolosa. La società civile ed i cittadini hanno riferito che, se il Governo continuerà a restare in silenzio, renderanno più frequenti le proteste, che avranno il loro culmine venerdì 29 novembre, il giorno in cui cade la liberazione dell'Albania. Dal canto suo l'analista Mustafa Nano, ha ricordato al Governo le promesse fatte durante la campagna elettorale come il divieto di importare rifiuti in Albania. "Prima delle elezioni, l'opposizione che oggi è diventata la maggioranza, si è detta contraria all'importazione di rifiuti, pertanto l'accettazione di rifiuti chimici sarebbe una follia", ha sottolineato l'analista. Anche il Sindaco di Elbasan, Qazim Sejdini, ha manifestato la propria contrarietà circa la possibilità di distruggere le armi chimiche siriane presso l'opificio di Mjekes ed ha richiesto al prefetto di Elbasan di non permettere il trasferimento delle armi all'interno del suddetto stabilimento che, stando alle voci di corridoio, verrà utilizzato per distruggere l'arsenale in questione.
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