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Tirana - L'operazione completata negli scorsi due giorni, nella capitale può essere considerata la più grande azione mai realizzata che ha colpito il traffico delle opere d'arte. La polizia è riuscita a sequestrare centinaia di…
Tirana - L'operazione completata negli scorsi due giorni, nella capitale può essere considerata la più grande azione mai realizzata che ha colpito il traffico delle opere d'arte. La polizia è riuscita a sequestrare centinaia di opere d'arte di icone con il sospetto che sono stati rubati nelle chiese albanesi e macedoni. Uno degli attivisti della conservazione dell'eredità culturale, Artan Shkreli, ha spiegato che sarà creato un gruppo speciale di lavoro che metterà in evidenza il valore degli oggetti. Tra gli articoli sequestrati, secondo la polizia, sono state rinvenute fino ad ora 223 icone, 6 iconostasi e 4 pitture murali che con tutta ipotesi sono stati rubati nella Chiesa di Voskopoja e nella città di Korca. Inoltre sono state recuperate anche oltre 520 pitture di bronzo, che appartengono al periodo medioevale e 322 diversi oggetti appartenenti allo stesso periodo. Tutto il materiale è stato ritrovato dalla polizia in quattro abitazioni a Tirana, la quale ha arrestato durante il controllo delle tre abitazioni a Kamez, Bathore e Tirana due persone: Arben Spaho e Gjergji Thimo, e sono stati ritrovati anche 100 affreschi. L'attività di recupero è ancora in corso e in base alle recenti previsioni il cerchio degli arrestati aumenterà. Alcune fonti vicine alla polizia hanno reso noto che nessuno degli arrestati ha ammesso l'accusa di traffico anzi, uno di loro ha preteso di disporre di un permesso per l'apertura di un museo privato preso molti anni addietro. Le strutture della lotta contro i traffici illeciti accanto alla direzione della Polizia della regione di Tirana, grazie ad un lavoro d'inchiesta, hanno reso possibile la conclusione della azione "IKONA", dove sono state sequestrate una serie di icone e di pitture rubate in alcune città dell'Albania e della Macedonia. I materiali saranno inviati alla Procura della regione giudiziale di Tirana con l'accusa di "traffico delle opere d'arte e dei beni culturali" e "furto delle opere d'arte e dei beni culturali in cooperazione", prevista dagli articoli 138/a, 25, 138 e 25 del Codice Penale. L'operazione è stata estesa in tre città nelle quali sono state scoperte le basi dove venivano "immagazzinati" gli oggetti rubati in diverse zone del Paese, principalmente affreschi, che venivano venduti ai trafficanti all'estero: in Grecia, in Serbia e in Croazia. L'azione della polizia è stata elogiata anche dal Primo Ministro, Edi Rama.
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