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Podgorica - Le società provenienti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti d'America (USA) hanno mostrato un notevole interesse nei confronti dell'approvazione del contratto di concessione per la produzione di idrocarburi, previsto dal tender…
Podgorica - Le società provenienti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti d'America (USA) hanno mostrato un notevole interesse nei confronti dell'approvazione del contratto di concessione per la produzione di idrocarburi, previsto dal tender per la ricerca del petrolio e del gas presso la costa montenegrina, pubblicato recentemente dal Governo. Nel corso della sessione di giovedì 1° agosto, l'esecutivo ha discusso in merito alle attività volte a concretizzare la ricerca e la produzione degli idrocarburi lungo la costa montenegrina, nel secondo trimestre ed ha precisato che, 19 società, hanno visionato i dati relativi al caso. Ricordiamo che il Ministero dell'Economia ha pubblicato, venerdì 26 luglio, il tender per la ricerca di petrolio e gas presso la costa montenegrina, il quale verrà aperto entro il mese di febbraio 2014. La consegna delle offerte, in questo caso, durerà sette mesi. Inoltre il Governo ha deciso di indire un tender per 13 blocchi lungo la costa, su una superficie di circa 3000 chilometri quadri, ed ha definito la politica fiscale in questo settore. L'atto sarà statale entro il 70% del profitto netto, realizzato dalle compagnie petrolifere. Tra le aziende che si sono dette interessate all'affare troviamo: la Geopartners limited, la Sterling energy PLC, la Northern Petroleum PLC, la Premieroil, la Seaenergy PLC, la JX Nippon la Exploration and Production e la BG Group. Hanno manifestato il loro interesse anche le seguenti società americane: la Hess Corporation, la Exxonmobil International limited, la Nobile Energy, la Anadarko International Energy Company e la Marathon. Altre compagnie, provenienti da tutto il mondo, hanno preso in considerazione l'affare sopraccitato, ovvero; la NIS Gazpromneft, le italiane Edison ed Eni, le tedesche Wintershall e RWE DEA, la francese Total, la norvegese Staotil Asa, la svizzera White Falcon, l'australiana Woodsite, la croata INA, la società greca Hellenic Petroleum che detiene il 54,35% delle quote nella Jugopetrol di Kotor e quella ungherese TDE Services. Stando alla relazione del Governo, i dati sono stati visionati dalla Nobile Energy, dalla Exxonmobil, dall'Eni, dall'INA, dalla JX Nippon giapponese, dalla Novatek russa, dalla Statoil norvegese, dalle Anadarko IEC e Hess Corporation americane, dalla Helenic Petroleum, dalla Total e dall'Edison.
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