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NOTIZIE · OI-302013 · 15/04/2013 15:00:00 · 4815 g fa8 min lettura
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Dalla privatizzazione al fallimento

DiOsservatorio ItalianoSommario

Banja Luka - Continua a far molto discutere il caso del fallimento della Fabbrica di alluminio "Birac"  di Zvornik che, in condizioni molto sospette, è caduta nel disastro finanziario, sino alla bancarotta introdotta il 6 aprile del…

Banja Luka - Continua a far molto discutere il caso del fallimento della Fabbrica di alluminio &quot;Birac&quot; &nbsp;di Zvornik che, in condizioni molto sospette, &egrave; caduta nel disastro finanziario, sino alla bancarotta introdotta il 6 aprile del 2013. Ci si chiede come mai il Governo della RS abbia pagato una cifra pi&ugrave; elevata ad un partner privato per la privatizzazione della Birac, rispetto a quanto quest&#39;ultimo aveva pagato per l&#39;acquisto delle azioni statali nella fabbrica, e perch&eacute; sia stata respinta l&#39;offerta della&nbsp; Russian Aluminium Co. Le risposte a queste e a altre domande sono legate ad affari sospetti condotti nella fabbrica, come ha evidenziato Svetlana Cenic, l&#39;ex Ministro delle Finanze del Governo della RS. &nbsp;Cenic, spiegando le vicende legate alla Birac, partendo dalla privatizzazione della societ&agrave; &nbsp;nel 2001, osserva che le perdite della Birac sono state erroneamente giustificate dal prezzo dell&#39;alluminio sul mercato internazionale. Infatti, nel 2001, quando &egrave; stato pubblicato il tender per la privatizzazione della Birac ed &egrave; stato scelto il partner per la vendita del 64% del capitale statale, il prezzo dell&#39;alluminio era di soli 150 dollari a tonnellata. Nella primavera del 2005 il prezzo dell&#39;alluminio sui mercati mondiali era salito a 405 dollari a tonnellata. Il prezzo a tonnellata della produzione di alluminio &egrave; stato sempre variabile, per circa 200 dollari a tonnellata, con una deviazione di circa il 10%, ed &egrave; molto facile calcolare quali fossero le possibilit&agrave; industriali dello stabilimento. &nbsp; <strong>La controversa privatizzazione</strong> La Birac &nbsp;&egrave; stata privatizzata dalla&nbsp;Ukio bankas Group, che &egrave; diventata l&#39;azionista di maggioranza della fabbrica. &nbsp;&nbsp;Il tender per la privatizzazione &egrave; stato pubblicato &nbsp;il 23 novembre del 2000 ed &egrave; scaduto il 25 gennaio del 2001.&nbsp;In quel periodo sono state consegnate tre offerte con i relativi codici. La Commissione aveva al tempo esaminato tutte le offerte e aveva concluso che &nbsp;solo una soddisfaceva le condizioni del tender, e questa era stata oggetto di valutazione. Gli altri due offerenti non avevano nemmeno pagato il deposito e le garanzie bancarie a fronte del piano aziendale preparato dallo Stato, e per questo motivo le loro offerte erano state dichiarate non valide. Il tender poteva essere annullato sin da subito, perch&eacute; non erano stati registrati tre fornitori con intenzioni serie, e ci&ograve; aveva fatto scattare il dubbio che i due offerenti erano solo di contorno, o che avevano ricevuto l&#39;ordine di partecipare al tender per soddisfare il requisito formale dell&#39;esistenza di tre candidature. Tuttavia la Commissione aveva&nbsp;comunque&nbsp;eseguito una valutazione dell&#39;unica offerta &nbsp;formalmente corretta e la Direzione per la Privatizzazione della RS informava &nbsp;il 17 aprile del 2001 che la Ukio bankas Group era la &nbsp;vincitrice del Tender.&nbsp; <br /> <strong>I prestiti presso la Ukio </strong>. Oltre a ci&ograve;,&nbsp;vanno rilevate&nbsp;anche altre irregolarit&agrave; legate alla privatizzazione della Birac. Infatti, la&nbsp;Ukio bankas Group nel 1998 ha firmato il contratto con la &nbsp;Birac, secondo il quale la societ&agrave; finanziaria era diventata un consulente per l&#39;elaborazione del saldo iniziale e di altri documenti correlati alla privatizzazione del capitale statale nella Birac. Questo contratto, dopo la pressione del direttore generale della Birac dell&#39;epoca, veniva approvato dal Consiglio amministrativo della societ&agrave;. Dopo aver ottenuto la luce verde dal Governo della RS , il contratto era stato concluso e la societ&agrave;&nbsp;lituana era diventata l&#39;unico consulente per il processo di privatizzazione della Birac.&nbsp;Per questi servizi la &nbsp;Ukio bankas Group aveva raccolto 149.900 dollari, anche se &nbsp;in quel momento nella RS costavano circa 10.000 di KM. &nbsp;Elaborando il conto patrimoniale di apertura &nbsp;per la privatizzazione della Birac, &nbsp;la Ukio bankas Group aveva violato il regolamento legislativo del Governo della RS, che istituisce una metodologia per lo sviluppo del conto patrimoniale di apertura nel processo di privatizzazione del capitale statale, abbassando il valore iniziale del capitale fisso della Birac al 41,66%.&nbsp;Contemporaneamente, nel periodo 1998 - 1999, la Birac ha sottoscritto dei prestiti presso il Gruppo Ukio ponendo una ipoteca sugli oggetti della fabbrica. Allora erano intervenuti alcuni membri del Consiglio Amministrativo, come il direttore Grkovic che &egrave; stato sostituito ma sono rimasti i debiti sulla base dei prestiti dal valore di 4 milioni di dollari, anche se il sequestro degli oggetti vitali della Birac era &nbsp;stato evitato grazie al Governo della RS, che aveva pagato il debito menzionato. Dunque, la perdita degli oggetti vitali della Birac nel 2000 era stata evitata ma uno scenario simile era recidivo anche nel 2002.&nbsp; <strong>Proteste di Russia e Germania</strong>. La relazione sulla Birac, pubblicata dal Servizio per la revisione nella RS nel 2002 aveva registrato le irregolarit&agrave; nel lavoro della Commissione &nbsp;per la privatizzazione della RS riguardo all&#39;intero processo di vendita. Oltre alle numerose irregolarit&agrave; pi&ugrave; evidenti e rimaste irrisolte, la cosa pi&ugrave; &quot;strana&quot; era che il Governo della RS aveva respinto l&#39;offerta del partner strategico, la Russian Aluminium Co per gli investimenti nella Birac. Quest&#39;ultima &egrave; una societ&agrave; che tratta l&#39;alluminio e che dopo la risposta negativa del Governo della RS aveva investito gli enormi fondi in una societ&agrave; in Romania che aveva avviato la produzione nel 2002 e era &nbsp;diventata una concorrente della Birac, nella quale la produzione era stata avviata nel 2003. Le condizioni sospette nelle quali la Birac era stata privatizzata erano state notate anche dall&#39;Associazione tedesca per la cooperazione economica (GIZ) che aveva confermato che la scelta della Ukio bankas Group era strana e non aveva una giustificazione dal momento che questa societ&agrave; non trattava con il gas, ma neanche con un altro prodotto che rientrava nel settore della produzione dell&#39;alluminio, mentre la Birac aveva bisogno di un partner che doveva sanare le perdite della societ&agrave; dovute al basso prezzo dell&#39;alluminio sul mercato internazionale.&nbsp; <strong>Gioco sul prezzo di acquisto</strong>. Il contratto sulla privatizzazione della Birac era stato firmato il 4 ottobre del 2001, dopo mesi di proroga richiesti dalla Revisione della Ukio bankas Group. La GIZ aveva scoperto che le proroghe erano destinate a prendere tempo, perch&eacute; il prezzo dell&#39;alluminio sul mercato azionario mondiale era stato basso nel periodo compreso tra l&#39;annuncio della gara, la nomina del vincitore, la firma del contratto, fino alla Ukio bankas Group che aveva chiesto tempo, &nbsp;perch&eacute; il prezzo dell&#39;alluminio sul mercato internazionale era basso al momento della pubblicazione del tender fino alla primavera del 2003, tale che la perdita era inevitabile, ma tale richiesta &egrave; stata bocciata dalla&nbsp;Ukio bankas Group. La societ&agrave;, subito dopo aver firmato il contratto, aveva promesso di non interrompere la produzione, di non licenziare i lavoratori, e di investire i suoi 56 milioni di KM (dei quali nel primo anno venivano investiti 40 milioni di euro). Tuttavia, nulla di tutto ci&ograve; era stato realizzato. L&#39;unica cosa che la Ukio bankas Group aveva fatto era quella di prendere i prestiti dalla propria banca sul conto della societ&agrave;, mettendo l&#39;ipoteca sugli oggetti di maggiore valore della Birac, in via contraria ai regolamenti legislativi della RS. &nbsp;In &nbsp;seguito il nuovo proprietario della Birac pi&ugrave; volte aveva costretto il Governo della RS a modificare i contratti e a &nbsp;fornire delle condizioni favorevoli riguardo al pagamento dei debiti accumulati. Tramite i diversi &quot;giochi&quot; svolti nella Birac la Ukio bankas Group era riuscita a prorogare l&#39;inizio della produzione nella Birac, per 2 anni e mezzo, quando il prezzo dell&#39;alluminio sul mercato internazionale era cresciuto oltre il valore, rendendo possibile il profitto della Birac. Nel 2005, grazie al prezzo dell&#39;alluminio nel mercato internazionale, la Birac aveva avuto &nbsp;buoni risultati negli affari.&nbsp; <strong>Nessun investimento</strong>. Tuttavia il proprietario non aveva investito i propri mezzi nella fabbrica ma prendeva i prestiti dal conto della societ&agrave;. Infatti, nel 2012 la&nbsp;Ukio bankas Group aveva preso un prestito dalla Balkan Investment Bank AD Banja Luka di 1.500.000 euro, mettendo una ipoteca su tutta la propriet&agrave; della Birac, che era &nbsp;sottovalutata per &nbsp;9.888.000 di KM. In seguito il Governo della RS aveva assunto anche l&#39;obbligo di condonare alla&nbsp;Ukio bankas Group i debiti verso le societ&agrave; nazionali ( le raffinerie, Zeljeznice FBiH, Elektroprivreda RS) e i fondi statali. Oltre a ci&ograve; il Governo aveva autorizzato l&#39;investitore estero a partecipare in nome dello Stato e senza limitazioni all&#39;adozione delle decisioni nell&#39;Assemblea degli azionisti della Birac. Il contratto sulla privatizzazione era stato modificato tre volte: a dicembre del 2001, a maggio del 2003, &nbsp;e a dicembre del 2003. Tra le altre modifiche, tutte a favore della Ukio bankas Group, il prezzo di acquisto del capitale era stato ridotto da 10.250.000 a 6.000.000 KM. Dunque, per l&#39;acquisto delle azioni statali nella Birac sono stati pagati soltanto&nbsp;6.000.000 di KM mentre il Governo sulla base dei debiti della Birac solo alla&nbsp;BH Gas, alla NIS&nbsp;GAS Novi Sad e alla Miniera di Bauxite di Niksic aveva pagato&nbsp;4.700.000 di KM. Se aggiungiamo i prestiti della Birac pagati dal Governo della RS il totale degli investimenti del Governo supera la somma che la&nbsp;Ukio bankas Group aveva pagato per l&#39;acquisto della Birac.&nbsp; Cenic, durante il suo mandato nel Governo della RS, aveva raccolto la documentazione sulle societ&agrave; fondate dalla Birac, cio&egrave; dalla&nbsp;Ukio bankas Group. Una delle societ&agrave; &egrave; la Bakal di Banja Luka &nbsp;la quale svolgeva l&#39;esportazione dei prodotti della Birac al prezzo di trasferimento. Dal momento che questa societ&agrave; aveva contratto un &nbsp;debito con la Direzione per le imposte della RS, la definizione dei prezzi di trasferimento finora era stato fatto tramite la Alumina, anch&#39;essa societ&agrave; fondata dalla&nbsp;Ukio bankas Group. Dunque, la Birac effettuava delle l&#39;attivit&agrave; di servizio per la Bakal, anche se il contratto sulla privatizzazione prevedeva il prosieguo della stessa attivit&agrave; principale della societ&agrave;. &nbsp;Infine, le irregolarit&agrave; nella Birac, dal momento della sua privatizzazione fino ad oggi, sono numerose, e l&#39;unica che ha avuto un guadagno da questa privatizzazione &egrave; stata la&nbsp;Ukio bankas Group e il suo proprietario Vladimir Romanov, ha concluso Cenic nel suo articolo che analizza la corruzione legata alla Birac.&nbsp;

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Strumenti del dispaccio
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21
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Aziende
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◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
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