Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - Continua a far molto discutere il caso del fallimento della Fabbrica di alluminio "Birac" di Zvornik che, in condizioni molto sospette, è caduta nel disastro finanziario, sino alla bancarotta introdotta il 6 aprile del…
Banja Luka - Continua a far molto discutere il caso del fallimento della Fabbrica di alluminio "Birac" di Zvornik che, in condizioni molto sospette, è caduta nel disastro finanziario, sino alla bancarotta introdotta il 6 aprile del 2013. Ci si chiede come mai il Governo della RS abbia pagato una cifra più elevata ad un partner privato per la privatizzazione della Birac, rispetto a quanto quest'ultimo aveva pagato per l'acquisto delle azioni statali nella fabbrica, e perché sia stata respinta l'offerta della Russian Aluminium Co. Le risposte a queste e a altre domande sono legate ad affari sospetti condotti nella fabbrica, come ha evidenziato Svetlana Cenic, l'ex Ministro delle Finanze del Governo della RS. Cenic, spiegando le vicende legate alla Birac, partendo dalla privatizzazione della società nel 2001, osserva che le perdite della Birac sono state erroneamente giustificate dal prezzo dell'alluminio sul mercato internazionale. Infatti, nel 2001, quando è stato pubblicato il tender per la privatizzazione della Birac ed è stato scelto il partner per la vendita del 64% del capitale statale, il prezzo dell'alluminio era di soli 150 dollari a tonnellata. Nella primavera del 2005 il prezzo dell'alluminio sui mercati mondiali era salito a 405 dollari a tonnellata. Il prezzo a tonnellata della produzione di alluminio è stato sempre variabile, per circa 200 dollari a tonnellata, con una deviazione di circa il 10%, ed è molto facile calcolare quali fossero le possibilità industriali dello stabilimento. <strong>La controversa privatizzazione</strong> La Birac è stata privatizzata dalla Ukio bankas Group, che è diventata l'azionista di maggioranza della fabbrica. Il tender per la privatizzazione è stato pubblicato il 23 novembre del 2000 ed è scaduto il 25 gennaio del 2001. In quel periodo sono state consegnate tre offerte con i relativi codici. La Commissione aveva al tempo esaminato tutte le offerte e aveva concluso che solo una soddisfaceva le condizioni del tender, e questa era stata oggetto di valutazione. Gli altri due offerenti non avevano nemmeno pagato il deposito e le garanzie bancarie a fronte del piano aziendale preparato dallo Stato, e per questo motivo le loro offerte erano state dichiarate non valide. Il tender poteva essere annullato sin da subito, perché non erano stati registrati tre fornitori con intenzioni serie, e ciò aveva fatto scattare il dubbio che i due offerenti erano solo di contorno, o che avevano ricevuto l'ordine di partecipare al tender per soddisfare il requisito formale dell'esistenza di tre candidature. Tuttavia la Commissione aveva comunque eseguito una valutazione dell'unica offerta formalmente corretta e la Direzione per la Privatizzazione della RS informava il 17 aprile del 2001 che la Ukio bankas Group era la vincitrice del Tender. <br /> <strong>I prestiti presso la Ukio </strong>. Oltre a ciò, vanno rilevate anche altre irregolarità legate alla privatizzazione della Birac. Infatti, la Ukio bankas Group nel 1998 ha firmato il contratto con la Birac, secondo il quale la società finanziaria era diventata un consulente per l'elaborazione del saldo iniziale e di altri documenti correlati alla privatizzazione del capitale statale nella Birac. Questo contratto, dopo la pressione del direttore generale della Birac dell'epoca, veniva approvato dal Consiglio amministrativo della società. Dopo aver ottenuto la luce verde dal Governo della RS , il contratto era stato concluso e la società lituana era diventata l'unico consulente per il processo di privatizzazione della Birac. Per questi servizi la Ukio bankas Group aveva raccolto 149.900 dollari, anche se in quel momento nella RS costavano circa 10.000 di KM. Elaborando il conto patrimoniale di apertura per la privatizzazione della Birac, la Ukio bankas Group aveva violato il regolamento legislativo del Governo della RS, che istituisce una metodologia per lo sviluppo del conto patrimoniale di apertura nel processo di privatizzazione del capitale statale, abbassando il valore iniziale del capitale fisso della Birac al 41,66%. Contemporaneamente, nel periodo 1998 - 1999, la Birac ha sottoscritto dei prestiti presso il Gruppo Ukio ponendo una ipoteca sugli oggetti della fabbrica. Allora erano intervenuti alcuni membri del Consiglio Amministrativo, come il direttore Grkovic che è stato sostituito ma sono rimasti i debiti sulla base dei prestiti dal valore di 4 milioni di dollari, anche se il sequestro degli oggetti vitali della Birac era stato evitato grazie al Governo della RS, che aveva pagato il debito menzionato. Dunque, la perdita degli oggetti vitali della Birac nel 2000 era stata evitata ma uno scenario simile era recidivo anche nel 2002. <strong>Proteste di Russia e Germania</strong>. La relazione sulla Birac, pubblicata dal Servizio per la revisione nella RS nel 2002 aveva registrato le irregolarità nel lavoro della Commissione per la privatizzazione della RS riguardo all'intero processo di vendita. Oltre alle numerose irregolarità più evidenti e rimaste irrisolte, la cosa più "strana" era che il Governo della RS aveva respinto l'offerta del partner strategico, la Russian Aluminium Co per gli investimenti nella Birac. Quest'ultima è una società che tratta l'alluminio e che dopo la risposta negativa del Governo della RS aveva investito gli enormi fondi in una società in Romania che aveva avviato la produzione nel 2002 e era diventata una concorrente della Birac, nella quale la produzione era stata avviata nel 2003. Le condizioni sospette nelle quali la Birac era stata privatizzata erano state notate anche dall'Associazione tedesca per la cooperazione economica (GIZ) che aveva confermato che la scelta della Ukio bankas Group era strana e non aveva una giustificazione dal momento che questa società non trattava con il gas, ma neanche con un altro prodotto che rientrava nel settore della produzione dell'alluminio, mentre la Birac aveva bisogno di un partner che doveva sanare le perdite della società dovute al basso prezzo dell'alluminio sul mercato internazionale. <strong>Gioco sul prezzo di acquisto</strong>. Il contratto sulla privatizzazione della Birac era stato firmato il 4 ottobre del 2001, dopo mesi di proroga richiesti dalla Revisione della Ukio bankas Group. La GIZ aveva scoperto che le proroghe erano destinate a prendere tempo, perché il prezzo dell'alluminio sul mercato azionario mondiale era stato basso nel periodo compreso tra l'annuncio della gara, la nomina del vincitore, la firma del contratto, fino alla Ukio bankas Group che aveva chiesto tempo, perché il prezzo dell'alluminio sul mercato internazionale era basso al momento della pubblicazione del tender fino alla primavera del 2003, tale che la perdita era inevitabile, ma tale richiesta è stata bocciata dalla Ukio bankas Group. La società, subito dopo aver firmato il contratto, aveva promesso di non interrompere la produzione, di non licenziare i lavoratori, e di investire i suoi 56 milioni di KM (dei quali nel primo anno venivano investiti 40 milioni di euro). Tuttavia, nulla di tutto ciò era stato realizzato. L'unica cosa che la Ukio bankas Group aveva fatto era quella di prendere i prestiti dalla propria banca sul conto della società, mettendo l'ipoteca sugli oggetti di maggiore valore della Birac, in via contraria ai regolamenti legislativi della RS. In seguito il nuovo proprietario della Birac più volte aveva costretto il Governo della RS a modificare i contratti e a fornire delle condizioni favorevoli riguardo al pagamento dei debiti accumulati. Tramite i diversi "giochi" svolti nella Birac la Ukio bankas Group era riuscita a prorogare l'inizio della produzione nella Birac, per 2 anni e mezzo, quando il prezzo dell'alluminio sul mercato internazionale era cresciuto oltre il valore, rendendo possibile il profitto della Birac. Nel 2005, grazie al prezzo dell'alluminio nel mercato internazionale, la Birac aveva avuto buoni risultati negli affari. <strong>Nessun investimento</strong>. Tuttavia il proprietario non aveva investito i propri mezzi nella fabbrica ma prendeva i prestiti dal conto della società. Infatti, nel 2012 la Ukio bankas Group aveva preso un prestito dalla Balkan Investment Bank AD Banja Luka di 1.500.000 euro, mettendo una ipoteca su tutta la proprietà della Birac, che era sottovalutata per 9.888.000 di KM. In seguito il Governo della RS aveva assunto anche l'obbligo di condonare alla Ukio bankas Group i debiti verso le società nazionali ( le raffinerie, Zeljeznice FBiH, Elektroprivreda RS) e i fondi statali. Oltre a ciò il Governo aveva autorizzato l'investitore estero a partecipare in nome dello Stato e senza limitazioni all'adozione delle decisioni nell'Assemblea degli azionisti della Birac. Il contratto sulla privatizzazione era stato modificato tre volte: a dicembre del 2001, a maggio del 2003, e a dicembre del 2003. Tra le altre modifiche, tutte a favore della Ukio bankas Group, il prezzo di acquisto del capitale era stato ridotto da 10.250.000 a 6.000.000 KM. Dunque, per l'acquisto delle azioni statali nella Birac sono stati pagati soltanto 6.000.000 di KM mentre il Governo sulla base dei debiti della Birac solo alla BH Gas, alla NIS GAS Novi Sad e alla Miniera di Bauxite di Niksic aveva pagato 4.700.000 di KM. Se aggiungiamo i prestiti della Birac pagati dal Governo della RS il totale degli investimenti del Governo supera la somma che la Ukio bankas Group aveva pagato per l'acquisto della Birac. Cenic, durante il suo mandato nel Governo della RS, aveva raccolto la documentazione sulle società fondate dalla Birac, cioè dalla Ukio bankas Group. Una delle società è la Bakal di Banja Luka la quale svolgeva l'esportazione dei prodotti della Birac al prezzo di trasferimento. Dal momento che questa società aveva contratto un debito con la Direzione per le imposte della RS, la definizione dei prezzi di trasferimento finora era stato fatto tramite la Alumina, anch'essa società fondata dalla Ukio bankas Group. Dunque, la Birac effettuava delle l'attività di servizio per la Bakal, anche se il contratto sulla privatizzazione prevedeva il prosieguo della stessa attività principale della società. Infine, le irregolarità nella Birac, dal momento della sua privatizzazione fino ad oggi, sono numerose, e l'unica che ha avuto un guadagno da questa privatizzazione è stata la Ukio bankas Group e il suo proprietario Vladimir Romanov, ha concluso Cenic nel suo articolo che analizza la corruzione legata alla Birac.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.